Stufa a pellet: detrazioni fiscali 2017 e prezzi

Anna Maria D’Andrea - Irpef

Detrazioni fiscali 2017 e prezzi stufe a pellet. Ecco la guida completa ed aggiornata.

Stufa a pellet: detrazioni fiscali 2017 e prezzi

Per l’acquisto di una stufa a pellet nel 2017 è prevista la possibilità di accedere a due tipologie di agevolazioni e detrazioni fiscali. In entrambe i casi è prevista la possibilità di portare in detrazione l’Irpef al 50 o al 65% ma è necessario rispettare alcune condizioni e accorgimenti.

La stufa a pellet è una modalità di riscaldamento che in alcuni casi può rivelarsi molto conveniente. Non soltanto per i prezzi di acquisto e di installazione delle caldaie che possono essere agevolabili, ma anche per quelli che sono i costi di gestione e i consumi. La stufa a pellet è una caldaia che permette di riscaldare la propria abitazione in maniera ecologica, pratica e conveniente.

In commercio ci sono diverse tipologie di stufa a pellet e i prezzi medi si aggirano da un minimo di 700 euro fino ad un massimo di 3.000 euro per i modelli con maggiori funzionalità. Non eccessivi, inoltre, i prezzi relativi al materiale combustibile utilizzato, il pellet: un sacco da 15 Kg costa in media 3,80/4 euro.

Conviene installare una stufa a pellet? Ovviamente, la convenienza di questa tipologia di caldaia dipende da diversi fattori, sia relativa alle misure dell’abitazione che all’uso del riscaldamento, ma la buona notizia è che i cittadini che hanno intenzione di acquistare ed installare una stufa a pellet possono accedere a due diverse agevolazioni fiscali.

Vediamo quali sono le agevolazioni fiscali applicate sul prezzo della stufa a pellet e quali sono gli accorgimenti da osservare per la detrazione Irpef al 50% o al 65%.

Stufa a pellet: prezzi e detrazioni fiscali Irpef 2017

Per acquistare o installare una stufa a pellet è prevista la possibilità di accedere a due forme di agevolazione fiscale che consentono di risparmiare sul prezzo complessivo.

Le agevolazioni fiscali per la stufa a pellet vengono applicate nella forma di una detrazione Irpef applicata sui prezzi di acquisto e installazione ed è prevista la possibilità di richiederla per interventi di ristrutturazione edilizia o come detrazione ai fini dell’efficienza energetica dell’abitazione.

Quali sono le agevolazioni fiscali per l’acquisto di una stufa a pellet? Si tratta di due diverse detrazioni che possono essere applicate all’acquisto di una nuova caldaia. In base a quanto previsto dalla normativa di riferimento, sul prezzo relativo all’acquisto e all’installazione, può essere applicata una detrazione Irpef del 50% o del 65%.

Bisogna però osservare alcuni accorgimenti e, in ogni caso, è sempre richiesta la dichiarazione di prestazione da parte del produttore della stufa a pellet e un visto di conformità da parte del tecnico abilitato per l’installazione della nuova caldaia.

Analizziamo in cosa consistono le due diverse agevolazioni fiscali e quali sono gli accorgimenti da osservare per la detrazione Irpef al 50% o al 65%.

Stufa a pellet: detrazione fiscale 50%

La detrazione Irpef del 50% riguarda l’agevolazione fiscale prevista per gli interventi di ristrutturazione edilizia e tra questi rientra anche l’acquisto di una stufa a pellet. In base a quanto stabilito dall’articolo 16-bis del Tuir, la detrazione Irpef al 50% può essere richiesta in caso di interventi di ristrutturazione edilizia o di risparmio energetico.

L’agevolazione fiscale al 50% riguarda esclusivamente nuovi acquisti in grado di diminuire le emissioni e a migliorare le prestazioni energetiche; ricomprese nell’agevolazione dunque le stufe a pellet. Per la detrazione al 50% sul prezzo della stufa a pellet bisogna però prestare attenzione al rendimento diretto della stufa descritto nella scheda tecnica del prodotto che non dovrà essere inferiore al 70%.

Il rimborso Irpef al 50% verrà erogato al contibuente in 10 rate annuali e per un importo massimo di 96 mila euro.

Stufa a pellet: detrazione fiscale 65%

I prezzi relativi ad acquisto e installazione della stufa a pellet possono inoltre rientrare nell’agevolazione fiscale del 65%, ovvero l’Ecobonus, relativo a interventi di riqualificazione energetica. Per usufruire della detrazione Irpef al 65% la stufa a pellet deve rientrare in un progetto volto al miglioramento della prestazione energetica della propria abitazione certificato da un perito o da un tecnico abilitato.

Per rientrare nella detrazione Irpef del 65% è richiesto, innanzitutto, un rendimento superiore all’85% e la maggior parte delle stufe a pellet rispettano questo requisito, anche a prezzi non eccessivamente alti.

L’agevolazione fiscale dell’Ecobonus al 65% prevede la detrazione di un massimo di 30 mila euro di spesa sostenuta, nel rispetto dei seguenti requisiti:

  • rendimento utile nominale minimo conforme alla classe 3 della norma europea EN 303-5, ovvero superiore all’85%;
  • rispetto dei limiti di emissione previsto dal Decreto Legislativo 152/2006 oppure in base a quanto stabilito dalle norme regionali;
  • uso di biomasse combustibili ammissibili;
  • per le abitazione situate nelle zone climatiche C, D, E, F porte, finestre e vetrine devono rispettare i limiti massimi di trasmittanza termica stabiliti dal D.lgls. 192/2005.

Come abbiamo già affermato, per poter richiedere la detrazione Irpef al 50% o al 65% è necessario osservare le regole previste e rispettare gli adempimenti necessari.

Stufa a pellet: regole e adempimenti

Per poter richiedere le agevolazioni fiscali del 50% o del 65% è necessario rispettare alcune regole. In base a quanto stabilito dall’Agenzia delle Entrate, la detrazione fiscale spetta nei casi in cui l’installazione è effettuata da un tecnico qualificato, il quale dovrà emettere certificato di conformità, quando il produttore della stufa rilasci certificazione tecnica sulle capacità termiche del prodotto e soltanto se il pagamento è effettuato con bonifico bancario o postale. Importante inoltre inserire nella dichiarazione dei redditi i dati catastali dell’immobili oggetto di ristrutturazione o miglioramento energetico.

La richiesta di detrazione fiscale dovrà essere trasmessa all’ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori e, in ogni caso, è obbligatoria la dichiarazione del produttore sulle capacità termiche della stufa a pellet.

Per quel che riguarda le modalità di pagamento, verranno accettate le richieste di agevolazione fiscale soltanto quanto correlate a bonifico di pagamento bancario o postale, che dovrà indicare sia i riferimenti normativi che i dati del possessore dell’immobile, ovvero codice fiscale o partita Iva, che quelli del soggetto che paga.

In sintesi, le regole per la compilazione del bonifico per accedere all’agevolazione fiscale del 50% o del 65% prevedono che:

  • dati anagrafici (codice fiscale o partita Iva) di possessore e di chi paga;
  • nella causale del versamento sia inserito il riferimento normativo, ovvero: nel caso di agevolazione fiscale del 50% - Bonifico di pagamento per lavori di ristrutturazione edilizia (detrazione fiscale 50%) art. 16-bis DPR 22 dicembre 1986 n. 917. Pagamento della fattura n. XY del giorno/mese/anno. Per l’agevolazione fiscale del 65% - Lavori di riqualificazione energetica. Detrazione 55% – 65%, ai sensi dell’art.1, commi 344-347, Legge 27 dicembre 2006, n. 296. Pagamento della fattura n. XY del giorno/mese/anno.

Per ottenere l’agevolazione fiscale sulla stufa a pellet, inoltre, bisognerà inserire i dati catastali dell’immobile oggetto di ristrutturazione o riqualificazione energetica nella dichiarazione dei redditi. Al commercialista o al Caf demandato alla presentazione della dichiarazione bisognerà consegnare le ricevute del bonifico effettuato e le dichiarazioni di conformità.