Partite Iva, in arrivo avvisi per incongruenze volume d’affari

Anna Maria D’Andrea - Dichiarazioni e adempimenti

Incrocio dati comunicazioni liquidazioni IVA e spesometro: in arrivo avvisi Agenzia delle Entrate per incongruenze nel volume d'affari. Ecco le ultime novità.

Partite Iva, in arrivo avvisi per incongruenze volume d'affari

Nuova ondata di lettere di invito alla compliance per i contribuenti titolari di partita Iva.

Questa volta nel mirino dell’Agenzia delle Entrate ci sono le incongruenze tra volume d’affari e dati ricavati dall’incrocio delle informazioni contenute nella dichiarazione Iva e di quelle trasmesse con lo spesometro annuale dal contribuente e dai suoi clienti.

Ad annunciare l’invio degli inviti all’adempimento spontaneo è l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento dell’8 novembre 2017.

Nel provvedimento si legge che gli avvisi relativi alle incongruenze relative al volume d’affari di contribuenti soggetti passivi Iva verranno comunicate con lettere di invito alla compliance, recapitate tramite PEC e disponibili all’interno del Cassetto Fiscale.

Gli inviti all’adempimento spontaneo vengono inviati nell’ottica di una collaborazione tra Agenzia delle Entrate e contribuenti, volta a favorire la compliance e la regolarizzazione delle incongruenze riscontrate e di eventuali dati omessi.

Ecco di seguito il provvedimento dell’8 novembre 2017 e cosa fare nel caso di incongruenze tra volume d’affari e incrocio dei dati dello spesometro annuale.

Partite Iva, in arrivo gli avvisi del Fisco per incongruenze volume d’affari

Non c’è tregua per i titolari di partita Iva: la nuova tornata di lettere di invito all’adempimento spontaneo arriva a seguito dell’incrocio dei dati dello spesometro annuale e delle dichiarazioni Iva.

Nel provvedimento pubblicato dall’Agenzia delle Entrate si legge che con il fine ultimo di stimolare l’emersione spontanea dell’Iva, verranno messe a disposizione dei contribuenti titolari di partita Iva le informazioni relative a incongruenze sul volume d’affari derivanti dall’incrocio dei dati comunicati dai contribuenti e dai loro clienti soggetti passivi Iva.

Le lettere dell’Agenzia delle Entrate verranno inviate nel caso in cui dall’attività di controllo automatico risulti esser stato omesso, in tutto o parte, di dichiarare il volume d’affari conseguito.

L’avviso conterrà i dati e le informazioni in possesso dell’Agenzia delle Entrate, utili per il contribuente al fine di ricorrere al ravvedimento operoso e mettersi in regola ovvero a comunicare elementi e informazioni non note al Fisco in grado di giustificare l’anomalia.

Incongruenze volume d’affari e spesometro annuale: la verifica dei dati

La lettera di invito alla compliance dell’Agenzia delle Entrate verrà inviata tramite PEC agli indirizzi attivati dai contribuenti e sarà consultabile dal contribuente all’interno dell’area riservata del proprio Cassetto Fiscale.

Al fine di consentire di valutare i motivi dell’invito all’adempimento spontaneo, l’Agenzia delle Entrate mette a disposizione dei contribuenti titolari di partita Iva i dati relativi alle incongruenze nel volume d’affari riscontrate, ovvero:

  • protocollo identificativo e data di invio della dichiarazione IVA, per il periodo d’imposta oggetto di comunicazione, nella quale le operazioni attive risultano parzialmente o totalmente omesse;
  • somma algebrica dell’ammontare complessivo delle operazioni riportate nei righi VE23, colonna 1 (Totale imponibile), VE31 (Operazioni non imponibili a seguito di dichiarazione d’intento), VE32 (Altre operazioni non imponibili), VE33 (Operazioni esenti), VE35, colonna 1 (Operazioni con applicazione del reverse charge), VE37, colonna 1 (Operazioni effettuate nell’anno ma con imposta esigibile in anni successivi), e VE39 (Operazioni effettuate in anni precedenti ma con imposta esigibile nell’anno oggetto di comunicazione) della dichiarazione di cui al punto a);
  • importo della somma delle operazioni relative a :
    • cessioni di beni e prestazioni di servizi comunicate dai clienti soggetti passivi IVA ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78;
    • cessioni di beni e prestazioni di servizi effettuate nei confronti di consumatori finali, comunicate dal contribuente stesso ai sensi dell’articolo 21 del decreto legge 31 maggio 2010, n. 78 e considerate al netto dell’IVA determinata secondo l’aliquota ordinaria;
  • ammontare delle operazioni attive che non risulterebbero riportate nel modello di dichiarazione Iva;
  • dati identificativi dei clienti soggetti passivi IVA (denominazione/cognome e nome e codice fiscale);
  • ammontare degli acquisti comunicati da ciascuno dei clienti soggetti passivi IVA di cui al punto e);
  • dati identificativi dei consumatori finali comunicati dal contribuente(denominazione/cognome e nome e codice fiscale);
  • ammontare delle cessioni o prestazioni comunicate dal contribuente per
    ciascuno dei consumatori finali di cui al punto g).

Come regolarizzare errori od omissioni

Qualora i contribuenti dovessero riscontrare errori ed omissioni e concordare con l’Agenzia delle Entrate in merito alle incongruenze relative al volume d’affari dichiarato, sarà possibile regolarizzare la propria posizione fiscale con il ravvedimento operoso.

In tal caso sarà possibile beneficiare della riduzione delle sanzioni in ragione del tempo trascorso dalla commissione delle violazioni stesse e la regolarizzazione.

Resta ferma la possibilità per il contribuente titolare di partita Iva di chiedere informazioni o comunicare eventuali elementi non conosciuti all’Agenzia delle Entrate anche tramite intermediari abilitati.

PDF - 310 Kb
Agenzia delle Entrate - provvedimento 8 novembre 2017
Scarica il provvedimento con regole e modalità di regolarizzazione per le lettere inviate a seguito di incongruenze nel volume d’affari dichiarato