Cedolare secca locazioni brevi: la “norma Airbnb” entrerà in vigore il 1° giugno 2017

Francesco Oliva - Cedolare secca sugli affitti

Il DL 50/2017 introduce l'attesa “norma Airbnb” ovvero la cedolare secca sulle locazioni brevi, con controlli anche online da parte dell'Agenzia delle Entrate. Ecco di cosa si tratta e tutte le novità.

Cedolare secca locazioni brevi: la “norma Airbnb” entrerà in vigore il 1° giugno 2017

Cedolare secca anche sulle locazioni brevi: la cosiddetta norma Airbnb entra in vigore grazie all’articolo 4 del DL 50/2017 (rubricato “Regime fiscale sulle locazioni brevi”).

A partire dal prossimo 1° giugno 2017, infatti, verrà introdotta la norma che prevede l’applicazione della cedolare secca sugli affitti di breve durata e la ritenuta d’acconto sui soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso piattaforme online, mettendo in contatto persone in cerca di un immobile con persone che dispongono di unità immobiliari da locare.

Viene previsto, in particolare, il meccanismo della ritenuta alla fonte a titolo d’imposta pari al 21 per cento sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi percepiti all’atto dell’accredito che sarà cura di operare e certificare dagli intermediari immobiliare in qualità di sostituti d’imposta.

Si attende adesso un provvedimento dell’Agenzia delle Entrate che - entro i prossimi 90 giorni - stabilisca le disposizioni attuative del Decreto Legge 50/2017 in materia di cedolare secca sulle locazioni brevi.

Cedolare secca locazioni brevi, entra in vigore la “norma Airbnb”: ma cosa sono le locazioni brevi ai sensi del DL 50/2017?

Entra dunque in vigore la cedolare secca sulle locazioni brevi o norma Airbnb: ma cosa significa esattamente locazione breve?

Le locazioni brevi sono definite dal comma 1 dell’articolo 4 del Decreto Legge 50/2017 come:

i contratti di locazione di immobili ad uso abitativo di durata non superiore a 30 giorni, ivi inclusi quelli che prevedono la prestazione dei servizi di fornitura di biancheria e pulizia locali, stipulati da persone fisiche, al di fuori dell’esercizio di attività d’impresa, direttamente o tramite soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di portali online

Cedolare secca locazioni brevi, “norma Airbnb”: cosa cambia e quali sono le novità?

Con l’introduzione del nuovo regime fiscale delle locazioni brevi di cui all’articolo 4 del Decreto Legge 50/2017 a decorrere dal prossimo 1° giugno 2017 ai redditi derivanti dai contratti di locazione breve - stipulati a partire da tale data - si applicano le disposizioni di cui all’articolo 3 del D. Lgs. 23/2011 in materia di cedolare secca sugli affitti con aliquota al 21 per cento.

Tale previsione normativa si applica anche ai corrispettivi lordi derivanti dai contratti di sublocazione e dai contratti a titolo oneroso conclusi dal comodatario aventi ad oggetto il godimento dell’immobile a favore di terzi.

Cedolare secca locazioni brevi, “norma Airbnb”: il DL 50/2017 punta anche all’attività online

I dati relativi alle locazioni brevi devono essere trasmessi anche dai soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare, anche attraverso la gestione di piattaforme web.

Quali sanzioni sono previste per i trasgressori? Tutti coloro che omettono di dichiarare o dichiarano in modo incompleto o infedele i dati relativi ai contratti di locazione breve sono punti con le sanzioni di cui all’articolo 11 comma 1 del D. Lgs. 471/1997 ovvero:

con una sanzione amministrativa da euro 250 a euro 2.000

La sanzione è ridotta alla metà se la trasmissione è effettuata entro i 15 giorni successivi alla scadenza, ovvero se, nel medesimo termine, è effettuata la trasmissione corretta dei dati.

Cedolare secca locazioni brevi, “norma Airbnb”: il DL 50/2017 introduce la ritenuta d’acconto a titolo di imposta per gli esercenti attività immobiliare

Il comma 5 dell’articolo 4 prevede che il regime fiscale delle locazioni brevi sui soggetti che esercitano attività di intermediazione immobiliare - anche attraverso la gestione di portali online - si concretizzi nell’applicazione di una ritenuta alla fonte a titolo di imposta in qualità di sostituti d’imposta:

pari al 21 per cento sull’ammontare dei canoni e dei corrispettivi accreditati

Qualora l’opzione per la cedolare secca non venga esercitata, allora la ritenuta si considera effettuata a titolo di acconto.

Controlli dell’Agenzia delle Entrate sulle locazioni concluse online

Il Decreto Legge 50/2017 introduce obblighi di controllo a carico dell’Agenzia delle Entrate in materia di locazioni brevi concluse dai contribuenti tramite piattaforme online.

Per realizzare tali controlli, l’Agenzia delle Entrate stipulerà apposite convenzioni con i soggetti che utilizzano in Italia i marchi di portali di intermediazione online.