Società: cos'è il divieto del “patto leonino”?

Società: cos’è il divieto del “patto leonino”?

Francesco Oliva - Società di capitali

Divieto del patto leonino: cos'è e perché deve essere rispettato per il corretto funzionamento delle società?

Patto leonino: cos’è e perché è vietato?

L’obiettivo delle società, in quanto imprese profit, è quello di produrre utili che possano remunerare il capitale investito, oltre agli altri fattori produttivi impiegati nell’impresa e senza i quali la stessa società non potrebbe esistere (lavoro, patrimonio, ecc.).

Nel diritto societario italiano esiste una norma di riferimento, contenuta nell’articolo 2262 del codice civile che afferma: “salvo patto contrario, ciascun socio ha diritto di percepire la sua parte di utili dopo l’approvazione del rendiconto”.

In questo senso dobbiamo distinguere tra società di persone e società di capitali.
Nelle società di persone, la ripartizione degli utili costituisce un diritto soggettivo di ciascun socio.
Nelle società di capitali, invece, il socio ha facoltà di percepire gli utili eventualmente prodotti; tuttavia, tale facoltà può essere esercitata solo previa delibera, in mancanza della quale l’utile viene lasciato in azienda al fine di rafforzarne la struttura patrimoniale.

In questo contesto si inserisce il cosiddetto divieto del patto leonino: vediamo cos’è e qual è la sua definizione.

Divieto di patto leonino: cos’è e definizione

Ripartizione di utile e perdite è rimessa alla volontà dei soci; i soci, tuttavia, devono sempre rispettare il divieto del patto leonino ovvero:

quel patto con il quale si escludono uno o più soci dalla partecipazione agli utili e alle perdite

Patto che avrebbe l’effetto di consentire agli altri soci di fare la “parte del leone”, da cui deriva il termine di divieto del patto leonino.

Divieto del patto leonino: la ratio giuridica

La ratio giuridica del divieto di patto leonino risiede nella volontà del legislatore di non snaturare lo scopo essenziale della società, che rimane comunque quello di produrre utili.

In questo senso, occorre considerare nullo qualsiasi patto che - formalmente o sostanzialmente - possa assumere la forma di patto leonino.

Il riferimento normativo del divieto di patto leonino è contenuto nell’articolo 2265 del codice civile:

È nullo il patto con il quale uno o più soci sono esclusi da ogni partecipazione agli utili o alle perdite

Divieto di patto leonino, alcune sentenze da consultare che hanno fatto giurisprudenza in materia:

  • Tribunale Milano, 30 dicembre 2011;
  • Tribunale Trani, 20 aprile 2010;
  • Cassazione civile sez. I, 1 ottobre 2008 n. 24376;
  • Tribunale Cagliari, 3 aprile 2008;
  • Cassazione civile, sez. I 29 ottobre 1994 n. 8927.

Ripartizione degli utili in assenza di previsione statutaria

Spesso accade che lo statuto della società non preveda le modalità di ripartizione dell’utile di esercizio.

In questi casi occorre fare riferimento alla previsione di cui all’articolo 2263 del codice civile dove è previsto che:

  • le parti spettanti ai soci nei guadagni e nelle perdite si presumono proporzionali ai conferimenti;
  • se il valore dei conferimenti non è determinato dal contratto, esse si presumono eguali;
  • la parte spettante al socio che ha conferito la propria opera, se non è determinata dal contratto, e fissata dal giudice secondo equità;
  • Se il contratto determina soltanto la parte di ciascun socio nei guadagni, nella stessa misura si presume che debba determinarsi la partecipazione alle perdite.

Per approfondire i vari temi in materia di società di persone e di capitali i nostri lettori possono fare riferimento alla rubrica “Diritto Societario”.

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