Agevolazioni PMI e reti di impresa, i criteri MISE per le aree di crisi industriale

Tommaso Gavi - Leggi e prassi

Agevolazioni PMI e reti di impresa, la circolare del MISE numero 10088 del 16 gennaio 2020 indica modalità e regole per le misure in favore delle aree di crisi industriale. Platea estesa anche alle piccole e medie imprese e nuovi bandi in prossima pubblicazione.

Agevolazioni PMI e reti di impresa, i criteri MISE per le aree di crisi industriale

Agevolazioni PMI e reti di impresa, il MISE definisce i criteri per gli incentivi alle imprese delle aree di crisi industriale.

La circolare numero 10088 del 16 gennaio 2020 del Ministero dello sviluppo economico stabilisce le modalità di concessione delle agevolazione per favorire la riconversione e la riqualificazione produttiva.

Tra le novità c’è l’estensione della platea anche a imprese di piccola e media dimensione e la riduzione degli investimenti minimi.

Sono previste inoltre procedure semplificate per l’accesso all’agevolazione e nuove misure di sostegno alla formazione dei lavoratori.

Agevolazioni PMI e reti di impresa delle aree di crisi industriale: la circolare MISE del 16 gennaio 2020

Con la circolare numero 10088 del 16 gennaio 2020 il MISE, Ministero dello sviluppo economico ha stabilito i criteri e le modalità delle agevolazioni per imprese in aree di crisi industriale.

Le misure mirano alla riconversione e riqualificazione produttiva dei territori con lo scopo di salvaguardare i livelli occupazionali e sostenere programmi di investimento e di sviluppo imprenditoriale.

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Mise - Circolare numero 10088 del 16 gennaio 2020
Criteri e modalità di concessione delle agevolazioni di cui alla legge n. 181/1989 in favore di programmi di investimento finalizzati alla riqualificazione delle aree di crisi industriali.

Il documento stabilisce i termini di presentazione, i criteri e il processo di valutazione delle domande.

Sono inoltre indicati i costi e i limiti di ammissibilità delle spese delle agevolazioni.

Tra i soggetti che possono fare richiesta ci sono i seguenti:

  • società di capitali;
  • società consortili;
  • società cooperative;
  • reti di impresa.

La partecipazione ai nuovi bandi è stata estesa a micro, piccole e medie imprese.

I requisiti da soddisfare al momento della presentazione delle domande sono i seguenti:

  • essere regolarmente costituite e iscritte nel Registro delle imprese;
  • essere nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili, non essere in liquidazione volontaria e non essere sottoposte a procedure concorsuali;
  • trovarsi in regime di contabilità ordinaria;
  • non rientrare tra le società che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato, gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  • trovarsi in regola con le disposizioni vigenti in materia di normativa edilizia ed urbanistica, del lavoro, della prevenzione degli infortuni e della salvaguardia dell’ambiente ed essere in regola con gli obblighi contributivi;
  • aver restituito agevolazioni godute per le quali è stato disposto dal Ministero un ordine di recupero;
  • non trovarsi in condizioni tali da risultare impresa in difficoltà così come individuata nel Regolamento GBER;
  • esclusivamente per gli aiuti a finalità regionale, non aver effettuato nei due anni precedenti la presentazione della domanda una delocalizzazione verso l’unità produttiva oggetto dell’investimento.

Agevolazioni PMI e reti di impresa delle aree di crisi industriale: investimenti agevolabili

Gli investimenti agevolabili, in base alle indicazioni della circolare MISE, possono arrivare a coprire il 20% delle spese ammissibili se riguardano progetti di innovazione dell’agevolazione.

Nel caso in cui, invece, i progetti abbiano come oggetto la formazione del personale, gli investimenti sono finanziabili fino al 10%.

La forma delle agevolazioni è il contributo in conto impianti, dell’eventuale contributo diretto alla spesa, e del finanziamento agevolato alle condizioni ed entro i limiti previsti dalla normativa nazionale e delle intensità massime di aiuto previste dal Regolamento GBER.

Può essere richiesto un contributo agevolato tra il 30% e il 50% degli investimenti ammissibili per una durata massima di 10 anni.

Tale contributo può avere un periodo di preammortamento di massimo 3 anni, a seconda della durata del programma.

Le scadenze dei rimborsi sono semestrali e fissate al 30 giugno e al 31 dicembre di ogni anno.

Agevolazioni PMI e reti di impresa delle aree di crisi industriale: programmi ammissibili

I programmi delle grandi imprese, per poter ricevere le agevolazioni, devono rispondere agli scopi individuati nella circolare MISE:

  • realizzare nuove unità produttive tramite l’adozione di soluzioni tecniche, organizzative e/o produttive innovative rispetto al mercato di riferimento;
  • ampliare o riqualificare unità produttive esistenti tramite diversificazione della produzione in nuovi prodotti aggiuntivi o cambiamento fondamentale del processo produttivo complessivo;
  • realizzare nuove unità produttive o ampliare unità produttive esistenti che eroghino i servizi inerenti le attività turistiche, intese come attività finalizzate allo sviluppo dell’offerta turistica attraverso il potenziamento e il miglioramento della qualità dell’offerta ricettiva;
  • acquisire attivi di uno stabilimento.

I programmi possono anche essere finalizzati alla tutela ambientale, con gli obiettivi seguenti:

  • innalzare il livello di tutela ambientale risultante dalle attività dell’impresa;
  • consentire l’adeguamento anticipato a nuove norme dell’Unione europea che innalzano il livello di tutela ambientale;
  • ottenere una maggiore efficienza energetica;
  • favorire la cogenerazione ad alto rendimento;
  • promuovere la produzione di energia da fonti rinnovabili;
  • risanare i siti contaminati;
  • riciclare e riutilizzare i rifiuti.

Agevolazioni PMI e reti di impresa, la circolare MISE: le aree di crisi industriale

Le agevolazioni, i cui criteri sono stati ridefiniti dalla circolare del MISE del 16 gennaio 2020, sono destinate alle PMI e reti di impresa delle aree di crisi industriale.

Il rilancio dell’attività industriale per favorire programmi di investimento è previsto dalla legge numero 181 del 15 maggio 1989.

Le misure di tale legge sono state estese, in base alla previsione dell’articolo 27 del decreto legge numero 83 del 22 giugno 2012, alle aree di crisi complessa ed a quelle di crisi non complessa, ovvero aree in cui la crisi industriale impatta in modo significativo sullo sviluppo e sull’occupazione.

Nei casi di accordo di programma nelle aree di crisi non complessa, i termini e le modalità di presentazione delle domande vengono indicati dal Ministero tramite emanazione di uno specifico avviso.

Le aree di crisi complessa sono quelle in cui ci sono di una o più imprese di grande o media dimensione con effetti sull’indotto oppure una grave crisi di uno specifico settore industriale con elevata specializzazione sul territorio, tali da richiedere un intervento maggiore del livello regionale.

L’elenco dei territori è presente nella pagina dedicata del sito del MISE.

Le aree di crisi non complessa, invece, sono invece individuate nel Decreto direttoriale dello stesso Ministero dello sviluppo economico del 19 dicembre 2016.

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Mise - Decreto direttoriale del 19 dicembre 2016
Decreto del Direttore generale per la politica industriale, la competitività e le piccole e medie imprese e il direttore generale per gli incentivi alle imprese.

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