Spesometro 2017: privacy ancora a rischio dopo la proroga

Anna Maria D’Andrea - Comunicazioni IVA e spesometro

Spesometro 2017: privacy ancora a rischio nonostante il ripristino del portale online Fatture e Corrispettivi dell'Agenzia delle Entrate. Ecco le ultime novità.

Spesometro 2017: privacy ancora a rischio dopo la proroga

Spesometro 2017: proroga della scadenza al 5 ottobre e riapertura della piattaforma Fatture e Corrispettivi sul sito dell’Agenzia delle Entrate. Non sono ancora stati risolti i problemi di privacy ma ora le responsabilità in caso di violazione delle norme saranno di commercialisti e contribuenti.

In scena un vero e proprio “scarica barile”: dopo aver riscontrato una falla nel software gestito dalla Sogei, l’invio telematico dello spesometro 2017 tramite la piattaforma Fatture e Corrispettivi è stato bloccato, con un’interruzione del servizio dalla serata di venerdì 22 settembre.

Oggi, 26 ottobre 2017, gli utenti Entratel possono accedere nuovamente a Fatture e Corrispettivi di modo da adempiere all’obbligo di invio della comunicazione dati fatture emesse e ricevute nel primo semestre 2017 entro la scadenza post proroga del 5 ottobre 2017.

Una situazione paradossale, a partire dalla proroga dello spesometro con scadenza fissata al 5 ottobre 2017 ma che, a discrezione degli uffici dell’Agenzia “ove riscontrino obiettive difficoltà per i contribuenti”, potrebbe essere rinviata di ulteriori 15 giorni dall’originaria scadenza, non applicando le sanzioni per errori materiali e per ritardi fino al 13 ottobre 2017.

Una situazione che lascia ancora una volta sconcertati commercialisti e contribuenti tenuti ad inviare lo spesometro 2017, i quali da oggi saranno responsabili di eventuali casi di violazioni della privacy dovute alle falle sulla piattaforma Fatture e Corrispettivi.

Spesometro 2017: privacy violata, ancora problemi su Fatture e Corrispettivi

Questo è il messaggio che oggi si visualizza una volta aver effettuato l’accesso su Fatture e Corrispettivi: l’Agenzia delle Entrate scarica sugli utenti Entratel eventuali responsabilità in caso di violazioni delle norme sul rispetto della privacy.

A rendere ancor più sconcertante l’avviso pubblicato su Fatture e Corrispettivi, è la frase finale sottolineata in grassetto: “ogni operazione effettuata viene memorizzata dal sistema informativo”, quasi a conferma di chi negli scorsi giorni ha parlato di un “Grande Fratello fiscale”.

Lo spesometro 2017 si è dimostrato fin da subito un adempimento caratterizzato da caos, confusione e da una situazione che definire paradossale sembra addirittura riduttivo. A rischio la privacy dei contribuenti, con i dati di ogni singola attività economica messi in pubblica piazza e con Sogei e Agenzia delle Entrate che, da oggi, se ne laveranno le mani.

Quel che è certo è che con l’indagine avviata dal Garante della Privacy eventuali responsabilità dovrebbero essere sanzionate come dovuto; si tratta, ora, di una questione di equità che non può lasciare impuniti chi, tra i vertici Sogei o delle Entrate, non ha predisposto nei tempi dovuti e con le dovute attenzioni le accortezze tecniche per l’invio telematico dello spesometro 2017.

Spesometro 2017: problemi e criticità segnalati da tempo

Da tempo si denunciano problemi e criticità nell’invio dello spesometro 2017: istruzioni frammentarie e poco chiare, procedure tecniche di invio complesse e un software annunciato e mai pubblicato.

Quel che oggi si può affermare con certezza è come l’adempimento sia stato gestito in maniera pessima e che ad essere impreparati, in primis, sia stato - e sono ancora oggi - il sistema telematico dell’Agenzia delle Entrate.

A partire dal comunicato stampa dell’Agenzia delle Entrate con il quale viene concessa la proroga al 5 ottobre 2017 per l’invio telematico dello spesometro 2017.

La nuova scadenza potrebbe essere rinviata ulteriormente a discrezione degli uffici delle Entrate, fino al 13 ottobre 2017. In sostanza, il comunicato stabilisce che in caso di ulteriori problemi nell’invio telematico, non saranno applicate sanzioni.

Una situazione non degna di un Paese civile”, denuncia il Presidente dei Commercialisti Massimo Miani, in una lettera indirizzata al MEF dove esprime il proprio disappunto.

Commercialisti sul piede di guerra: spesometro 2017 inaccettabile

A fronte di una situazione ingestibile e paradossale, i commercialisti tornano a reclamare non soltanto il rispetto della propria dignità professionale, ma anche il rispetto dei contribuenti, alle prese con un Fisco che annuncia semplificazione ma che nella pratica persegue tutt’altra linea operativa.

Ad alzare la voce è il Presidente del CNDCEC, Massimo Miani, con una lettera trasmessa al MEF dove non usa mezzi termini:

“La situazione creatasi in questi giorni relativamente al nuovo spesometro è di estrema gravità, inaccettabile e non degna di un Paese civile. Nei giorni scorsi, oltre a ribadire la necessità di un provvedimento immediato che disponesse un congruo differimento scadenza (quanto meno al 15 ottobre), abbiamo chiesto di considerare questo primo invio di natura sperimentale, nonché la disapplicazione delle sanzioni per le violazioni eventualmente commesse, con possibilità di correzione degli errori anche oltre il termine di scadenza, come peraltro preannunciato dallo stesso viceministro, Luigi Casero.

Qualora un provvedimento ufficiale in tal senso non venisse urgentemente adottato, ci vedremo costretti, nostro malgrado, a non rispondere, come professionisti, delle sanzioni che eventualmente verranno irrogate ai nostri clienti per eventuali ritardi e omissioni negli invii delle comunicazioni. Non possiamo certo essere noi a rispondere delle inefficienze di un sistema, ad oggi, inadeguato.

Occorre un segnale forte da parte delle Istituzioni affinché siano ripristinate le condizioni minime di rispetto dei contribuenti e dei professionisti, in conformità ai principi dello Statuto dei diritti del Contribuente.

Il Consiglio Nazionale, unitamente ai 131 Ordini territoriali della categoria, valuterà inoltre di intraprendere eventuali azioni per manifestare più concretamente il disagio e la disapprovazione dei Commercialisti e dei loro clienti”.