Il 5 ottobre scade l'ultimo sconto sulle accise. Da domani viene meno il taglio di 6 centesimi sul pezzo del gasolio ma non dovrebbero essere previsti nuovi interventi considerato anche il price cap introdotto dai principali distributori
Carburanti: stop allo sconto sul gasolio, da domani scattano le accise mobili.
Il 5 ottobre è l’ultimo giorno per il taglio delle accise sul gasolio, che nell’ultimo periodo ha garantito uno sconto alla pompa di circa 6 centesimi al litro.
Non dovrebbero essere in programma altri interventi sulle accise stando alle ultime dichiarazioni del governo, e considerato anche il price cap introdotto dalle maggiori compagnie di distribuzione.
Da martedì 6 si torna al meccanismo delle accise mobili. Per capire l’entità dell’intervento si attendono i dati dell’extra gettito IVA di settembre.
Caro carburante: in scadenza lo sconto sul gasolio, verso le accise mobili
Con lo sconto sui prezzi alla pompa in scadenza, oggi 5 ottobre è l’ultimo giorno in cui sarà attivo il taglio sulle accise del gasolio.
La data sembra destinata a segnare lo spartiacque che dovrebbe mettere definitivamente la parola fine alla serie di interventi messi in campo da marzo per tentare di contenere l’impennata del prezzo dell’energia, e in particolare del carburante, scatenata dal conflitto in medio oriente.
L’ultimo decreto approvato dal Governo ha esteso lo sconto in maniera differenziata: 12,2 centesimi al litro fino al 26 settembre e 6,1 centesimi al litro fino al 5 ottobre.
Oggi, dunque, è l’ultimo giorno in cui sarà applicato lo sconto, seppure in forma ridotta rispetto a quanto visto negli ultimi mesi.
Dal 6 ottobre, poi, si tornerà al meccanismo delle accise mobili, che può determinare uno sconto in base alle maggiori entrate registrate nel mese precedente. Per capirne l’entità si attendono i dati relativi all’extra gettito IVA di settembre.
Non ci saranno altri interventi sulle accise, questa dovrebbe essere quasi una certezza. L’intenzione dichiarata del Governo è quella di agire su altri fronti, a partire dalla sospensione del bollo auto per il 2027 (con l’obiettivo di renderla strutturale). Senza contare, poi, l’intervento delle principali compagnie petrolifere che hanno optato per un tetto al prezzo alla pompa: 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro al litro per il gasolio, per 30 giorni prorogabili. Va sottolineato che al momento appare in miglioramento anche lo scenario internazionale, con i prezzi in leggero calo.
Il venir meno dello sconto sulle accise, quindi, non dovrebbe comportare grossi sconvolgimenti rispetto alla situazione attuale. Senza alcun intervento, escluso il price cap, il gasolio passerebbe dalla media di oggi, 2,242 euro al litro sulla rete stradale, a circa 2,302 euro. Resterebbe comunque sotto i livelli di appena cinque giorni fa, quando la media toccava 2,369 euro.
Caro carburante: cosa cambia con le accise mobili
Da domani, dunque, si torna al meccanismo delle accise mobili che rimodula il peso del Fisco su benzina e diesel in caso di aumento dei prezzi.
Non si tratta di una novità, ma di uno strumento disciplinato dall’articolo 1, comma 290 della legge n. 244 del 24 dicembre 2007, che prevede la possibilità di ridurre le accise per compensare le maggiori entrate IVA derivanti dalla variazione dei costi delle materie prime.
Ad esempio, in questo caso, sarà il maggior gettito IVA per lo Stato registrato nel mese di settembre a determinare lo sconto applicabile. Un meccanismo che, comunque, non potrebbe portare a sconti importanti, considerato il costo per mettere in pratica i tagli.
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