Nuovo bando Conciliamo al via

Rosy D’Elia - Incentivi alle imprese

Nuovo bando Conciliamo: il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio riformula la strategia per sostenere progetti di welfare. Accesso agli incentivi anche per micro imprese e PMI, e non solo per le grandi aziende, come previsto nel precedente avviso pubblico. Le istruzioni per presentare domanda entro la scadenza del 18 dicembre 2019.

Nuovo bando Conciliamo al via

Nuovo bando Conciliamo: il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri riformula la strategia per sostenere i progetti di welfare aziendale e concede, non solo a grandi aziende, ma anche a micro imprese e PMI di partecipare all’avviso pubblico e accedere agli incentivi previsti.

La novità arriva dopo la necessità di sospendere il primo bando Conciliamo, a inizio ottobre, perché a distanza di un mese dalla pubblicazione non era arrivata nessuna proposta progettuale.

74 milioni di euro sono i fondi a disposizione per interventi volti a migliorare la conciliazione famiglia-lavoro. È possibile richiedere i fondi in misura proporzionale alle dimensioni dell’azienda: fino a un massimo di 1.500.000 euro per le imprese con più di 250 dipendenti.

Bando Conciliamo non solo per grandi imprese, incentivi welfare anche per PMI e nuova scadenza

Il titolo del bando è una esortazione a conciliare vita privata e lavoro, missione possibile, se le aziende adottano adeguate strategie di welfare.

Con l’avviso pubblico dell’8 novembre 2019, il Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio dei Ministri fissa nuovi requisiti di accesso e una nuova scadenza, 18 dicembre 2019, per provare a raggiungere gli obiettivi alla base dell’iniziativa: “Risolvere problemi e priorità comuni” e “impattare positivamente sulla qualità della vita dei lavoratori e delle lavoratrici e quindi sulla produttività delle imprese”.

Dopo la riformulazione, diverse categorie di imprese con sede legale o unità operative in Italia possono inviare domanda di accesso ai fondi. Ma anche i consorzi e i gruppi di società collegate o controllate, a patto che tutti i partecipanti al soggetto collettivo siano finanziabili.

Imprese e consorzi possono partecipare al nuovo bando Conciliamo anche in forma associata con altri soggetti costituendosi in associazione temporanea di scopo (ATS), contratto di rete o associazione temporanea d’impresa (ATI).

CategoriaRichiesta di finanziamento per ciascuna iniziativa progettualeContributo dell’azienda sul totale del progetto con risorse finanziarie o risorse umane, beni e servizi
Micro imprese da un minimo di euro 15.000,00 a un massimo di euro 50.000,00 10%
Piccole imprese da un minimo di euro 30.000,00 a un massimo di euro 100.000,00 15%
Medie imprese da minimo di euro 100.000,00 a un massimo di euro 300.000,00 20%
Grandi imprese da un minimo di euro 250.000,00 a un massimo di euro 1.500.000,00 30%

Per i consorzi, le reti di imprese, i gruppi di società collegate o controllate, le associazioni temporanee di scopo e le associazioni temporanee d’impresa il progetto viene finanziato relativamente ai paramenti previsti per i singoli soggetti tenendo conto della somma del numero dei dipendenti e della somma dei ricavi della voce A1 del conto economico, relativo all’ultimo esercizio contabile concluso, del soggetto collettivo.

Nel caso di holding di partecipazione, si applica il criterio del decimo totale dell’attivo dello stato patrimoniale, esclusi i conti d’ordine, a prescindere dalla natura finanziaria o industriale delle partecipazioni detenute.

Nuovo bando Conciliamo: quali requisiti devono avere le imprese che richiedono i finanziamenti

I progetti che possono beneficiare dei finanziamenti del bando Conciliamo devono durare 24 mesi e avere una ricaduta sull’ambiente di lavoro e sull’organizzazione che le mette in atto, concentrandosi su una delle sfide sociali indicate nell’avviso pubblico:

  • crescita della natalità;
  • riequilibrio tra i carichi di cura tra uomini e donne;
  • incremento dell’occupazione femminile;
  • contrasto dell’abbandono degli anziani;
  • supporto della famiglia in presenza di componenti disabili;
  • tutela della salute.

Le proposte devono prevedere lo sviluppo di azioni già intraprese e/o l’introduzione di nuove azioni di welfare aziendale.

Al momento della presentazione della domanda di accesso ai finanziamenti il soggetto proponente deve rispondere ai seguenti requisiti:

  • aver restituito o depositato in un conto vincolato le agevolazioni pubbliche godute per le quali è stata eventualmente disposta la restituzione da parte di autorità nazionali e/o regionali e/o comunitarie;
  • non aver subito sanzioni definitivamente accertate che comportino l’esclusione da agevolazioni, finanziamenti e contributi;
  • contribuire ai costi del progetto secondo le percentuali richieste;
  • essere iscritto al registro delle imprese presso la Camera di commercio territorialmente competente e, ove previsto, negli elenchi, albi, anagrafi previsti dalla rispettiva normativa di riferimento;
  • avere la sede legale principale, o unità operative sul territorio nazionale;
  • non trovarsi in alcuna delle situazioni previste come causa di esclusione dall’articolo 80 del decreto legislativo numero 40 del 18 aprile 2016;
  • non essere in stato di liquidazione volontaria;
  • non essere stato assoggettato alla sanzione interdittiva di cui all’articolo 9, comma 2, lett. c), del decreto legislativo numero 231 dell’8 giugno 2001, o ad altra sanzione che comporta il divieto di contrarre con la Pubblica amministrazione.

Nuovo bando Conciliamo: come presentare domanda entro la scadenza del 18 dicembre 2019

Per aver accesso agli incentivi concessi con il nuovo bando Conciliamo, le imprese interessate, dalle micro alle grandi passando per le PMI, devono presentare la domanda di finanziamento, corredata di allegati, entro le ore 12,00 del 18 dicembre 2019, via PEC all’indirizzo: [email protected].

La richiesta deve essere trasmessa esclusivamente da un indirizzo di posta elettronica certificata intestato al soggetto proponente o al capofila.

La documentazione da inviare via PEC è composta dai seguenti allegati, da redigere secondo i modelli disponibili sul sito del Dipartimento per le politiche della famiglia della Presidenza del Consiglio:

  • il piano finanziario;
  • il patto di integrità;
  • la dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà;
  • Modello n. 5, in caso di ATS, ATI o contratto di rete, col quale i singoli componenti dell’ATS, dell’ATI o delle imprese che vogliono costituire la rete dichiarano la volontà di costituirsi formalmente, in caso di ammissione al finanziamento, in associazione temporanea di scopo o in associazione temporanea d’impresa o di stipulare un contratto di rete, con l’indicazione del soggetto capofila;
  • copia dell’atto costitutivo o dello statuto del proponente, o in caso di più soggetti degli atti costitutivi o degli statuti, copia dell’atto costitutivo dell’ATS e dell’ATI, laddove già costituite, nonché in caso di contratto di rete copia dell’atto istitutivo laddove già è costituita la rete di imprese;
  • relazione sulle attività in materia di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro svolte negli ultimi due anni dal soggetto proponente ovvero una dichiarazione di non aver mai intrapreso azioni di welfare;
  • il bilancio dell’ultimo esercizio finanziario concluso antecedentemente alla presentazione della domanda di finanziamento.

Tutti i dettagli sulle modalità di partecipazione e di presentazione della domanda nel testo integrale del bando Conciliamo.

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Presidenza del Consiglio dei Ministri - Avviso pubblico Conciliamo
Scarica il testo del bando Conciliamo pubblicato l’8 novembre 2019 dal Dipartimento per le Politiche della Famiglia - Presidenza del Consiglio dei Ministri.

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