Bonus ristoranti nei centri storici, contributi a fondo perduto aggiuntivi?

Alessio Mauro - Incentivi alle imprese

Bonus ristoranti e attività commerciali nei centri storici, in arrivo contributi a fondo perduto aggiuntivi o altre forme di aiuti? Oltre al sostegno per tutte le attività che hanno subito un calo del fatturato pari ad almeno il 30 per cento, il DL numero 41 del 22 marzo 2021 prevede anche un fondo ad hoc per alcuni dei settori più colpiti dalla pandemia, ma non è ancora chiaro che forma prenderanno i ristori.

Bonus ristoranti nei centri storici, contributi a fondo perduto aggiuntivi?

Bonus ristoranti e attività commerciali nei centri storici, in arrivo contributi a fondo perduto aggiuntivi o altri tipi di aiuti?

Non è ancora chiaro quale forma prenderanno le risorse del Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica, istituito dal DL numero 41 del 22 marzo 2021.

La misura, infatti, si aggiunge agli aiuti, da un minimo di 1.000 euro a un massimo di 150.000 euro, a cui hanno diritto tutte le partite IVA che hanno subito un calo del fatturato pari ad almeno il 30 per cento confrontando la media mensile del 2020 e del 2019.

Le risorse a disposizione sono 200 milioni di euro e con un decreto da adottare entro 30 giorni dall’entrata in vigore della legge di conversione, quindi entro la scadenza di circa tre mesi, saranno ripartite tra le Regioni.

Bonus ristoranti centri storici, in arrivo contributi a fondo perduto aggiuntivi?

Bonus, agevolazioni o contributi a fondo perduto aggiuntivi? Il testo dell’articolo 26 del Decreto Sostegni che istituisce il Fondo per le attività particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica non specifica in che modo prenderanno forma gli aiuti per le attività che ne hanno diritto.

Per ora nel testo c’è solo la traccia di un’attenzione particolare a chi ha risentito di più delle restrizioni, in particolare gli aiuti saranno gestiti a livello territoriale e saranno destinati sicuramente alle seguenti categorie:

  • ristoranti e attività commerciali nei centri storici;
  • le imprese che operano nel settore dei matrimoni e degli eventi privati.

Ma, stando alla denominazione del Fondo, la platea potrebbe essere anche più ampia.

Per passare all’operatività c’è bisogno di un Decreto del Presidente del Consiglio dei ministri su proposta del Ministro dell’economia e delle finanze, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le Regioni e le Province autonome di Trento e di Bolzano.

Con questo ulteriore passaggio, infatti, sarà stabilita la ripartizione delle risorse a disposizione. Il testo fissa la scadenza per l’emanazione del provvedimento 30 giorni dopo la conversione in legge del Decreto Sostegni.

Oltre alla forma che assumerà il sostegno, sarà necessario poi stabilire con precisione i requisiti per verificare quali sono le “categorie economiche particolarmente colpite dall’emergenza da COVID-19”.

Bonus ristoranti centri storici, contributi a fondo perduto aggiuntivi o altre misure? Le risorse a disposizione

Tanti, quindi, restano i punti interrogativi sulla misura. Ma un certezza c’è: i fondi messi a disposizione sono pochi e i ristori, contributi a fondo perduto o bonus di qualsiasi altra natura, rischiano di essere troppo esigui.

Eppure i ristoranti, non solo quelli dei centri storici, sono tra le attività che hanno subito in maniera più pesante le conseguenze delle restrizioni.

Solo nel quarto trimestre del 2020 la Federazione Italiana Pubblici Esercizi, FIPE, stima una perdita del 44,3 per cento con 11,1 miliardi di euro. In tutto l’anno il calo è pari al 36,2 per cento e a 34,4 miliardi di euro.

Non c’è dubbio che il settore abbia avvertito forte e chiaro il peso di un anno di pandemia. E non c’è dubbio che il Decreto Sostegni sia un contrappeso ancora troppo debole.

Restando nell’ambito della ristorazione, il Decreto Agosto ha previsto un contributo a fondo perduto, da 1.000 a 10.000 euro, per per l’acquisto di prodotti, inclusi quelli vitivinicoli, di filiere agricole e alimentari, anche DOP e IGP da corrispondere sempre in base alla logica del calo di fatturato.

Il fondo, in questo caso, aveva una dotazione di 600 milioni di euro, poi ridotto a 450 dal Decreto Ristori quater.

In partenza, quindi, la cifra era pari al triplo del Fondo per il sostegno delle attività economiche particolarmente colpite dall’emergenza epidemiologica che ne ha 200 e da un lato restringe il campo d’azione solo ai ristoranti che si trovano nei centri storici, ma dall’altro lo allarga anche ad altri settori.

A beneficiare delle risorse, infatti, saranno anche attività commerciali di altro tipo presenti negli stessi territori e imprese che si occupano di organizzare matrimoni ed eventi privati, che pure hanno registrano nel 2020 una perdita di ricavi pari al 95 per cento.

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