Quanto guadagna un medico?

Daniele Di Giovenale - Medici

Quanto guadagna un medico? Sebbene la domanda si rivolga ad una classe eterogenea è possibile fornire alcune indicazioni di massima tenendo conto delle differenze nella professione.

Quanto guadagna un medico?

Quanto guadagna un medico? È difficile fornire una risposta circostanziata ad una domanda di questo tenore dal momento che la professione del medico, e di conseguenza il suo guadagno, chiamano in causa molte differenti situazioni lavorative.

I medici infatti possono lavorare alle dipendenze del pubblico o del privato e possono percepire uno stipendio mensile variabile a seconda della specializzazione, del grado all’interno della struttura e degli anni di servizio a causa degli scatti di anzianità. Nondimeno è possibile fornire una stima orientativa da fornire come risposta a chi si chiede quanto guadagna un medico.

Per poter esercitare la professione di medico è necessario superare un lungo percorso di formazione che parte dal test di ammissione al corso di Medicina e Chirurgia. È però vero che, dopo aver passato almeno 6 anni tra aule universitarie, tirocini e successivi corsi di specializzazione post-lauream, il traguardo finale può garantire uno stipendio finale sostanzioso.

Ecco quindi una stima orientativa su quanto guadagna un medico anche in riferimento a quanto può essere percepito da un medico di base.

Quanto guadagna un medico?

La risposta alla domanda su quanto guadagna un medico varia a seconda dell’anzianità, del grado e della disponibilità a compiere straordinari, turni notturni o durante giorni festivi.

In ogni caso si può affermare che la categoria nel complesso non naviga in cattive acque. Dopo il percorso ad ostacoli per diventare medici tra Università e specializzazioni le retribuzioni percepite possono garantire buone entrate mensili.

Lo stipendio comincia ad essere percepito già durante il periodo di specializzazione. Un medico in formazione infatti percepisce infatti circa 1.765 euro dal momento in cui accede alla posizione. Si tratta quindi di uno stipendio di tutto rispetto per una figura che di fatto sta ancora acquisendo le capacità relative alla propria professione.

Per quanto riguarda i medici a pieno titolo la retribuzione, come già detto, può variare a seconda della disponibilità al lavoro della persona e soprattutto al grado e all’anzianità di servizio. Il suo stipendio in ogni caso oscilla orientativamente tra 2.000 e poco meno di 3.000 euro mensili.

La somma ovviamente è più alta nel caso in cui si guardi a quanto guadagna un medico primario. In questo caso lo stipendio mensile è di almeno 4.500 euro. Un medico dirigente ospedaliero infatti percepisce circa 75 mila euro all’anno per l’esercizio della propria professione.

Quanto guadagna un medico di base

Questione diversa per i medici di base per i quali la retribuzione viene calibrata sulla base del numero di assistiti che possono rivolgervisi. Esiste un limite massimo di persone che possono afferire ad un unico medico di base che ad oggi è fissato a 1.500, mentre il numero di pazienti ottimale può variare a seconda del territorio.

Per sapere quanto guadagna un medico di base bisogna considerare che la retribuzione pro paziente varia a seconda del numero di persone totali che si rivolge allo specialista. Il vantaggio economico di cui può godere un medico di famiglia all’anno per ogni assistito varia dai circa 70 euro per chi ne ha meno di 500 fino orientativamente ai 35. A ciò vanno sommati eventualmente anche i guadagni per la reperibilità notturna, i contributi per assistiti oltre i 75 anni e le maggiorazioni per l’anzianità di laurea.

Una stima grossolana su quanto guadagna un medico di base potrebbe indicare circa 3.500 euro mensili, valore che può arrivare fino ai 6.000 euro al mese. Va considerato però che quest’ultima è una cifra massima orientativa e che quindi descrive la situazioni economiche più favorevoli della categoria.

Va detto inoltre che quello citato si tratta di uno stipendio mensile lordo dal quale devono essere sottratte tutte le spese che derivano dalla tassazione e dagli esborsi riconducibili alla gestione dell’attività.