Bonus mamme da 100 euro al mese: cosa cambia dal 2027

Francesco Rodorigo - Leggi e prassi

Il bonus mamme cambia ancora. Dal prossimo anno aumenta l'importo: il contributo sarà pari a 100 euro mensili. Cancellato definitivamente l'esonero contributivo

Bonus mamme da 100 euro al mese: cosa cambia dal 2027

Dal prossimo anno le regole del bonus mamme cambieranno ancora.

Dopo una fase transitoria di due anni, ritardi e polemiche il disegno di Legge di Bilancio propone una nuova versione del sostegno economico introdotto a sostegno delle lavoratrici madri.

L’esonero contributivo previsto dalla Legge di Bilancio 2025 e mai attuato viene definitivamente superato. Resta l’agevolazione nella forma prevista negli ultimi due anni: un contributo direttamente in busta paga.

Quest’anno tale contributo è stato pari a 60 euro mensili (sarà erogato in unica soluzione a dicembre). Dal 2027 passerà a 100 euro mensili.

Il bonus mamme cambia ancora, le novità dal prossimo anno

Il disegno di Legge di Bilancio 2027 mette fine, o almeno questo è l’obiettivo, alla confusione attorno al bonus mamme che si è creata negli ultimi anni.

Le disposizioni che dovrebbero entrare nel testo definitivo della prossima Manovra mettono nero su bianco le nuove regole dell’agevolazione, che sarà la stessa per tutte le lavoratrici madri.

Si dice addio, pertanto, all’esonero contributivo parziale previsto dalla Legge di Bilancio 2025 e mai attuato in quanto, al suo posto, negli ultimi due anni è stato riconosciuto un contributo direttamente in busta paga prima del valore di 40 euro mensili e poi, nel 2026, pari a 60 euro mensili.

Dal 2027 viene meno, quindi, anche l’esonero contributivo totale previsto dalla Legge di Bilancio 2023 per le lavoratrici con almeno tre figli e un rapporto di lavoro a tempo indeterminato le quali, negli anni passati, non hanno avuto modo di optare per la nuova versione dell’agevolazione. L’esonero in questione, ricordiamo, termina il 31 dicembre 2026.

Come funzionerà quindi il nuovo bonus mamme?

Dal prossimo anno le lavoratrici madri, senza distinzioni per tipologia di rapporto di lavoro, potranno ottenere un contributo in busta paga dal valore di 100 euro mensili. Per un intero anno lavorato, quindi, il bonus vale 1.200 euro.

Il nuovo bonus mamme, si legge nel testo del disegno di Legge di Bilancio, spetta alle lavoratrici madri con rapporto di lavoro dipendente così come alle autonome (iscritte a gestioni previdenziali obbligatorie autonome, comprese le casse di previdenza professionali, o alla gestione separata).

Rimangono escluse unicamente le lavoratrici madri del settore domestico.

Il numero di figli determina la durata del contributo. Per le lavoratrici madri di due figli il contributo spetta fino a quando il più piccolo compie i 10 anni d’età. Alle madri di almeno tre figli, invece, il bonus è pagato fino a quando il più piccolo compie 18 anni.

Resta, dunque, uno dei punti più dibattuti da quando è stata introdotta la misura: nulla spetta alle madri di un solo figlio.

Non cambia, invece, per l’altro requisito fondamentale: il reddito. Anche dal prossimo anno potranno ottenere il bonus le lavoratrici madri con un reddito da lavoro non superiore a 40.000 euro annui. Nel calcolo di questa soglia si sommano tutti i redditi da lavoro, inclusi quelli esenti da imposte o sottoposti a regimi agevolati o sostitutivi, considerati al lordo di eventuali franchigie.

Rientrano nel conteggio anche le indennità sostitutive della retribuzione maturate in costanza di rapporto lavorativo, come i trattamenti per maternità, malattia, congedo straordinario e cassa integrazione, mentre non vanno computate le prestazioni legate alla cessazione dell’impiego (come Naspi o DIS-COLL) né le prestazioni pensionistiche.

Per le sole lavoratrici dipendenti, il valore reddituale va considerato al netto dei contributi previdenziali obbligatori trattenuti dal datore di lavoro.

Bonus mamme: domanda e pagamento

Con le nuove regole non cambiano le modalità di domanda. Il bonus mamme deve essere richiesto all’INPS inviando un’apposita istanza secondo le modalità comunicate dall’Istituto.

Il contributo, come detto, vale 100 euro mensili per ogni mese o frazione di mese in cui è in vigore il rapporto di lavoro (o l’attività di lavoro autonomo) e non incide nel calcolo dell’ISEE. Nel testo del DdL non è specificato se le somme saranno esenti da imposizione fiscale e contributiva come invece era previsto negli ultimi due anni.

A differenza di quanto accaduto nel 2025 e di quanto previsto quest’anno, le somme spettanti non saranno erogate in unica soluzione a fine anno ma con cadenza trimestrale.

Ad oggi, quando il diritto si perfeziona nel corso dell’anno, come nel caso di una nuova nascita, il bonus economico spetta a partire dal mese stesso in cui si verifica l’evento. Lo stesso dovrebbe essere previsto dal prossimo anno.