Part time agevolato: come funziona e quando conviene

Anna Maria D’Andrea - Leggi e prassi

Pensioni, part time agevolato: potranno sceglierlo i lavoratori di 63 ai quali mancano meno di 3 anni per il raggiungimento dell'età pensionabile. Come funziona, quali sono i vantaggi e quando conviene?

Part time agevolato: come funziona e quando conviene

Part time agevolato: i lavoratori dipendenti del settore privato ai quali mancano meno di 3 anni dalla pensione possono scegliere, in accordo con il proprio datore di lavoro, di ridurre l’orario di lavoro dal 40% al 60%.

Il part time agevolato, introdotto con la Legge di Stabilità 2016, può essere richiesto dai nati entro il 31 maggio 1952 qualora perfezionino i requisiti contributivi e anagrafici entro il 31 dicembre 2018.

Conviene il part time agevolato per i lavoratori vicini alla pensione? Ecco come funziona, quando conviene e alcuni esempi sullo stipendio in caso di riduzione volontaria dell’orario di lavoro dal 40% al 60%.

Part time agevolato: come funziona?

Per i lavoratori vicini alla pensione la Legge di Stabilità 2016 ha introdotto la possibilità di riduzione volontaria dell’orario di lavoro. Il part time agevolato è rivolta a tutti i lavoratori dipendenti del settore privato assunti con contratto di lavoro a tempo indeterminato con orario full time.

Il part time agevolato potrà essere sia verticale che orizzontale e la riduzione dell’orario di lavoro dovrà per ovvie ragioni essere concordata con il datore di lavoro.

Il part time agevolato può essere richiesto per un massimo di 3 anni e quindi a partire dai 63 anni e fino al raggiungimento della pensione. Quello che molti lavoratori si chiedono è se conviene: a fronte della riduzione dell’orario di lavoro al 40% o al 60% dell’orario full time ovviamente lo stipendio sarà inferiore ma questo non inciderà sull’importo della pensione.

Il datore di lavoro verserà in busta paga del lavoratore una somma pari ai contributi che sarebbero stato a suo carico per le ore non lavorate, non assoggettata a contribuzione Inps e Inail e non computata ai fini del calcolo del reddito da lavoro dipendente.

Requisiti

La possibilità di richiedere il part time agevolato al proprio datore di lavoro è consentita ai lavoratori che rispettino determinati requisiti:

  • requisiti anagrafici e contributivi per la pensione di vecchiaia maturati entro il 31 dicembre 2018 (possono richiederlo i nati entro il 31 maggio 1952 che raggiungono almeno 20 anni di contributi al momento della trasformazione del contratto da full-time a part-time);
  • lavoratori dipendenti del settore privato;
  • essere assunti con contratto di lavoro full-time a tempo indeterminato.

Il part time agevolato è inoltre una possibilità di cui potranno beneficiare i lavoratori soltanto con l’accordo privato da parte del datore di lavoro che dovrà in ogni caso farsi carico dei contributi in misura piena e pertanto è fondamentale che vi sia accordo tra datore di lavoro e lavoratore prossimo alla pensione.

Conviene il part time agevolato?

Quello che in molti si chiedono è se conviene il part time agevolato tenuto conto del fatto che a fronte della riduzione dell’orario di lavoro dal 40% al 60% vi è senza dubbio anche una riduzione dello stipendio.

Facciamo un esempio per capire quali sono le conseguenze sullo stipendio per chi con l’accordo del datore di lavoro passa da un orario di lavoro full time ad un part time al 60%.

Un lavoratore con uno stipendio al netto delle tasse pari a 1.189 euro al mese e di 15.463 euro all’anno, con il passaggio all’orario part time del 60% percepirebbe 817 euro al mese e circa 10.500 euro all’anno, stipendio al quale si aggiungono 142 euro al mese di contribuzione aggiuntiva versata dal datore di lavoro, con un aumento annuo di 1.857 euro. In sintesi, il totale dello stipendio mensile con riduzione dell’orario di lavoro sarebbe pari a 960 euro, pari a circa l’80% dello stipendio percepito con orario full time.

Per chi vuole uscire prima dal lavoro e si trova a pochi anni dalla pensione una riduzione dell’orario di lavoro potrebbe risultare interessante, anche se i numeri sulle domande presentate dimostrano il contrario.

Il part time agevolato è stato definito un vero e proprio flop e le criticità della misura, attualmente sostituita dall’Ape social e dalle misure di anticipo pensionistico, riguardano soprattutto il costo orario che il datore di lavoro è chiamato a sostenere.

Criticità

Sono state ben inferiori alle aspettative le domande di accesso al part time agevolato per i lavoratori vicini alla pensione. Nonostante la possibilità di lavorare meno negli ultimi anni prima della pensione sono stati pochi i futuri pensionati che ne hanno beneficiato.

I motivi sono tanti: innanzitutto, l’esclusione per le donne che, parallelamente, hanno potuto accedere ad Opzione donna ma poi sopratutto le regole sull’accordo tra datori di lavoro e lavoratori.

Molti datori di lavoro hanno ritenuto sconveniente la possibilità di concedere il part time agevolato ai propri dipendenti, visto l’aumento del costo orario del lavoratore, tenuto conto dello stipendio aggiuntivo da versare pari ai contributi non versati.