Partite Iva: regole e agevolazioni 2017

Redazione - Dichiarazioni e adempimenti

Regole e agevolazioni partita IVA 2017.

Partite Iva: regole e agevolazioni 2017

Quali sono le regole sulle partita IVA 2017?

Per le partite Iva sono molte le novità 2017 introdotte sia dalla Legge di Bilancio che dal nuovo Jobs Act autonomi, approvato in via definitiva il 10 maggio 2017. La nuova legge tutela i lavoratori autonomi a partita Iva e stanzia 50 milioni di euro per il 2017.

Già con la Legge di Bilancio e a partire dal 1° gennaio 2017 erano state introdotte numerose novità per i contribuenti titolari di partita Iva. L’obiettivo principale è quello di agevolare i lavoratori autonomi, con la riduzione degli adempimenti fiscali, burocratici e agevolazioni per giovani, professionisti e imprese.

Il Jobs Act per i lavoratori autonomi diventato legge il 10 maggio 2017 mira a tutelare ancora di più i titolari di partita Iva. Tra le novità introdotte per il 2017 la nuova legge sul lavoro autonomo introduce maggiore tutela per i pagamenti, stabilisce la deducibilità totale delle spese di formazione, rende strutturale la Dis-Coll (il sussidio di disoccupazione per i collaboratori esteso anche a chi frequenta un dottorato di ricerca) e regolamenta la disciplina dello smart working.

Questi obiettivi, insieme alla lotta all’evasione fiscale e a un nuovo sistema per il calcolo dei redditi e dei contributi rappresentano gli elementi imprescindibili per un rilancio economico del Paese.

La riforma delle Partite Iva era stata annunciata più volte nel corso dell’ultimo anno, alla luce dei problemi relativi all’introduzione del regime forfetario e all’abolizione del regime dei minimi per il 2016.

Già con la Legge di Bilancio 2017 erano state introdotte diverse novità per i titolari di partita IVA:

  • introduzione del nuovo regime di cassa per le contabilità in regime semplificato;
  • introduzione dell’IRI, la nuova imposta sul reddito dell’imprenditore;
  • diminuzione dell’aliquota INPS al 25% (era il 27,72%) per i lavoratori autonomi professionisti senza cassa iscritti alla gestione separata.

Il Jobs Act del lavoro autonomo amplia ancora di più le tutele e le agevolazioni per i titolari di partita Iva, consentendo maggior tutela sia da punto di vista lavorativo che previdenziale e assistenziale.

Ecco nel dettaglio tutte le novità e i cambiamenti previsti per le Partite Iva con la Legge di Bilancio 2017 e le novità introdotte con il Jobs Act autonomi.

Partita IVA agevolata 2017 solo con il regime forfettario

Evidenziamo innanzitutto come chi vuole aprire una partita IVA agevolata nel 2017 ha solo l’opzione del regime forfettario, nella doppia versione startup 5% o tassazione 15% per attività già esistenti.

Partite Iva: le novità introdotte dal Jobs Act lavoro autonomo nel 2017

Il Senato ha approvato lo scorso 10 maggio 2017 il Jobs Act del lavoro autonomo, introducendo importanti novità per le partite Iva. La legge ha avuto un iter lungo e complesso, durato ben tre anni arrivato a termine proprio negli ultimi giorni. Sono molte le novità e le tutele inserite. Cerchiamo di fare un punto della situazione sulle nuove regole per i lavoratori autonomi titolari di partita Iva.

Partite Iva 2017: tutela dei pagamenti
Una delle novità principali introdotte per le partite Iva nel 2017 riguarda una maggior tutela dei pagamenti. Con il Jobs Act del lavoro autonomo vengono rese illegittime le clausole contrattuali nelle quali si stabilisce che i pagamenti verso professionisti, artigiani e collaboratori coordinati possano avvenire dopo i 60 giorni dallo svolgimento dei lavori. Salvo diverse indicazioni nel contratto di lavoro autonomo, il titolare di partita Iva dovrà essere pagato entro il termine massimo di 30 giorni dall’emissione della fattura.

Partite Iva 2017: deducibilità totale spese di formazione
Il Jobs Act dei lavoratori autonomi prevede, tra le novità per le partite Iva 2017, la deducibilità totale delle spese di formazione. Sarà possibile dedurre dal reddito da lavoro autonomo un importo massimo all’anno di 10.000 euro per le spese di iscrizione a master, corsi di formazione e aggiornamento professionale e le spese per la partecipazione a congressi e convegni. Limite fissato a 5.000 euro annui per la deduzione di servizi di certificazione delle competenza, orientamento, ricerca e sostegno dell’auto-imprenditorialità.

Partite Iva 2017: Dis-Coll strutturale ed estesa a assegnisti e dottorandi
Una delle novità di maggior rilevanza riguarda la Dis-Coll, resa strutturale con il Jobs Act del lavoro autonomo ed estesa anche da titlari di assegno o dottorato di ricerca, a fronte di un aumento dell’aliquota da versare alla Gestione separata Inps dello 0,51%.

Partite Iva 2017: tutela della maternità lavoratrici autonome
Maggiori diritti alle titolari di partita Iva in caso di maternità a partire dal 2017. Il Jobs Act del lavoro autonomo stabilisce che le lavoratrici autonome iscritte alla Gestione separata Inps avranno diritto al congedo parentale di 6 mesi; non sarà obbligatoria l’astensione da lavoro e pertanto l’indennità di maternità sarà erogata anche in costanza di rapporto di lavoro.

Partite Iva 2017: smart working e sportello Cpi
Le novità per le partite Iva nel 2017 non si fermano qui: presso i Centri per l’Impiego sarà istituito uno sportello per la ricerca di lavoro rivolto ai lavoratori autonomi e per la prima volta viene disciplinato con legge lo smart working, il lavoro agile e flessibile fino ad ora regolamentato da clausole nei singoli contratti di lavoro. Ora, il lavoro agile dovrà essere stipulato per iscritto tra datore di lavoro e lavoratore, il quale avrà diritto alla stessa retribuzione dei colleghi che lavorano in sede.

Partite Iva 2017: prestazioni enti di previdenza privati
Novità anche per gli enti di previdenza privati dei lavoratori titolari di partita Iva: a partire dal 2017 potranno erogare ulteriori prestazioni previdenziali e assistenziali ai propri iscritti in cambio di modifiche alla contribuzione dovuta. Le novità dovranno essere chiarite entro 12 mesi dall’entrata in vigore del Jobs Act autonomi con decreto da parte del Governo.

Partite Iva: il regime di cassa dal 2017 per le imprese in contabilità semplificata

Oltre alle novità introdotte dal Jobs Act autonomi, nella Legge di Bilancio 2017 si trovano importanti novità per le imprese in contabilità semplificata: è stato introdotto, infatti, un nuovo regime di cassa per artigiani e commercianti che operano in regime semplificato.

Rimane invariato il limite di ricavi utile per accedere a tale regime, a cambiare è invece il principio di tassazione e di determinazione del reddito. Si passa infatti dall’attuale principio di competenza al principio (o regime) di cassa. Che vuol dire? Ciò vuol dire che il reddito prodotto si calcolerà esclusivamente con riferimento a quanto effettivamente incassato dai contribuenti di minore dimensione, come avviene nel caso dei professionisti.

Per approfondire il tema del regime di cassa per i titolari di partita IVA nel regime contabile semplificato i lettori interessati possono fare riferimento a:
Partite iva in contabilità semplificata: regime di cassa dal 2017

Partite Iva: le altre novità introdotte dalla Legge di Stabilità 2017

Per quanto riguarda le altre modifiche strutturali, ecco le principali novità che sono state introdotte dalla Legge di Bilancio 2017:

  • abolizione dell’Irap 2017: per studi professionali, liberi professionisti e imprenditori senza dipendenti o con un solo dipendente (viene così messa nero su bianco la prevalente impostazione della giurisprudenza in materia);
  • abolizione definitiva degli studi di settore per i professionisti: gli studi di settore sono uno strumento statistico dell’Agenzia delle Entrate e vengono elaborati mediante analisi economiche e tecniche statistico-matematiche, in particolare consentono di stimare i ricavi o i compensi che possono essere attribuiti al contribuente;
  • introduzione di una flat tax, ossia un’aliquota - uguale per tutti i contribuenti - sul reddito di impresa, di persone, ditte individuali, professionisti e autonomi, da portare alla percentuale fissa del 24% (Iri, cioè l’imposta sul reddito dell’imprenditore.

Tra gli altri incentivi per la semplificazione, sono altresì da segnalare l’introduzione delle comunicazioni iva trimestrali (cd. mini dichiarazioni iva), l’abolizione dello Spesometro e la riproposizione dei finanziamenti a tasso zero previsti dal progetto Invitalia, che spettano e agevolano i giovani sotto i 35 anni che vogliano intraprendere un’attività imprenditoriale.

La speranza è che con questi incentivi e semplificazioni si possa aprire una nuova fase di rilancio economico del Paese.