Iva ordinaria per i prodotti digitali senza ISBN o ISSN

Iva ordinaria per i prodotti digitali privi di ISBN o ISSN e delle caratteristiche distintive tipiche dei giornali, agenzie di stampa, libri e periodici. A stabilirlo è l'Agenzia delle Entrate nella risposta n. 69 del 2019.

Iva ordinaria per i prodotti digitali senza ISBN o ISSN

Iva ordinaria per i prodotti digitali che non hanno un codice ISBN o ISSN e che non rispondono alle caratteristiche distintive tipiche di giornali, agenzie di stampa, libri e periodici. La fornitura di banche dati per via telematica non può rientrare tra le attività a cui si applica l’Iva al 4%. A stabilirlo è l’Agenzia delle Entrate nella risposta all’interpello numero 69 del 1° marzo 2019.

Lo spunto per il chiarimento arriva da una società che distribuisce banche dati, come ad esempio guide pratiche, scadenziari degli adempimenti, archivi CCNL, testi unici, accessibili per via telematica. I prodotti digitali che fornisce agli utenti sono privi di codici ISBN e ISSN.

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Agenzia delle Entrate - Risposta all’interpello n. 69 del 1° marzo 2019
Decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, tabella A, parte II, numero 18) – Trattamento, ai fini Iva, della fornitura di banche dati – Articolo 11, comma 1, lettera a), legge 27 luglio 2000, n. 212.

Iva ordinaria per i prodotti digitali senza ISBN o ISSN

La società vorrebbe applicare ai suoi prodotti l’aliquota del 4% come previsto dalla Tabella A, parte II, numero 18, allegata al Decreto del Presidente della Repubblica numero 633 del 1972.

A sostegno della sua interpretazione richiama la Direttiva (UE) 2018/1713 del Consiglio, entrata in vigore il 26 novembre 2018, secondo la quale la presenza dei codici identificativi internazionali ISBN e ISSN non sarebbe richiesta per l’applicazione dell’aliquota ridotta.

Nella risposta all’interpello numero 69 del 1° marzo 2019, l’Agenzia delle Entrate chiarisce che alla cessione di banche dati per via telematica si applica l’aliquota ordinaria.

Secondo l’Agenzia delle Entrate, infatti, le attività al centro del quesito riguardano offerta di servizi di banche dati elettroniche, di editoria per via telematica nonché di commercializzazione di software gestionali, e non prodotti editoriali per cui è applicabile la riduzione dell’IVA.

Guide pratiche, scadenziari, archivi, quindi, non sembrano possedere le caratteristiche richieste ai fini dell’applicabilità della disposizione agevolativa né possono rientrate tra le banche dati che fanno eccezione:

“Con la risoluzione n. 120/E del 28 settembre 2017, inoltre, è stato precisato che l’aliquota IVA del 4 per cento è applicabile al contratto di abbonamento a una banca dati on line quando “la ragione economica della conclusione del contratto di abbonamento sia quella di consentire all’abbonato di acquisire il contenuto digitalizzato di libri e altre pubblicazioni aventi le caratteristiche di giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici, muniti di codice ISBN o ISSN”.

Oltre al codice ISBN o ISSN, infatti, sono fondamentali le caratteristiche che definiscono un prodotto editoriale. A sostegno della sua risposta l’Agenzia dell’Entrate richiama sul tema la circolare n. 20/E del 2016, in cui si sottolinea che ai fini dell’applicazione dell’agevolazione:

“il codice ISBN o ISSN è condizione necessaria ma non sufficiente. Occorre, infatti, che il prodotto editoriale abbia le caratteristiche distintive tipiche dei giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici”.

Iva ordinaria per i prodotti senza ISBN e ISSN: quando si applica l’aliquota ridotta

Nella risposta all’interpello numero 69, l’Agenzia delle Entrate richiama documenti e riferimenti normativi utili per fare chiarezza sull’applicazione dell’aliquota ridotta ai prodotti editoriali, in formato cartaceo e digitale.

Il primo tassello è la tabella A, parte II, allegata al Decreto IVA che prevede l’applicazione dell’aliquota IVA del 4% alla commercializzazione dei prodotti che seguono:

“giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici, anche in scrittura braille e su supporti audio-magnetici per non vedenti e ipovedenti, ad esclusione dei giornali e periodici pornografici e dei cataloghi diversi da quelli di informazione libraria, edizioni musicali a stampa e carte geografiche, compresi i globi stampati; carta occorrente per la stampa degli stessi e degli atti e pubblicazioni della Camera dei deputati e del Senato della Repubblica; materiale tipografico e simile attinente alle campagne elettorali se commissionato dai candidati o dalle liste degli stessi o dai partiti o dai movimenti di opinione politica”.

Negli ultimi anni, poi, è stato necessario tener conto dell’evoluzione dei prodotti editoriali. E la legge di Stabilità 2016 ha esteso il raggio di azione:

“Ai fini dell’applicazione della tabella A, parte II, numero 18), allegata al decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633, e successive modificazioni, sono da considerare giornali, notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri e periodici tutte le pubblicazioni identificate da codice ISBN o ISSN e veicolate attraverso qualsiasi supporto fisico o tramite mezzi di comunicazione elettronica”

Particolarmente importante nella ricostruzione del panorama normativo che riguarda l’IVA sui prodotti editoriali è la circolare 20E del 2016, richiamata nella risposta, in cui si chiarisce che il codice ISBN o ISSN è condizione necessaria ma non sufficiente.

Il prodotto, infatti, per rientrare nel campo dell’aliquota ridotta deve rispondere alle caratteristiche distintive tipiche dei giornali e notiziari quotidiani, dispacci delle agenzie di stampa, libri, periodici rintracciabili in due documenti:

  • circolare del Ministero dell’Economia e delle Finanza numero 328 del 1997 IVA - Decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 313. Modifiche alle disposizioni generali e ai regimi speciali IVA
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    Ministero dell’Economia e delle Finanze - circolare numero 328 del 1997
    I.V.A. - Decreto legislativo 2 settembre 1997, n. 313. Modifiche alle disposizioni generali e ai regimi speciali I.V.A.
  • circolare dell’Agenzia delle Entrate numero 23/E del 24 luglio 2014
    Regime speciale IVA per il commercio di prodotti editoriali - art. 74 DPR 26 Ottobre 1972, n. 633 .
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    Agenzia delle Entrate - Circolare numero 23E del 2014
    Regime speciale IVA per il commercio di prodotti editoriali - art. 74 DPR 26 Ottobre 1972, n. 633.

L’Agenzia dell’Entrate sottolinea come in Italia la direttiva UE, a cui fa riferimento il contribuente, sia stata adottata applicando alla fornitura di libri, giornali e periodici per via elettronica lo stesso trattamento già previsto per quelli su supporto fisico.

Dal momento che i prodotti al centro dell’analisi possono essere classificabili come banche dati e sono privi di codice ISBN o ISNN, per l’Agenzia delle Entrate non c’è dubbio: si applica l’Iva ordinaria.

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