L’iperammortamento sarà prorogato e rafforzato, verso l’apertura al cloud

Alessio Mauro - Incentivi alle imprese

Il Governo pensa alla conferma e al potenziamento dell'iperammortamento, con un occhio di riguardo al cloud

L'iperammortamento sarà prorogato e rafforzato, verso l'apertura al cloud

“L’iperammortamento sarà non solo prorogato ma anche rafforzato”, questo l’obiettivo del Governo annunciato dal Ministro MEF Giancarlo Giorgetti rispondendo alle domande in audizione sul DPFP.

In un documento programmatico scarno di dettagli sulle misure in arrivo con la prossima Legge di Bilancio è arrivato un accenno alle possibilità future.

Lo strumento che favorisce gli investimenti delle imprese, dunque, potrebbe restare in campo anche oltre la scadenza attuale fissata al 2028.

Non solo. La Premier Meloni ha aperto anche agli investimenti in software tramite contratti di cloud. Nel suo intervento sul palco dell’assemblea di Assolombarda.

Nel caso in cui la tua Azienda o il tuo Studio siano interessati a partecipare ad avvisi e bandi di finanza agevolata o, in generale, ad ottenere agevolazioni sugli investimenti i consulenti del network Informazione Fiscale possono darti supporto nell’analisi del progetto, nell’individuazione del bando e nella presentazione della domanda, in caso di interesse compila il form sottostante

L’iperammortamento sarà prorogato e rafforzato, verso l’apertura al cloud

La discussione sul documento programmatico di finanza pubblica entra nel vivo con le audizioni presso le Commissioni Bilancio riunite di Camera e Senato il 12 ottobre. Nel clima di prudenza generale non ci sono molti dettagli sulle misure che il Governo intende mettere in atto, un aspetto evidenziato anche dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio in audizione, ma un accenno è arrivata direttamente dal Ministro dell’Economia, Giancarlo Giorgetti.

L’apertura è verso le imprese. “L’iperammortamento sarà non solo prorogato ma anche rafforzato”, ha detto il Ministro. “Crediamo che sia, una volta che l’Europa ci ha fatto archiviare Transizione 4.0, il più potente strumento per promuovere gli investimenti”.

L’obiettivo, dunque, è quello di estendere la portata dello strumento anche oltre il 2028, scadenza prevista per il piano triennale attualmente in corso e partito a giugno.

Dallo scorso 12 giugno, ricordiamo infatti, è possibile inviare la prima comunicazione per l’accesso al beneficio secondo le regole delineate dal decreto attuativo. L’agevolazione supporta gli investimenti in beni strumentali tecnologicamente avanzati e impianti FER effettuati dal 1° gennaio 2026 e fino al 30 settembre 2028 attraverso una maggiorazione del costo dei beni che segue una programmazione a scaglioni, secondo i valori seguenti.

Tabella con aliquote delle maggiorazioni per investimenti

Percentuale di maggiorazioneImporto dell’investimento
180% fino a 2,5 milioni di euro
100% tra 2,5 e 10 milioni di euro
50% tra 10 e 20 milioni di euro

Oltre alla comunicazione preventiva, come noto, le imprese devono inviare 4 comunicazioni al GSE. Entro 60 giorni dalla notifica di verifica positiva effettuata dal GSE, l’impresa deve procedere, per ciascuna comunicazione preventiva, con la comunicazione di conferma dell’investimento. Successivamente è prevista la fase di monitoraggio, dove le imprese dovranno trasmettere una comunicazione periodica con tutti i dettagli sugli investimenti effettuati e una comunicazione integrativa della precedente con il relativo piano di ammortamento e l’indicazione delle quote relative all’incentivo imputate in ciascun esercizio. La procedura si conclude con la comunicazione di completamento.

I beni oggetto di agevolazione sono quelli funzionali:

  • alla trasformazione tecnologica e digitale delle imprese, indicati agli allegati IV e V della Legge di Bilancio 2026;
  • all’autoproduzione e autoconsumo da fonti di energia rinnovabile.

In relazione ai beni degli allegati IV e V non è più richiesto l’acquisto di tecnologie made in EU. Resta, invece, il vincolo già previsto per i pannelli fotovoltaici. Almeno per il momento, invece, non sono inclusi nell’elenco dei beni strumentali agevolabili i software in cloud erogati in modalità as-a-service, cioè quelli concessi tramite canoni di abbonamento.

Su questo è arrivata però un’apertura, come annunciato dalla stessa Premier Meloni.

Nel caso in cui la tua Azienda o il tuo Studio siano interessati a partecipare ad avvisi e bandi di finanza agevolata o, in generale, ad ottenere agevolazioni sugli investimenti i consulenti del network Informazione Fiscale possono darti supporto nell’analisi del progetto, nell’individuazione del bando e nella presentazione della domanda, in caso di interesse compila il form sottostante

Verso l’apertura al cloud

Il Governo, infatti, sta lavorando ad una misura di carattere fiscale, da introdurre già nella Legge di Bilancio, per agevolare gli investimenti in software e cloud.

Ad annunciarlo è stata la Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel corso del suo intervento all’assemblea di Assolombarda.

“Considero di buon senso promuovere anche gli investimenti nei software usati tramite contratti cloud” ha detto, e con il Ministro Giorgetti, ha aggiunto, si lavora per “una misura di carattere fiscale per agevolare investimenti in questa tipologia di beni”.

In attesa di dettagli sul nuovo incentivo, in merito al Piano Transizione 5.0, la Premier ha annunciato che a breve sarà pubblicata dal MIMIT una apposita circolare semplificativa per snellire procedure e processi.