Modello EAS associazioni 2017: scadenza e istruzioni AdE

Redazione - Moduli fiscali

Modello EAS 2017: scadenza fissata al 31 marzo 2017 per le associazioni che dovranno comunicare le variazioni 2016 all'Agenzia delle Entrate. Ecco le istruzioni.

Modello EAS associazioni 2017: scadenza e istruzioni AdE

Modello EAS 2017: scadenza fissata al 31 marzo 2017 per le associazioni che dovranno adempiere all’obbligo di comunicare all’Agenzia delle Entrate le variazioni avvenute nel 2016. Quali sono i casi in cui è obbligatorio presentare il modello EAS a cadenza annuale e quali invece i casi di esonero?

La presentazione del modello modello EAS è uno dei principali obblighi degli enti associativi senza scopo di lucro che usufruiscono delle agevolazioni fiscali previste dall’art. 30, comma 1 del D.l. 185/2008. Partiamo dalla ratio dell’adempimento: perché le associazioni devono presentare il modello EAS all’Agenzia delle Entrate?

Le quote e i contributi associativi nonché, per determinate attività, i corrispettivi percepiti dagli enti associativi privati, in possesso dei requisiti richiesti dalla normativa tributaria, non sono imponibili. Per usufruire di questa agevolazione è necessario che gli enti trasmettano in via telematica all’Agenzia delle Entrate i dati e le notizie rilevanti ai fini fiscali, mediante un apposito modello, definito appunto modello EAS ovvero modello Enti Associativi. Il modello EAS deve essere trasmesso a cadenza annuale ed entro il 31 marzo in caso di variazioni rilevanti a fini fiscali.

In vista della scadenza per l’invio del modello EAS 2017 ecco tutte le indicazioni necessarie su quali sono i dati da comunicare e quali sono le associazioni obbligate all’invio all’Agenzia delle Entrate.

Modello EAS 2017, Agenzia delle Entrate: ecco il modello ufficiale da presentare dalle associazioni:

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Modello EAS ufficiale Agenzia delle Entrate
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Modello EAS 2017, le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per le associazioni:

PDF - 61.4 Kb
Istruzioni modello EAS Agenzia delle Entrate
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Modello EAS 2017: scadenza da rispettare per le associazioni

Qual è la scadenza del modello Eas?
Il modello EAS per la trasmissione dei dati delle associazioni deve essere inviato, in via telematica - direttamente dal contribuente interessato tramite Fisconline o Entratel, oppure tramite intermediari abilitati a Entratel:

  • entro 60 giorni dalla data di costituzione degli enti;
  • ovvero quando cambiano i dati precedentemente comunicati; la scadenza, in questa ipotesi, è il 31 marzo dell’anno successivo a quello in cui si è verificata la variazione;
  • infine, caso di perdita dei requisiti qualificanti (previsti dalla normativa tributaria e richiamati dall’articolo 30 del Dl n. 185/2008, il modello EAS va ripresentato entro 60 giorni, compilando la sezione “Perdita dei requisiti”.

Pertanto la scadenza per l’invio del modello EAS 2017 in caso di variazioni avvenute nel 2016 è il 31 marzo 2017.

Modello EAS 2017: associazioni obbligate in caso di variazioni per variazioni

L’Agenzia delle Entrate specifica che il modello EAS 2017 dovrà essere inviato in caso di variazioni, eccetto che nei seguenti casi:

  • modifica del dati anagrafici dell’ente e/o del rappresentante legale nel caso in cui siano già stati comunicati attraverso i modelli AA5/6 (per i soggetti non titolari di partita IVA) e AA7/8 (per i soggetti titolari di partita IVA); cfr Risoluzione 125/2011;
  • variazioni per il solo ammontare dei proventi per attività di sponsorizzazione o pubblicità percepiti occasionalmente o abitualmente (ultima parte della dichiarazione n.20);
  • variazione del costo sostenuto per messaggi pubblicitari (dichiarazione n.21);
  • variazione dell’ammontare delle entrate (dichiarazione n.23);
  • variazione del numero dei soci e/o associati dell’ente associativo (dichiarazione n. 24);
  • variazione nell’ammontare delle erogazioni liberali ricevute (dichiarazione 30) o dell’ammontare dei contributi pubblici ricevuti (dichiarazione n. 31);
  • variazione del numero e giorni per l’organizzazione di manifestazioni di raccolta fondi (dichiarazione n.33).

Modello EAS Agenzia delle Entrate associazioni: soggetti esonerati

Il modello EAS non deve essere presentato dai seguenti soggetti esonerati:

  • gli enti associativi dilettantistici iscritti nel registro del Coni che non svolgono attività commerciale;
  • le associazioni pro-loco che hanno esercitato l’opzione per il regime agevolativo in quanto nel periodo d’imposta precedente hanno realizzato proventi inferiori a 250.000 euro (Legge n° 398/1991 – Regime speciale Iva e imposte dirette);
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri regionali che non svolgono attività commerciali diverse da quelle marginali individuate dal Dm 25 maggio 1995 (per esempio, attività di vendita di beni acquisiti da terzi a titolo gratuito, iniziative occasionali di solidarietà, attività di somministrazione di alimenti e bevande in occasioni di raduni, manifestazioni e simili);
  • i patronati che non svolgono al posto delle associazioni sindacali promotrici le loro proprie attività istituzionali;
  • le Onlus di cui al decreto legislativo n° 460 del 1997;
  • gli enti destinatari di una specifica disciplina fiscale (per esempio, i fondi pensione).

Modello EAS con modalità semplificate: soggetti ammessi

I seguenti soggetti individuati dalla legge hanno diritto a presentare il modello EAS con modalità semplificate:

  • le associazioni e società sportive dilettantistiche riconosciute dal Coni, diverse da quelle espressamente esonerate;
  • le associazioni di promozione sociale iscritte nei registri di cui alla legge n° 383 del 2000;
  • le organizzazioni di volontariato iscritte nei registri di cui alla legge n° 266 del 1991, diverse da quelle esonerate per la presentazione del modello (le organizzazioni di volontariato che non sono Onlus di diritto);
  • le associazioni iscritte nel registro delle persone giuridiche tenuto dalle prefetture, dalle regioni o dalle province autonome ai sensi del Dpr 361/2000;
  • le associazioni religiose riconosciute dal Ministero dell’interno come enti che svolgono in via preminente attività di religione e di culto, nonché le associazioni riconosciute dalle confessioni religiose con le quali lo Stato ha stipulato patti, accordi o intese;
  • i movimenti e i partiti politici tenuti alla presentazione del rendiconto di esercizio per la partecipazione al piano di riparto dei rimborsi per le spese elettorali ai sensi della legge n° 2 del 1997 o che hanno comunque presentato proprie liste nelle ultime elezioni del Parlamento nazionale o del Parlamento europeo;
  • le associazioni sindacali e di categoria rappresentate nel Cnel nonché le associazioni per le quali la funzione di tutela e rappresentanza degli interessi della categoria risulti da disposizioni normative o dalla partecipazione presso amministrazioni e organismi pubblici di livello nazionale o regionale, le loro articolazioni territoriali e/o funzionali gli enti bilaterali costituiti dalle anzidette associazioni gli istituti di patronato che svolgono, in luogo delle associazioni sindacali promotrici, le attività istituzionali proprie di queste ultime;
  • l’Anci, comprese le articolazioni territoriali;
  • le associazioni riconosciute aventi per scopo statutario lo svolgimento o la promozione della ricerca scientifica individuate con decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri (per esempio, l’Associazione italiana per la ricerca sul cancro);
  • le associazioni combattentistiche e d’arma iscritte nell’albo tenuto dal Ministero della difesa
  • le federazioni sportive nazionale riconosciute dal Coni.

Modello EAS 2017 non presentato: cosa succede?

Cosa succede se un’associazione non ha presentato il modello EAS?

Il Decreto Legge n.16/2012 ha stabilito che:

non è precluso l’accesso ai regimi fiscali opzionali, subordinati all’obbligo di una comunicazione preventiva (o di un’altro adempimento di natura formale) non eseguito tempestivamente, sempre che la violazione non sia stata constatata o non siano iniziati accessi, ispezioni, verifiche o altra attività amministrative di accertamento delle quali l’autore dell’inadempimento abbia avuto formale conoscenza, purché il contribuente:

  • abbia i requisiti sostanziali richiesti dalle norme di riferimento alla data di scadenza ordinaria del termine;
  • effettui la comunicazione (o effettui l’adempimento richiesto) entro il termine di presentazione della prima dichiarazione utile;
  • versi contestualmente l’importo pari alla misura minima della sanzione di 258 euro con codice tributo 8114 - cd. remissione in bonis”.