Aumento Iva solo rinviato. Ecco cosa ci attende nel 2019

Redazione - IVA

Aumento Iva rinviato nella Legge di Bilancio 2018: per sterilizzare le clausole di salvaguardia il Governo ha messo in campo 15 miliardi di euro. Si tratta soltanto di una soluzione tampone: gli aumenti delle aliquote Iva sono rinviati al 2019.

Aumento Iva solo rinviato. Ecco cosa ci attende nel 2019

Aumento Iva rinviato al 2019 per effetto della sterilizzazione delle clausole di salvaguardia prevista all’art. 2 della Legge di Bilancio 2018.

Il blocco degli aumenti delle aliquote Iva è, come accade ormai ogni anno, soltanto una soluzione tampone: gli aumenti non sono stati scongiurati del tutto e a partire dal 2019 imprese e famiglie dovranno fare i conti con le prime novità.

Il Governo Gentiloni ha messo in campo oltre 15 miliardi di euro per la sterilizzazione delle clausole di salvaguardia nel 2018: in parte con il DL fiscale 148/2017 e in parte con la Legge di Bilancio, anche per il 2018 viene allontanato lo spettro dell’aumento Iva.

Bisognerà tuttavia tornare a parlarne: sarà possibile reperire ogni anno le risorse necessarie a bloccare le clausole di salvaguardia Iva? Prima o poi bisognerà fare i conti con l’aumento delle due aliquote e per il momento l’appuntamento è fissato al 2019.

Aumento Iva solo rinviato. Ecco cosa ci attende nel 2019

Il blocco dell’aumento Iva è derubricato, all’interno della Legge di Bilancio 2018, quale misura a sostegno della crescita e di riduzione della pressione fiscale per famiglie e imprese.

Nella Legge di Bilancio 2018 buona parte delle risorse a disposizione sono infatti state utilizzate proprio al fine di congelare ancora per un anno le clausole di salvaguardia, introdotte per la prima volta nel 2011 dall’allora Governo Berlusconi e impossibili da eliminare, almeno attualmente.

Ormai ogni anno il governo in carica, di qualsiasi colore esso sia, mette mano agli aumenti delle aliquote Iva, sterilizzando gli effetti di una norma che rischierebbe con l’abbattere i consumi e svantaggiare imprese e consumatori.

L’ultimo Esecutivo chiamato a metter mano alla patata bollente degli aumenti Iva è appunto il Governo Gentiloni che, ormai arrivato agli ultimi mesi di legislatura, è intervenuto bloccando completamente l’aumento dell’aliquota ordinaria del 22% ed dell’aliquota Iva agevolata del 10%.

Inoltre, con le misure adottate dalla Legge di Bilancio 2018 e con la già parziale sterilizzazione delle clausole di salvaguardia prevista dal DL fiscale 148/2017 e dal DL 50/2017 è prevista anche per il 2019 una parziale sterilizzazione degli aumenti Iva.

Se per il 2018 si potrà stare tranquilli è bene sapere cosa è attualmente previsto per il 2019. Ecco qual è l’aumento Iva previsto con il quale quasi sicuramente si troverà a fare i conti il prossimo Governo.

Aumento Iva 2019 aliquota ordinarie e aliquota agevolata

La sterilizzazione delle clausole di salvaguardia e il rinvio dell’aumento delle aliquote Iva al 2019 è contenuto all’art. 2 della Legge di Bilancio 2017.

In base a quanto previsto dai commi 1 e 2, che modificano quanto previsto dalla Legge di Bilancio 2015, l’aumento delle aliquote Iva a partire dal 1° gennaio 2019 sarà il seguente:

  • l’aliquota Iva agevolata del 10% salirà rispettivamente:
    • all’11,5% a partire dal 2019;
    • al 13% a partire dal 2020.
  • L’aliquota Iva ordinaria del 22% passerà, invece:
    • al 24,2% a partire dal 1° gennaio 2019;
    • al 24,9% a partire dal 1° gennaio 2020;
    • al 25% a partire dal 1° gennaio 2021.

A differenza degli annunci di uno stop totale agli aumenti dell’Iva, lo spettro di una nuova stretta ai consumi tornerà a farsi vivo alla fine del prossimo anno, quando il nuovo Governo, fresco di elezione, dovrà far valere le proprie ragioni contro le clausole di salvaguardia UE e cercare di rinviare, ancora una volta, l’aumento delle aliquote Iva.