Riforma pensioni: Quota 42, Quota 100 a 64 anni e ipotesi “superbonus”. Ecco le novità

Alessio Mauro - Pensioni

Riforma pensioni: Quota 42 e Quota 100 a 64 anni di età, insieme ad un superbonus per chi resta a lavoro. Ecco tutte le ultime novità in vista della Legge di Bilancio 2019.

Riforma pensioni: Quota 42, Quota 100 a 64 anni e ipotesi “superbonus”. Ecco le novità

Si susseguono quotidianamente le novità sulla riforma pensioni con il Governo che, dopo l’imminente pausa estiva, metterà mano a quella che sarà la Legge di Bilancio 2019.

Tra le misure annunciate e sulle quali si concentrano le ultime notizie sulle pensioni uno dei temi più scottanti riguarda in primis la Quota 41 ma il cantiere delle novità da inserire nella riforma per superare la Legge Fornero è tutto fuorché definitivo.

La possibilità di andare in pensione con 41 anni di contributi potrebbe, tuttavia, subire un’innalzamento di un anno ed è per questo che si inizia a parlare di Quota 42, ipotesi non gradita a buona parte dei lavoratori prossimi alla pensione.

Così come per la Quota 100, somma di età anagrafici e anni di contributi, il problema principale riguarda le coperture economiche ed è ritenuto plausibile da più parti che la riforma delle pensioni venga di fatto rinviata al 2020.

Questo perché ad accompagnare la volontà di Lega e M5S di superare (non abolire) la riforma delle pensioni Fornero vi sono i moniti sulla tenuta dei conti pubblici, con le stime dell’INPS che parlano di somme necessarie comprese tra i 4 e i 14 miliardi all’anno.

Per limare gli effetti negativi delle novità in materia di pensioni che potrebbero pesare sul debito pensionistico d’Italia, avanza l’ipotesi di un superbonus per chi, pur possedendo i requisiti per la pensione anticipata, decida di restare a lavoro fino ad un massimo di tre anni.

Riforma pensioni novità: Quota 42 e Quota 100 a 64 anni

Sarà la Legge di Bilancio 2019 a rendere concrete le novità annunciate negli ultimi tempi per superare la riforma Fornero, anche se è possibile che parte delle misure promesse da Lega e M5S sulle pensione entrino in vigore soltanto nel 2020.

Sulle novità in ambito pensionistico e sulle mosse del Governo del Premier Conte, spalleggiato dai ministri Salvini e Di Maio, si susseguono indiscrezioni e notizie.

L’ultima riguarda la possibilità di modifica alla pensione anticipata con 41 anni di contributi e l’ipotesi è che, per evitare un aggravio sui conti pubblici, il requisito contributivo richiesto venga aumentato di 12 mesi.

La Quota 42 consentirebbe, tra l’altro, di rendere meno difficile l’accesso alla Quota 100, somma di età e contributi, per la quale le ultime notizie e novità sulla riforma pensioni parlano di un limite anagrafico e contributivo: l’accesso alla pensione sarà concesso una volta perfezionati i 64 anni di età e, di conseguenza, 36 anni di contributi.

Superbonus per chi rinuncia alla pensione: novità della riforma in LdB 2019

Sia la Quota 41 (o 42) che la Quota 100 avranno effetti negativi sui conti pubblici e il taglio alle pensioni d’oro riuscirà soltanto in parte a compensare le maggiori uscite stimate dall’INPS.

Abolire o superare le misure contenute nella Legge Fornero non è ritenuta una buona mossa da parte non solo dell’Istituto capeggiato da Tito Boeri, ma anche dalla Ragioneria dello Stato e dalla Corte dei Conti: le novità della riforma pensioni annunciata dal Governo metterebbero a rischio il sistema pensionistico italiano.

La mancanza di risorse economiche è il motivo alla base non soltanto del possibile rinvio al 2020 della riforma pensioni (ipotesi che farebbe crollare il consenso di Lega e M5S) e del correttivo della Quota 42, ma anche dell’introduzione di un bonus per chi resta a lavoro.

L’idea di introdurre un superbonus per evitare l’esodo dal lavoro è un’idea dell’ex sottosegretario del Lavoro Alberto Brambilla: ai lavoratori che continueranno a lavorare pur in possesso dei requisiti per la Quota 100 o per la Quota 41-42 verranno accreditati in busta paga i contributi previdenziali.

La somma sarebbe totalmente esente dalle imposte sui redditi e quindi un’entrata netta per i lavoratori in caso di rinuncia all’uscita anticipata dal lavoro. Mossa che, sebbene rappresenti una novità, riuscirebbe soltanto in parte a contenere gli effetti della riforma delle pensioni.

A questo punto sarà necessario attendere il mese di settembre: i lavori preparatori alla Legge di Bilancio 2019 sveleranno quali novità riusciranno a portare a casa Lega e M5S, tra Quota 41, 42 e 100, superbonus e tagli alle pensioni d’oro. Finito il periodo delle promesse, il lavoro del Governo è pronto ad entrare nel vivo.