Canone unico patrimoniale per occupazione di suolo pubblico e pubblicità: regole ed eccezioni

Rosy D’Elia - Imposte

Canone unico patrimoniale per l'occupazione di suolo pubblico e la pubblicità: nel calcolo delle somme dovute dal 2021 sono state inglobate anche la TOSAP e la COSAP. Una panoramica sulla normativa di riferimento e sulle regole emergenziali, ancora in vigore fino al 30 giugno.

Canone unico patrimoniale per occupazione di suolo pubblico e pubblicità: regole ed eccezioni

Dal 1° gennaio 2021 è entrato in vigore il canone unico patrimoniale: consiste nella somma dovuta a comuni, province e città metropolitane per l’occupazione di suolo pubblico e per gli spazi pubblicitari.

La novità ha sostituito una serie di tasse e canoni da versare agli enti locali, tra cui anche TOSAP e COSAP.

Fino alla scadenza del 30 giugno sono ancora in vigore alcune agevolazioni legate all’emergenza Covid, ma dal 31 marzo 2022 è venuto meno l’esonero dal pagamento: uno sguardo alla normativa, tra regole ed eccezioni.

Canone unico patrimoniale 2022 per occupazione di suolo pubblico e pubblicità, come funziona

A introdurre il canone unico patrimoniale dal 1° gennaio 2021 è stata la Legge di Bilancio 2020: all’articolo 1, con i commi da 816 a 836, è stata riordinata la disciplina in materia di occupazione di aree pubbliche e diffusione di messaggi pubblicitari.

Sono stati, in questo modo, sostituiti una serie di canoni, tasse e imposte esistenti:

  • tassa per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (TOSAP);
  • canone per l’occupazione di spazi ed aree pubbliche (COSAP);
  • imposta comunale sulla pubblicità e il diritto sulle pubbliche affissioni (ICPDPA);
  • canone per l’installazione dei mezzi pubblicitari (CIMP);
  • canone di cui all’articolo 27, commi 7 e 8, del decreto legislativo 30 aprile 1992, n. 285 (Codice della strada), limitatamente alle strade di pertinenza dei comuni e delle province.

Sono due i presupposti del CUP, canone unico patrimoniale:

  • l’occupazione, anche abusiva, delle aree che appartengono al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti e degli spazi soprastanti o sottostanti il suolo pubblico;
  • la diffusione di messaggi pubblicitari, anche abusiva, tramite impianti installati su aree che appartengono al demanio o al patrimonio indisponibile degli enti, su beni privati nel caso in cui siano visibili da luogo pubblico o aperto al pubblico del territorio comunale, o anche all’esterno di veicoli adibiti a uso pubblico o a uso privato.

È tenuto a versare le somme dovute agli enti locali, che sono tenuti a stabilire un apposito regolamento, il titolare dell’autorizzazione o della concessione, o anche colui che effettua l’occupazione o la diffusione dei messaggi pubblicitari in maniera abusiva.

Canone unico patrimoniale 2022 per occupazione di suolo pubblico e pubblicità: tariffe e modalità di versamento

Il versamento del canone unico patrimoniale 2022 deve essere effettuato direttamente a comuni, province, città metropolitane nel momento in cui viene rilasciata la concessione o dell’autorizzazione all’occupazione del suolo pubblico o alla diffusione di messaggi pubblicitari.

La norma stabilisce le regole generali da seguire per il calcolo, ma sono gli enti locali a prevedere un regolamento ad hoc.

Sono diversi i fattori che incidono sulla cifra da versare:

  • per le occupazioni di suolo pubblico, si deve considerare la durata, la superficie, espressa in metri quadrati, la tipologia e le finalità, la zona;
  • per la pubblicità è rilevante la superficie complessiva del mezzo pubblicitario, calcolata in metri quadrati, indipendentemente dal tipo e dal numero dei messaggi diffusi. Non sono soggette al canone le superfici inferiori a trecento centimetri quadrati ed è obbligato in solido al pagamento il soggetto che utilizza il mezzo per diffondere il messaggio.

Non mancano, poi, le regole particolari: ad esempio, sono previsti criteri particolari per la determinazione della superficie delle occupazioni realizzate con passi carrabili e si applicano delle maggiorazioni in caso di oneri aggiuntivi di manutenzione che derivano dall’occupazione del suolo.

La Legge di bilancio 2020 ha fissato anche le tariffe annue e giornaliere da considerare, che possono essere comunque modificate dagli enti a patto che non si riduca il gettito garantito da tasse, imposte e canoni precedenti al CUP.

Di seguito le tariffe annuali da utilizzare come base di calcolo.

Classificazione dei Comuni Tariffa standard intero anno solare
Comuni con oltre 500.000 abitanti euro 70,00
Comuni con oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti euro 60,00
Comuni con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti euro 50,00
Comuni con oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti euro 40,00
Comuni fino a 10.000 abitanti euro 30,00

Di seguito le tariffe giornaliere da utilizzare come base di calcolo.

Classificazione dei Comuni Tariffa standard giornaliera
Comuni con oltre 500.000 abitanti euro 2,00
Comuni con oltre 100.000 fino a 500.000 abitanti euro 1,30
Comuni con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti euro 1,20
Comuni con oltre 10.000 fino a 30.000 abitanti euro 0,70
Comuni fino a 10.000 abitanti euro 0,60

La Legge di Bilancio 2020, inoltre, specifica:

“I comuni capoluogo di provincia e di città metropolitane non possono collocarsi al di sotto della classe (...) riferita ai comuni con popolazione con oltre 30.000 fino a 100.000 abitanti. Per le province e per le città metropolitane le tariffe standard annua e giornaliera sono pari a quelle della classe dei comuni fino a 10.000 abitanti”.

Nei termini stabiliti dai regolamenti territoriali il versamento del canone unico patrimoniale può essere effettuato anche in più rate, solitamente trimestrali ed entro la scadenza della concessione o dell’autorizzazione.

A definire la cornice all’interno della quale gli enti locali possono garantire riduzioni ed esenzioni è poi l’articolo 1 della legge n. 160 del 2019, dal comma 828 al comma 834.

Canone unico patrimoniale 2022 per occupazione di suolo pubblico e pubblicità: le misure emergenziali

Tracciato il panorama di regole di riferimento per il pagamento del canone unico patrimoniale, è necessario soffermarsi anche sulle misure legate al Covid.

La fine dello stato di emergenza il 31 marzo 2022 ha segnato anche la fine dell’esonero dal pagamento del canone patrimoniale di concessione, autorizzazione o esposizione pubblicitaria.

Ma alcune eccezioni continuano ad essere in vigore: da ultimo sul punto è intervenuto il decreto Milleproroghe 2022, convertito in legge lo scorso 25 febbraio.

Sono state estese fino alla scadenza del 30 giugno 2022 solo alcune delle misure previste dall’articolo 9 ter del Decreto Ristori.

In particolare le domande di nuove concessioni per l’occupazione di suolo pubblico o di ampliamento delle superfici già concesse possono essere presentate in via telematica all’ufficio competente dell’ente locale, con allegata la sola planimetria e senza applicazione dell’imposta di bollo.

Per garantire il distanziamento sociale gli esercizi di ristorazione e di somministrazione di bevande e alimenti hanno la possibilità di posizione su vie, piazze e altri spazi aperti, dehors, pedane, tavolini, sedute, ombrelloni senza chiedere le autorizzazioni previste dal “Codice dei beni culturali e del paesaggio” e senza applicazione dei termini ordinari per la loro rimozione previsti dal Testo unico dell’edilizia.

Le somme dovute, però, devono essere regolarmente versate da aprile 2022 dal momento che l’ultimo intervento in questo senso è stato approvato con la Legge di Bilancio 2022 e ha fissato come data di scadenza per le agevolazioni il 31 marzo 2022.

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