Bonus facciate, cosa cambia dal 2023? Senza proroga sparisce la detrazione del 60 per cento

Bonus facciate in scadenza a fine anno. Dal 1° gennaio 2023 viene meno la detrazione del 60 per cento e, salvo proroghe, si tornerà alle detrazioni per ristrutturazione o in alternativa all'ecobonus, nel rispetto di specifici requisiti.

Bonus facciate, cosa cambia dal 2023? Senza proroga sparisce la detrazione del 60 per cento

Bonus facciate al capolinea: mancano ormai pochi mesi per fruire della detrazione del 60 per cento per i lavori di riqualificazione degli edifici.

Il 31 dicembre 2022 è fissata la scadenza dell’agevolazione fiscale riconosciuta in caso di lavori sulle facciate esterne degli edifici ubicati in zona A e B.

Dal 1° gennaio 2023 si cambia registro, e per le spese sostenute bisognerà attingere agli altri bonus, da quello per le ristrutturazioni per i lavori di pulitura, ritinteggiatura e manutenzione, fino all’ecobonus per gli interventi che comportano anche un risparmio energetico.

Questo lo scenario previsto e salvo proroghe l’esperienza del bonus facciate verrà meno ormai a stretto giro.

Bonus facciate, cosa cambia dal 2023? Senza proroga sparisce la detrazione del 60 per cento

Introdotto dal 2020 e rimasto al 90 per cento fino al 2021, il bonus facciate consente a chi sostiene spese per interventi di recupero o restauro della facciata esterna degli edifici di beneficiare di una specifica agevolazione fiscale, per la quale non sono previsti limiti massimi di spesa, né un limite massimo di detrazione.

Per le spese sostenute dal 1° gennaio al 31 dicembre 2022 la percentuale di detrazione spettante è stata portata dal 90 al 60 per cento delle spese sostenute, mentre non sono cambiati i requisiti d’accesso.

Tra gli interventi ammessi vi rientrano quelli sostenuti per i lavori sulle facciate esterne degli edifici esistenti di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli strumentali, a patto che siano ubicati nelle zone A e B del d.m. 1444/68 o assimilabili.

L’agevolazione spetta solo però sulle parti dell’involucro esterno dell’edificio visibili su strada. Non spetta invece per le opere realizzate sulle facciate interne dell’edificio, se non sono visibili su strada o da un suolo ad uso pubblico.

A caratterizzare il bonus facciate è stato, sin dall’inizio, l’alleggerimento dei requisiti previsti per poterne beneficiare, fattore che ha contribuito al successo della misura in parallelo al superbonus. Ora chi intende avvalersi della detrazione del 60 per cento dovrà affrettarsi, alla luce della scadenza fissata al 31 dicembre 2022.

È questo il termine ultimo per poter far rientrare le spese sostenute nell’agevolazione. Dal 1° gennaio 2023 sarà possibile fruire per le stesse tipologie di interventi delle detrazioni fiscali ordinarie: in testa c’è il bonus ristrutturazioni del 50 per cento, affiancato dall’ecobonus.

Bonus facciate addio: senza proroga dal 2023 si torna al bonus ristrutturazioni e all’ecobonus

È difficile al momento fare ipotesi circa una possibile proroga del bonus facciate oltre il 31 dicembre 2022, anche alla luce dello scenario politico complicato e delle incertezze relative alla prossima Legge di Bilancio, veicolo normativo che da sempre accoglie i rinnovi delle agevolazioni edilizie.

Quel che è certo è che al momento la scadenza della detrazione del 60 per cento è fissata al 31 dicembre 2022.

Dal 1° gennaio 2023 resteranno in campo esclusivamente le detrazioni fiscali “ordinarie”, in particolare il bonus ristrutturazione e l’ecobonus riconosciuti fino al 31 dicembre 2024.

Si ricorda infatti che tra i lavori rientranti nella detrazione del 50 per cento per la ristrutturazione edilizia vi sono, a titolo esemplificativo, anche quelli che interessano l’esterno degli edifici, come il rifacimento o la sostituzione di cornicioni o ancora la riparazione o la sostituzione di davanzali, finestre o balconi. Spazio inoltre alla detrazione in caso di rifacimento della facciata, anche completo.

Bisognerà tuttavia fare i conti con il limite di spesa ammesso in detrazione, pari a 96.000 euro, parametro che si considera per ciascuna unità immobiliare in caso di lavori in condominio.

Limiti di spesa e ulteriori adempimenti se invece si deciderà di usufruire dell’ecobonus nel 2023, in alternativa al bonus facciate, per interventi di rifacimento delle facciate degli edifici che incidono anche dal punto di vista termico.

È il caso ad esempio del cappotto termico, detraibile con percentuali che arrivano fino al 75 per cento per i lavori in condominio e che a specifiche condizioni rientra tra l’altro nelle spese trainanti del superbonus.

Scaduto il bonus facciate non verrà quindi meno la possibilità di riqualificare gli esterni delle proprie abitazioni, o migliorarne le prestazioni energetiche, beneficiando delle agevolazioni fiscali, fermo restando l’obbligo di fare i conti con limiti di spesa specifici e adempimenti.

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