Buoni benzina e bonus spesa erogati ai dipendenti beneficiano dell'esenzione fino a 1.000 euro o 2.000 euro, se i destinatari sono genitori. Ma questa soglia scade alla fine del 2027
I buoni benzina e i voucher spesa multiuso previsti da un piano di welfare aziendale sono esclusi dal calcolo di imposte e contributi fino al limite di 1.000 euro per la generalità dei dipendenti e di 2.000 euro per coloro che hanno figli o figlie a carico.
Come ha confermato l’Agenzia delle Entrate con la risposta all’interpello n. 189 del 2026, si possono considerare a tutti gli effetti nel paniere dei fringe benefit.
Ma questo limite ben più ampio rispetto alla normativa prevista a regime (258,23 euro) ha una data di scadenza: attualmente è previsto fino alla fine del 2027.
Anche i buoni benzina per i dipendenti rientrano tra i fringe benefit esenti
Lo spunto per il chiarimento arriva da un’azienda che ha intenzione di premiare il lavoro domenicale di lavoratrici e lavoratori con dei bonus erogati mensilmente e calcolati per categorie di dipendenti.
Dopo aver analizzato la natura di queste premialità, l’Agenzia delle Entrate fornisce le istruzioni sul trattamento fiscale da applicare.
“Si ritiene che i buoni carburante e i buoni spesa multiuso, assegnati ai dipendenti nell’ambito del piano di welfare aziendale prospettato, rientrino tra i fringe benefit disciplinati dall’articolo 51, commi 3 e 3bis, del TUIR e che, conseguentemente, non concorrano alla formazione del reddito di lavoro dipendente ai fini fiscali e contributivi, entro il limite complessivo previsto dalla normativa vigente nel periodo d’imposta di riferimento”
Chiarisce la risposta all’interpello n. 189 del 23 ottobre 2026.
Buoni benzina per i dipendenti: l’esenzione fino a 1.000 o 2.000 euro ha una scadenza
Come previsto dalla Manovra 2025, fino alla fine del 2027 è possibile beneficiare di una soglia più ampia di esenzione rispetto alle regole standard. Ma per valutare il superamento del limite, non bisogna dimenticare che devono essere considerate le diverse tipologie di fringe benefit riconosciute dai datori di lavoro.
Gli importi riconosciuti possono assumere, infatti, anche altre forme:
- ricariche telefoniche;
- buoni acquisto;
- polizza rischi extra professionali;
- contributi per le bollette, per l’affitto o per gli interessi sul mutuo della prima casa, secondo il potenziamento previsto per il triennio 2025-2027.
Se i dipendenti ricevono solo i buoni benzina e i voucher spesa multiuso, il loro valore complessivo nell’arco di tutto l’anno potrà arrivare fino a 1.000 o 2.000 euro. Ma se l’azienda riconosce anche altre forme di retribuzione aggiuntiva, la verifica va fatta considerando anche tutte le altre voci.
Se si supera la cifra massima, infatti, tutti i benefici ricevuti diventano imponibili e non solo l’eccedenza.
Per questo motivo l’asticella fissata dalla normativa ha una grande rilevanza.
Considerato l’ampio perimetro di bonus che l’azienda può riconoscere, la somma prevista a regime è molto ristretta.
Negli ultimi anni la normativa è stata rivista a più riprese per potenziare questa forma di esenzione, ma anche l’ultimo intervento ha una data di scadenza e il futuro delle regole che riguardano i fringe benefit è proprio una delle risposte che si attendono con la Manovra 2027.
Articolo originale pubblicato su Informazione Fiscale qui: Buoni benzina per i dipendenti: l’esenzione fino a 2.000 euro scade nel 2027