Pensioni: l’elenco dei lavori gravosi esclusi dall’aumento età pensionabile

Alessio Mauro - Pensioni

Pensioni, novità nella riforma della Legge di Bilancio 2018 comunicate dal Governo, che ha stilato la lista dei 15 lavori gravosi che saranno esclusi dall'aumento dell'età pensionabile nel 2019.

Pensioni: l'elenco dei lavori gravosi esclusi dall'aumento età pensionabile

Pensioni, ancora novità sull’elenco dei lavori gravosi esclusi dall’aumento dell’età pensionabile nel 2019.

Le ultime novità sulla riforma pensioni arrivano dal Governo che, come da programma, ha stilato la lista dei lavoratori addetti a mansioni gravose per i quali verrà inserita una deroga temporanea all’aumento dell’età per la pensione, che a partire dal 2019 salirà a 67 anni.

Sono 15 le categorie di lavori gravosi che andranno in pensione con il requisito anagrafico attualmente previsto e si tratta in sostanza dell’elenco dei lavoratori ammessi all’Ape social e di altre cinque categorie inserite dal Governo.

Le novità sulle pensioni e sulla riforma che dovrà essere varata nella Legge di Bilancio 2018 arrivano dai sindacati, i quali annunciano che il Governo prevede l’istituzione di una commissione che differenzi l’età pensionabile sulla base delle speranze di vita legate a ciascuna tipologia di lavoro svolto.

Insomma, il nodo dell’aumento dell’età pensionabile sembra sciolto solo in parte e per ora l’unica certezza è che non verrà rinviato il decreto che entro la fine dell’anno alzerà a 67 anni l’età per andare in pensione dal 2019.

Pensioni: l’elenco dei lavori gravosi esclusi dall’aumento età pensionabile

Secondo le ultime novità sulle pensioni sono 15 le categorie di lavori gravosi esclusi dall’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019.

Si tratta dei lavoratori già ammessi all’Ape social nel 2017, più altre 5 categorie inserite dal tavolo tecnico del Governo per la riforma pensioni. Nonostante il piccolo spiraglio di apertura, restano le criticità segnalate dai sindacati ma anche dai lavoratori.

Sono sempre più le categorie di lavoratori che chiedono di essere inseriti tra i lavori gravosi e nel prossimo incontro del 13 novembre 2017 e prima dell’emanazione della Legge di Bilancio 2018 è ipotizzabile ci saranno ancora novità su chi sarà escluso dall’aumento dell’età per la pensione.

Intanto ecco di seguito l’elenco dei lavori gravosi esclusi dall’aumento dell’età pensionabile a 67 anni dal 2019:

  • operai dell’industria estrattiva, dell’edilizia e della manutenzione degli edifici; conduttori di gru o di macchinari mobili per la perforazione nelle costruzioni; conciatori di pelli e pellicce;
  • conduttori di convogli ferroviari e personale viaggiante;
  • conduttori di mezzi pesanti e camion;
  • personale delle professioni sanitarie infermieristiche ed ostetriche ospedaliere con lavoro organizzato in turni;
  • addetti all’assistenza personale di persone in condizioni di non autosufficienza; insegnanti della scuola dell’infanzia ed educatori degli asili nido;
  • facchini, addetti allo spostamento merci e assimilati;
  • personale non qualificato addetto ai servizi di pulizia;
  • operatori ecologici e altri raccoglitori e separatori di rifiuti

Alla seguente lista, che corrisponde a quella dei lavoratori ammessi all’Ape social, si aggiungono altre quattro categorie aggiunte nell’elenco degli esclusi dalle novità della riforma pensioni stilata al momento dal Governo:

  • operai siderurgici;
  • marinai;
  • operai agricoli;
  • marittimi.

Per i sindacati novità pensioni insufficienti, ma la riforma Fornero resta

I sindacati, seppur positivi circa l’apertura del Governo alle deroghe all’aumento dell’età pensionabile, considerano insufficienti le novità sulle pensione attualmente in campo.

Il prossimo incontro tra Governo e sindacati, fissato per il 13 novembre 2017, cercherà di fare il punto sulla riforma delle pensioni 2018. Una strada tutta in salita che pare portare una sola certezza: l’aumento dell’età pensionabile non è rinviabile e la riforma Fornero è destinata a restare, seppur con alcuni necessari correttivi.

Uno tra questi potrebbe essere non soltanto legare l’aumento dell’età pensionabile al tipo di lavoro svolto, ma anche prevedere che nel caso di calo dell’aspettativa di vita Istat diminuisca, di conseguenza, anche l’età per la pensione.

Sui rischi del blocco dell’aumento dell’età pensionabile e sulle modifiche alla riforma Fornero si è espressa anche Bankitalia, secondo cui fare passi indietro sarebbe rischioso e minerebbe alla stabilità già compromessa dei conti pubblici.

Quel che è certo è che il tema delle pensioni sarà ancora al centro dell’agenda politica dei prossimi giorni ma il sentiero delle novità sulla riforma previdenziale si fa sempre più stretto.