Tari, ecco come ottenere il rimborso sulla quota variabile

Rimborso tari su quota variabile calcolata in eccesso: ecco come fare domanda.

Tari, ecco come ottenere il rimborso sulla quota variabile

Tari, è illegittimo il calcolo della quota variabile anche sulle pertinenze. A stabilirlo è il MEF, che rispondendo all’interrogazione n. 5-10764 apre la strada alla presentazione di domande di rimborso.

Sono molti i Comuni che negli anni hanno calcolato la Tari addebitando ai contribuenti, oltre alla quota fissa e alla quota variabile delle utenze domestiche, anche la parte variabile sulle pertinenze.

Il doppio calcolo della quota variabile, applicata non sull’intera superficie dell’immobile ma su abitazione e relative pertinenze, ha comportato quella che dalla stampa e dalle associazioni in difesa dei diritti dei contribuenti è stata definita la Tari gonfiata, una truffa che ha portato ad aumenti considerevoli sulla tassa rifiuti.

Il parere del MEF stabilisce definitamente le regole per il calcolo della Tari, confermando che la quota variabile della tassa rifiuti si calcola una sola volta e non separatamente per le utenze domestiche e per le pertinenze.

Ed è proprio per aiutare i cittadini che hanno pagato un importo di Tari illegittimo che iniziano le campagne per informare i contribuenti sulla possibilità di presentare domanda di rimborso.

Tra queste, il Movimento Difesa del Cittadino ha avviato la campagna SOS TARI per “chiedere i rimborsi ai Comuni fuori legge secondo il MEF”. Ecco come fare per presentare domanda.

Tari, quota variabile illegittima sulle pertinenze. Ecco come richiedere il rimborso

Sulla base di quanto chiarito dal Sottosegretario all’Economia Pier Carlo Baretta in sede di risposta all’interrogazione parlamentare n. 5-10764, la quota variabile della Tari si calcola una sola volta per tipologia di occupazione anche se composta da più superfici.

Ad esempio, nel caso di un appartamento composto anche da un garage e da una cantina, la quota variabile della Tari si calcola una sola volta in base alla superficie totale dell’immobile e non in relazione anche alle pertinenze.

Situazioni simili si sono verificate in molti Comuni che, negli anni, hanno calcolato la Tari addebitando oltre alla quota fissa anche la quota variabile sulle pertinenze, con un aumento considerevole dell’importo di tassa rifiuti dovuto.

La regola generale per il calcolo della quota variabile della Tari sull’abitazione e sulle pertinenze è contenuta nel punto 4.2 dell’allegato 1 al DPR n. 158/1999, nel quale è previsto che:

la parte variabile ΣTV, invece, dipende dai quantitativi di rifiuti prodotti dalla singola utenza.

Pertanto, come chiarito dal MEF in risposta all’interrogazione parlamentare, viene disposto che:

se una singola utenza è composta – riprendendo ancora una volta il precedente esempio – da un appartamento, un garage e una cantina, la parte variabile va considerata una sola volta e, di conseguenza, un diverso modus operandi da parte dei comuni non trova alcun supporto normativo.”

L’illegittimità del calcolo della quota variabile Tari anche sulle pertinenze apre alla possibilità di presentare domanda di rimborso. Ecco come fare.

Rimborso Tari su quota variabile pertinenze: come presentare domanda

Le domande di rimborso della quota illegittima di Tari calcolata sulle pertinenze può essere presentata per gli importi di tassa rifiuti versati negli ultimi 5 anni.

Si dovrà presentare domanda di rimborso direttamente al Comune, controllando preventivamente se questi ha effettuato il calcolo della quota variabile della Tari in maniera distinta su immobile e pertinenze.

Nel caso in cui a gestire la riscossione della tassa rifiuti sia un soggetto terzo, è necessario inviare domanda di rimborso direttamente a tale ente e non al Comune.

Alla situazione verificatasi attualmente si aggiungono già altre due questioni proprio in merito agli importi illegittimi di tassa rifiuti fatti pagare ai cittadini: il rimborso dell’Iva non dovuta su Tia, Tares e Tarsu e la recente sentenza della Cassazione sullo sconto del 60% in caso di disservizi.

Intanto, dopo la pronuncia del MEF, il Movimento Difesa del Cittadino ha lanciato la campagna SOS Tari per aiutare i cittadini a richiedere i rimborsi della tassa rifiuti ai cittadini che hanno subito l’illegittimo addebito della quota variabile.

Come comunicato sul sito del MDC:

“abbiamo lanciato attraverso i nostri sportelli territoriali una campagna per i contribuenti finalizzata a chiedere il rimborso di quanto pagato illecitamente negli ultimi 5 anni per la moltiplicazione illecita della quota variabile. Le indicazioni del MEF aprono la strada anche a possibili richieste collettive, con ricorsi al giudice tributario per la disapplicazione delle delibere illegittime se la risposta del Comune è negativa.”