Pensione avvocati: tutte le opzioni per lasciare la libera professione

Guendalina Grossi - Avvocati

La Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza Forense riconosce la tutela previdenziale degli avvocati. Ma vediamo quali sono le opzioni che consentono alla suddetta categoria di andare in pensione e quali requisiti sono necessari.

Pensione avvocati: tutte le opzioni per lasciare la libera professione

Gli avvocati per andare in pensione devono soddisfare requisiti diversi da quelli previsti per i contribuenti che sono iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) dell’INPS.

A riconoscere la tutela previdenziale agli avvocati ci pensa la Cassa Nazionale di previdenza ed assistenza Forense, ed è questa che ne fissa i requisiti.

Possiamo dire in generale che gli avvocati possono scegliere di andare in pensione grazie a due opzioni: la pensione di vecchiaia, che si divide in contributiva e retributiva, e la pensione anticipata.

Vediamo nel dettaglio quali requisiti devono soddisfare gli avvocati per andare in pensione con una delle suddette misure e cosa cambia con la riforma previdenziale forense che inizierà a produrre i suoi effetti a partire dal 2021.

La pensione di vecchiaia per gli avvocati

Come abbiamo appena accennato anche per gli avvocati, come per i contribuenti iscritti all’assicurazione generale obbligatoria (AGO) dell’INPS, è prevista la possibilità di beneficiare della pensione di vecchiaia che può essere retributiva o contributiva.

Per ciò che concerne l’opzione retributiva, gli avvocati per poter lasciare la libera professione, dovranno aver compiuto i 69 anni di età e aver versato almeno 34 anni di contributi.

A partire dal 2021 però, vista la riforma previdenziale forense, gli avvocati per andare in pensione grazie alla pensione di vecchiaia retributiva dovranno aver compiuto 70 anni di età e aver versato almeno 35 anni di contributi.

Gli avvocati poi potranno decidere di andare in pensione con la pensione di vecchiaia contributiva, che è dedicata agli iscritti alla Cassa Forense che al raggiungimento dell’età pensionabile non hanno maturato abbastanza contributi per andare in pensione.

Per farlo questi dovranno aver compiuto i 69 anni di età e aver versato almeno 5 anni di contribuzione e meno di 34.

Per effetto della riforma previdenziale forense, però, sono stati modificati i requisiti anche per ciò che concerne la pensione di vecchiaia contributiva e quindi gli avvocati per lasciare la libera professione dovranno aver compiuto 70 anni di età e aver versato almeno 5 anni di contributi, ma meno di 35.

La pensione di anzianità per gli avvocati

Oltre alla pensione di vecchiaia, gli avvocati possono decidere di lasciare la libera professione beneficiando della pensione di anzianità.

Per potere andare in pensione con il suddetto strumento, gli avvocati dovranno aver compiuto i 58 anni di età e aver versato almeno 35 anni di contributi.

Sempre per effetto della riforma previdenziale forense, che ricordiamo entrerà in vigore a partire dal 2021, gli avvocati però potranno andare in pensione una volta compiuti i 62 anni di età e una volta versati almeno 40 anni di contributi.

Si ricorda che il diritto alla pensione si consegue solo in caso di cancellazione dall’albo forense, visto che questa è incompatibile con l’iscrizione a qualsiasi albo di avvocato.

Gli avvocati invece che accederanno alla pensione di anzianità entro il 31 dicembre 2019 potranno farlo una volta compiuti i 61 anni di età e versati almeno 39 anni di contribuzione.

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