Sostegni all’editoria 2026: contributi più alti per edicole e imprese

Alessio Mauro - Leggi e prassi

In dirittura d’arrivo il DPCM che ripartisce il rifinanziamento del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria. Diverse le misure in favore delle imprese del settore, dai contributi per le edicole a quelli per i distributori

Sostegni all'editoria 2026: contributi più alti per edicole e imprese

È stato firmato e registrato alla Corte dei Conti il decreto che prevede la ripartizione delle risorse stanziate a valere sul Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria.

Si tratta del DPCM che ripartisce gli 57 milioni di euro stanziati per il 2026 e dedicati alla realizzazione di una serie di interventi a sostegno delle imprese del settore.

Sono diverse le misure confermate: dal contributo per le edicole alle misure a sostegno di imprese editrici di quotidiani e periodici. Aumenta l’importo massimo spettante che passa a 4.500 euro.

Anche per quest’anno, i criteri e le modalità per la fruizione dei contributi verranno definite tramite appositi provvedimenti del Dipartimento per l’informazione e l’editoria.

Sostegni all’editoria 2026: in arrivo contributi per edicole e imprese

Il Dipartimento per l’informazione e l’editoria ha annunciato la firma e la registrazione alla Corte dei conti del DPCM 30 luglio 2026 che ripartisce le risorse del Fondo unico per il pluralismo e l’innovazione digitale dell’informazione e dell’editoria per l’anno in corso.

In maniera differente rispetto a quanto accaduto per lo scorso anno, dove le risorse erano pari a 82 milioni, quest’anno sono pari a 57 milioni di euro.

Per il 2026, nell’ambito degli interventi a sostegno all’editoria, sono state confermate quattro misure di sostegno straordinario a favore dell’intera filiera dell’editoria cartacea.

Sono previsti contributi sia per le imprese editrici di quotidiani e periodici, sia per le edicole, i “punti vendita in via non prevalente” e i distributori, allo scopo di garantire tanto la produzione quanto la diffusione capillare dei prodotti editi.

Nello specifico, i 57 milioni sono ripartiti come segue tra le varie misure previste:

  • 10 milioni di euro per i contributi alle edicole;
  • 500.000 euro per il contributo a favore dei c.d. “punti vendita in via non prevalente” di quotidiani e periodici;
  • 1,5 milioni di euro per il contributo alle imprese di distribuzione di quotidiani e periodici;
  • 45 milioni di euro per il contributo per le copie cartacee vendute nell’anno 2024 a favore delle imprese editrici di quotidiani e periodici.

Sostegni all’editoria 2026: i contributi per le edicole

Le risorse del Fondo sono destinate anche alle misure di sostegno in favore di edicole e imprese editrici di quotidiani e periodici.

Per quanto riguarda le edicole aumenta rispetto al passato la portata dell’agevolazione e di conseguenza l’importo massimo che è possibile ottenere.

Nello specifico, le edicole possono ottenere un contributo, per un importo fino a 4.500 euro (era 4.000 lo scorso anno), pari all’80 per cento (era il 60 per cento) delle spese sostenute nel 2025 per:

  • IMU;
  • TASI;
  • CUP;
  • TARI;
  • canoni di locazione;
  • servizi di fornitura di energia elettrica;
  • servizi telefonici e di collegamento a Internet;
  • acquisto o noleggio di registratori di cassa o di registratori telematici;
  • acquisto o noleggio di dispositivi POS e altre spese sostenute per la trasformazione digitale e l’ammodernamento tecnologico.

Per le stesse spese è riconosciuto anche un contributo agli esercenti attività commerciali di vendita di merci abilitati alla vendita di quotidiani e periodici, i cosiddetti punti vendita non esclusivi, che svolgono la suddetta attività in comuni privi di edicole.

Anche in questo caso, il contributo per il 2026 raggiunge un importo massimo di 4.500 euro ed è pari all’80 per cento delle spese sostenute nel 2025. Di contro si riduce lo stanziamento per l’attuazione della misura: sono disponibili 500.000 euro.

Nel caso in cui, nel corso del 2025, il richiedente abbia aperto un nuovo punto vendita esclusivo ovvero abbia rilevato un’attività di rivendita preesistente, l’importo del contributo è incrementato del 20 per cento, comunque entro la soglia massima di euro 4.500. L’agevolazione di cui al presente comma è riconosciuta entro il limite di euro 9.000.000, che costituisce tetto di spesa.

Alle imprese che vendono esclusivamente giornali e riviste, che nel 2025 hanno effettuato anche consegne a domicilio di quotidiani e periodici documentabili, è riconosciuto anche un contributo fino ad un importo massimo di 500 euro, nel limite complessivo di un milione di euro.

Sostegni all’editoria 2026: i contributi per le imprese editrici di giornali e periodici

Per le imprese editrici di quotidiani e periodici, invece, è previsto un contributo straordinario pari a 8 centesimi per ogni copia cartacea venduta nel corso del 2024 (erano 10 centesimi lo scorso anno), anche mediante abbonamento, in edicola o presso punti di vendita non esclusivi. Sono escluse le copie oggetto di vendita in blocco.

Infine, con l’obiettivo di garantire una più ampia capillarità della rete di vendita e della diffusione sul territorio delle pubblicazioni quotidiane e periodiche, alle imprese di distribuzione è riconosciuto un contributo (da 600 o 800 euro) per la fornitura diretta di giornali alle edicole e, laddove non sono presenti edicole, agli esercizi commerciali di vendita di merci abilitati alla vendita di quotidiani e periodici siti in comuni con meno di 5.000 abitanti.

Per i dettagli e l’operatività delle misure si attende la pubblicazione dei decreti attuativi.