Limite compensazione F24 credito IVA e imposte: cosa cambia con il DL 50/2017?

Compensazioni credito IVA e imposte modello F24: nuovi pesanti obblighi per professionisti e imprese dopo il Decreto Legge 50/2017. Ecco cosa cambia e tutte le novità introdotte.

Limite compensazione F24 credito IVA e imposte: cosa cambia con il DL 50/2017?

Compensazione IVA e imposte nel modello F24: con il DL 50/2017 si cambia ancora.

Uno dei capitoli più pesanti per professionisti e imprese in ordine alla manovra correttiva varata con il Decreto Legge 50/2017 è proprio quello relativo alle compensazioni IVA e imposte nel modello F24 (articolo 3 del DL 50/2017 rubricato “disposizioni in materia di contrasto alle indebite compensazioni”).

Le modifiche sostanziali sono due e riguardano la possibilità di utilizzare in compensazione il credito IVA e l’obbligo di avvalersi dei servizi Entratel e Fisconline intermediari per la compensazione delle imposte nei modelli F24 anche per saldo totale diverso da zero. E questo secondo aspetto è davvero incredibile. In sostanza, le imprese che - a titolo meramente esemplificativo - hanno dipendenti che percepiscono il bonus Renzi 80 euro dovranno avvalersi di un intermediario abilitato (con conseguente e relativo aggravio di costi) per pagare quel modello F24.

Ecco le novità in materia di compensazione modello F24 introdotte dal DL 50/2017.

Potrebbe interessarti anche il nostro approfondimento sul Decreto Legge 50/2017 (con testo ufficiale scaricabile in pdf).

Limite compensazione IVA: si passa da 15.000 a 5.000 euro per la compensazione “libera” (ovvero senza obbligo del visto di conformità)

La prima importante modifica è arrivata in materia di limite alla compensazione del credito IVA. Infatti, così come previsto dal comma 1 dell’articolo 3 del DL 50/2017 il nuovo limite per la compensazione IVA libera - ovvero senza necessità del visto di conformità rilasciato da un intermediario abilitato - scende da 15.000 a 5.000 euro.

La norma in oggetto modifica quanto precedentemente previsto dall’articolo 1 comma 574 della Legge di Stabilità 2014 (Legge 147/2013) che qui per comodità si riporta:

A decorrere dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2013, i contribuenti che, ai sensi dell’articolo 17 del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241, utilizzano in compensazione i crediti relativi alle imposte sui redditi e alle relative addizionali, alle ritenute alla fonte di cui all’articolo 3 del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 602, alle imposte sostitutive delle imposte sul reddito e all’imposta regionale sulle attività produttive, per importi superiori a 5.000 euro annui (la precedente formulazione riportava 15.000) , hanno l’obbligo di richiedere l’apposizione del visto di conformità di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del citato decreto legislativo n. 241 del 1997, relativamente alle singole dichiarazioni dalle quali emerge il credito. In alternativa la dichiarazione e’ sottoscritta, oltre che dai soggetti di cui all’articolo 1, comma 4, del regolamento di cui al decreto del Presidente della Repubblica 22 luglio 1998, n. 322, dai soggetti di cui all’articolo 1, comma 5, del medesimo regolamento, relativamente ai contribuenti per i quali è esercitato il controllo contabile di cui all’articolo 2409-bis del codice civile, attestante l’esecuzione dei controlli di cui all’articolo 2, comma 2, del regolamento di cui al decreto del Ministro delle finanze 31 maggio 1999, n. 164. L’infedele attestazione dell’esecuzione dei controlli di cui al precedente periodo comporta l’applicazione della sanzione di cui all’ articolo 39, comma 1, lettera a), primo periodo, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241. In caso di ripetute violazioni, ovvero di violazioni particolarmente gravi, e’ effettuata apposita segnalazione agli organi competenti per l’adozione di ulteriori provvedimenti

Di fatto questo provvedimento - riducendo il limite alle compensazioni IVA senza visto di conformità - introduce un onere occulto per le imprese, che ovviamente dovranno pagare un intermediario abilitato per fruire della compensazione IVA.

DL 50/2017, nuovo obbligo di invio telematico modello F24 con Entratel e Fisconline per tutte le compensazioni di imposte anche a saldo diverso da zero

Ma la vera chicca in materia di compensazione imposte a credito modello F24 arriva con il comma 3 dello stesso articolo 3.

Qui viene introdotto l’obbligo di inviare telematicamente tramite Entratel/Fisconline i modelli F24 contenti compensazioni con le imposte sui redditi e relative addizionali, ritenute alla fonte, imposte sostitutive alle imposte sul reddito, Irap e crediti d’imposta da indicare nel quadro RU. In altre parole, a partire dal 24 aprile 2017 tutte le compensazioni di qualsiasi imposta e di qualsiasi importo eseguite da soggetti titolari di partita IVA devono transitare da Entratel o Fiscoonline. Fino al 23 aprile, invece, l’obbligo c’era solo per compensazioni IVA superiori a 5.000 euro.

Si pensi alla stragrande maggioranza delle aziende che utilizzano il codice tributo 1655 - il famoso bonus Renzi - in compensazione ogni mese: da oggi in avanti queste imprese dovranno pagare un intermediario (ove non lo facessero da prima) per l’invio telematico del modello F24. Ma attenzione, non si tratta di una scelta ma di un obbligo che aumenta gli oneri a carico delle imprese e dei professionisti.

Inoltre, non sarà più possibile compensare con modello F24 le imposte richieste dall’ufficio in seguito al recupero di crediti indebitamente utilizzati che dovranno quindi essere obbligatoriamente versati.