Commercialisti: riforma del Decreto 139/2005 in arrivo

Giuseppe Guarasci - Commercialisti ed esperti contabili

Profonda riforma della professione di commercialista ed esperto contabile: l'annuncio è arrivato ieri dal Presidente Miani nel corso del convegno UNGDCEC. Ecco le ultime novità.

Commercialisti: riforma del Decreto 139/2005 in arrivo

Commercialisti ed esperti contabili verso una profonda riforma della professione. L’annuncio è stato dato ieri nel corso del convegno dell’Unione nazionale giovani dottori commercialisti esperti contabili tenutosi a Napoli dal presidente Miani.

La riforma della professione di commercialista ed esperto contabile appare ineluttabile ed è oggi più che mai all’ordine del giorno. La sempre maggiore applicazione del telematico, la fatturazione elettronica, l’avvio della dichiarazione dei redditi precompilata sono segnali molto chiari.

Se il professionista contabile e fiscale non saprà adeguarsi ai nuovi cambiamenti non potrà rimanere sul mercato. E la ragione è semplice: non si può più pensare di far vivere uno studio professionale sulla mera gestione della contabilità aziendale.

Il presidente dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili Massimo Miani si è soffermato sul calo degli iscritti, ma non solo. Si è anche annunciato un tavolo di lavoro con il Ministro Orlando finalizzato “ad una profonda riforma del Decreto Legislativo 139/2005”.

Riforma professione commercialista ed esperto contabile: la gestione delle crisi di impresa

Il convegno dell’Unione Nazionale Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili - in corso tra ieri e oggi a Napoli - si intitola “Il Dottore Commercialista nuovo manager della crisi d’impresa”.

Il titolo della manifestazione,come si può leggere sul sito dedicato, è “sicuramente ambizioso ma è stata scelto proprio per rappresentare come la nostra figura professionale sia centrale rispetto alla ripresa economica del nostro paese”.

La crisi economica, iniziata nel 2008 ha cambiato il nostro sistema economico/aziendale ed il ruolo del Dottore Commercialista che, per caratteristiche proprie, è il primo interlocutore sia dell’azienda che dello Stato. Per questo motivo l’UGDCEC ritiene che il commercialista, in qualità di “nuovo” manager della crisi di impresa, debba fare sue tutte le modifiche normative che interessano questa fase della vita dell’impresa e soprattutto farsi strumento propositivo rispetto a proposte normative che possano rendere più stabile e competitivo il nostro paese.

Secondo il presidente dell’Unione Fazio Segantini il Consiglio nazionale deve oggi attuare una politica assolutamente inclusiva, in modo da rendere tutti i propri membri consapevoli del cambiamento epocale in corso. Sulle ultime novità legislative in materia di gestione della crisi d’impresa Segantini dichiara:

la norma in formazione ha alcune ombre, la creazione di un “nuovo albo” dei gestori e controllori e la creazione degli organismi di composizione della crisi all’interno delle Camere di commercio che, di fatto, esautorano le professioni che fino ad ora sono state protagoniste della crisi

L’annosa questione della normativa antiriciclaggio

Altro tema scottante è quello sulla riforma della normativa antiriciclaggio.

Su questa materia si attende orami da quasi dieci anni un confronto costruttivo tra professionisti e legislatore fiscale, in modo da rivedere i cardini stessi dell’impianto normativo. Obblighi spesso inutili e sanzioni spropositate mettono a durissima prova la professione di commercialista ed esperto contabile e preoccupano soprattutto i (sempre meno) giovani che si accingono a svolgere la professione.

La riforma degli adempimenti IVA ed il "fallimento" sul tema spesometro e comunicazioni trimestrali delle liquidazioni IVA

Un tema che pare invece essersi arenato è quello sulla riforma degli adempimenti IVA.

Come sappiamo, infatti, la materia IVA è stata oggetto di una profonda riforma da parte del D.L. 193/2016. Su questo punto si era scatenata la protesta dei commercialisti e degli esperti contabili, con il massimo momento che si è avuto con la manifestazione unitaria dello scorso 14 dicembre 2016. A questa doveva seguire uno sciopero a fine febbraio, poi revocato dalle sigle sindacali di categoria.

La questione qui non è tanto sui singoli adempimenti in sé, ma sull’effettiva utilità degli stessi. In altre parole, quando a regime ci saranno otto nuove comunicazioni telematiche (spesometro e liquidazioni IVA) si pensa davvero possibile realizzare la tanto auspicata riduzione dell’evasione fiscale? Intendiamoci: ben vengano tutti gli strumenti antievasione, soprattutto in un Paese come il nostro. E in questo senso i commercialisti sono in prima linea nel far rispettare le regole.

Ma pensare che l’evasore che non fa lo spesometro possa essere “beccato” perché la normativa impone nuove e più frequenti comunicazioni telematiche appare quantomeno utopistico.