Chi sono gli esodati della Legge Fornero?

Redazione - Pensioni

Chi sono gli esodati e qual è il significato della definizione utilizzata dopo la riforma Fornero? Si tratta di uno dei problemi principali sul fronte previdenziale e soltanto fino ad oggi si sono succedute ben otto salvaguardie.

Chi sono gli esodati della Legge Fornero?

I lavoratori esodati dopo l’entrata in vigore della legge Fornero sono uno dei problemi maggiori sul fronte previdenziale che i Governi hanno dovuto affrontare dal 2012 in poi.

Recentemente, con la Legge di Bilancio 2017 e la riforma delle pensioni si è tornati a parlare di questi lavoratori e quindi è lecito chiedersi chi sono gli esodati?

Gli esodati della Legge Fornero, per farla breve, sono quei lavoratori ormai prossimi al pensionamento che sono stati penalizzati dalla riforma dell’età pensionabile attuata dal Governo Monti. Non è però possibile rispondere alla domanda di chi chiede di cosa stiamo parlando soltanto in poche righe.

Quando si parla degli esodati e si cerca di capire chi sono è utile far riferimento alla descrizione che gli stessi lavoratori hanno dato e continuano a dare di sé ormai dal 2011: senza stipendio, senza lavoro e senza pensione.

Per cercare di tutelare i lavoratori penalizzati dalla Legge Fornero sono state attuate, nel corso degli anni, ben otto salvaguardie. Per cercare di chiarire la situazione vediamo di seguito chi sono gli esodati e quali le misure attuate nel corso degli anni per la loro tutela.

Chi sono gli esodati della Legge Fornero?

La Legge Fornero n. 214/2011, la riforma delle pensioni attuata dal Governo Monti ha spostato in avanti il requisito anagrafico necessario per ritirarsi dal mondo del lavoro.

Il termine esodati viene introdotto per far riferimento a quei lavoratori che hanno deciso di lasciare il lavoro in anticipo, beneficiando di un indennità provvisoria, firmando il licenziamento volontario e usufruendo dell’indennità di mobilità nell’intervallo di tempo previsto prima del perfezionamento dell’età necessaria per la pensione.

Con l’entrata in vigore della Legge Fornero si sono improvvisamente trovati in un limbo: senza pensione, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali.

Nel corso degli anni il numero degli esodati è notevolmente aumentato: l’ex premier Monti, che inizialmente aveva parlato di una stima di 65.000 lavoratori penalizzati dalla Legge Fornero, ha ammesso che il numero fosse ben superiore a quanto ipotizzato. Ad oggi i numeri parlano di circa 350 mila lavoratori che si sono trovati senza lavoro e pensione dopo la legge Fornero.

Per questo motivo ormai a cadenza annuale i governi intervengono con le cosiddette clausole di salvaguardia, che permettono ai lavoratori rimasti senza lavoro, senza stipendio e senza ammortizzatori sociali, di andare in pensione con i requisiti in vigore prima della Legge Fornero.

Il problema degli esodati della Legge Fornero ha occupato una parte rilevante della discussione politica in ambito previdenziale. Con la riforma pensioni 2017 è stata introdotta l’ottava salvaguardia esodati, rivolta ad oltre 30.000 lavoratori e nei prossimi anni sono previsti ulteriori interventi legislativi.

Le salvaguardie per gli esodati della Legge Fornero

Per cercare di risolvere la questione degli esodati dopo la Legge Fornero è dal 2012 che i governi applicano le cosiddette clausole di salvaguardia, per permettere ai circa 350 mila lavoratori penalizzati dalla riforma dell’età pensionabile del Governo Monti di andare in pensione con i vecchi requisiti.

Dal 2012 ad oggi, con ben sette salvaguardie per lavoratori esodati, è stato possibile garantire la pensione ad oltre 220 mila lavoratori penalizzati; con la Legge di Bilancio 2017 è stata inserita, nella riforma delle pensioni, l’ottava salvaguardia esodati, per oltre 30 mila esodati.

Le domande per l’accesso alla salvaguardia, da presentare entro il 1 marzo 2017, sono attualmente al vaglio dell’Inps, che procederà con gli opportuni controlli per stabilire il diritto o meno alla pensione.

In ogni caso l’ottava salvaguardia per i lavoratori esodati permetterà di accedere alla pensione esclusivamente a 30.700 di essi. L’Inps ha pubblicato in data 7 luglio 2017 l’ultimo report di monitoraggio: sono state 34.222 le domande presentate e tra queste attualmente ne risultano accolte 12.353, rifiutate 16.361 e ulteriori sono attualmente ancora in fase di giacenza.