Reclamo e mediazione fino a 50.000 euro: novità 2018

Carla Mele - Dichiarazioni e adempimenti

Liti pendenti con l'amministrazione finanziaria: la Manovra correttiva 2017 innalza la soglia limite del ricorso con reclamo

Reclamo e mediazione fino a 50.000 euro: novità 2018

Reclamo e mediazione per le liti pendenti con il Fisco fino a 50.000 euro a partire dal 1° gennaio 2018.

Negli ultimi anni il legislatore ha ampliato considerevolmente gli strumenti a disposizione del contribuente per la definizione bonaria dei debiti tributari attraverso l’introduzione dei c.d. istituti deflattivi del contenzioso che consentono all’Erario di ridurre drasticamente tempi e costi di chiusura delle liti e riconoscono al contribuente collaborativo un abbattimento delle sanzioni ordinarie.

Ultimo intervento normativo riguarda la Manovra correttiva 2017 che ha introdotto significative modifiche del l’art. 17-bis al D.Lgs. n. 546/1992 che disciplina l’istituto del reclamo e della mediazione.

Ecco tutte le novità sul reclamo e sulla mediazione in vigore a partire dal 1° gennaio 2018.

Reclamo e Mediazione: novità della Manovra correttiva 2017

Con il recente D.L. 24 aprile 2017, n. 50 srt. 10 (Manovra correttiva 2017), è stata innalzata la soglia limite per il ricorso con mediazione/reclamo.

Per gli atti impositivi notificati a partire dal 1° gennaio 2018, è obbligatorio presentare preliminarmente il reclamo o mediazione , quando il valore degli stessi non supera il valore limite di € 50.000,00.

La novità riguarda anche i soggetti coinvolti: oltre alle controversie tributarie il cui attore principale è Agenzia delle Entrate, sono definibili anche le controversie contro l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, enti locali o agenzia delle riscossioni.

Gli atti definibili secondo le nuove disposizioni normative sono:

  • avvisi di liquidazione
  • avvisi di accertamento
  • provvedimenti che irrogano sanzioni
  • ruoli
  • rifiuto espresso o tacito della restituzione di tributi, sanzioni pecuniarie e interessi o altri accessori non dovuti
  • diniego o revoca di agevolazioni o rigetto di domande di definizione agevolata di rapporti tributari
  • cartelle di pagamento per vizi propri
  • fermi di beni mobili registrati (art. 86 del D.P.R. n. 602/1973)
  • iscrizioni di ipoteche sugli immobili (art. 77 del D.P.R. n. 602/1973)
  • atti emessi in materia catastale dall’Agenzia delle entrate di competenza delle commissioni tributarie;
  • gli atti emessi da altri Enti impositori, Agenzia delle Dogane

Reclamo e Mediazione : normativa e differenze

Gli istituti del reclamo e della mediazione sono strumenti deflattivi del contenzioso tributario, introdotti per far si che le controversie tra contribuenti e amministrazione finanziaria possano essere risolte senza ricorrere al giudice.

Mentre il reclamo è un atto attraverso il quale il contribuente chiede il riesame del provvedimento emesso dall’Agenzia, con la mediazione il contribuente prospetta all’organo destinatario del reclamo una rideterminazione dell’ammontare dell’imposta contenente una richiesta di rinuncia alle reciproche richieste del contribuente e dell’amministrazione finanziaria.

La circolare Agenzia delle Entrate n.9/E del 19 marzo 2012 ha stabilito che, per le liti pendenti il cui valore non supera i 20.000 euro, il ricorso avverso gli accertamenti tributari, notificati a partire dal 01 aprile 2012 ed emessi dall’Agenzia delle Entrate, deve essere obbligatoriamente preceduto da una proposta di reclamo o mediazione, pena inammissibilità del ricorso.

Il valore della lite deve essere valutato considerando unicamente l’ importo del tributo oggetto di contestazione senza tener conto degli interessi e delle sanzioni; nel caso in cui l’atto ricevuto irroga solo sanzioni, il valore della lite consite solo in queste ultime.

Reclamo e Mediazione: procedura e costituzione in giudizio

L’Ufficio competente l’istruttoria relativa al procedimento di mediazione, a seguito del ricevimento del ricorso potrà decidere di accoglierlo (anche solo parzialmente), respingerlo o formulare una proposta di mediazione.

In questo ultimo caso, l’accordo verrà sottoscritto da entrambe le parti e si perfeziona con il versamento entro venti giorni dell’intero importo dovuto ovvero della prima rata, in caso di pagamento rateale.

Il pagamento deve essere effettuato con il modello F24, anche tramite compensazione.

Se entro tale termine di 20 giorni, il contribuente non verserà quanto concordato, la mediazione non si perfeziona e l’atto originario, avverso il quale il contribuente ha proposto l’istanza, continua a produrre effetti.

Passato il termine di 90 giorni senza che sia stato notificato l’accoglimento del reclamo o senza che sia stata conclusa la mediazione, il reclamo produce gli effetti del ricorso e i termini di costituzione in giudizio delle parti decorrono dalla predetta data.

Entro i successivi 30 giorni il contribuente potrà costituirsi in giudizio, presentando, alla commissione tributaria provinciale competente, il medesimo ricorso con reclamo, già notificato all’Ufficio, a pena nullità dello stesso.