Statali, licenziamento disciplinare: decreto con nuove regole in vigore. Ecco cosa cambia

Anna Maria D’Andrea - Pubblica Amministrazione

Licenziamento disciplinare per i dipendenti statali: il Governo ha approvato il 10 luglio 2017 un decreto correttivo alla Riforma Madia contro i furbetti del cartellino. Ecco le nuove regole e cosa cambia.

Statali, licenziamento disciplinare: decreto con nuove regole in vigore. Ecco cosa cambia

Licenziamenti disciplinari per gli statali con regole certe: il decreto approvato dal CdM del 10 luglio 2017 integra quanto disposto dalla Riforma Madia per il contrasto ai furbetti del cartellino e alla falsa attestazione di presenza in servizio.

Con le nuove regole sul licenziamento disciplinare i dipendenti statali che saranno sorpresi a timbrare e poi allontanarsi dal luogo di lavoro potranno essere licenziati in 30 giorni. Il decreto approvato dal Governo nel corso del CdM del 10 luglio 2017 non introduce novità di rilievo a livello procedurale, ma da ufficialmente avvio ai licenziamenti sprint senza se e senza ma.

Il decreto 116/2016, entrato in vigore nell’estate dello scorso anno, era rimasto praticamente inattuabile dopo lo stop imposto dalla Corte Costituzionale che aveva dichiarato parzialmente illegittima la Riforma Madia.

Secondo la Consulta, per l’attuazione della riforma del procedimento disciplinare dei dipendenti statali era necessario il preventivo accordo con le Regioni, mancante nel decreto legislativo di n. 116 di giugno 2016.

Con l’approvazione del decreto correttivo alla Riforma Madia le nuove regole sul licenziamento disciplinare per i dipendenti statali sono ufficialmente in vigore e per i furbetti del cartellino non ci sarà più alcuna scappatoia.

Statali, licenziamenti disciplinari: decreto con nuove regole in vigore. Ecco cosa cambia

Per gli statali le regole sui licenziamenti disciplinari introdotti dalla Riforma Madia della Pubblica Amministrazione possono dirsi ufficialmente in vigore. Il Consiglio dei Ministri ha approvato il decreto legislativo correttivo con due principali novità.

Innanzitutto il testo di Riforma della PA è stato integrato con l’intesa della Conferenza Stato-Regioni e la Conferenza Unificata: la Corte Costituzionale, come già ribadito, aveva dichiarato la parziale illegittimità del decreto Madia proprio per la sua mancanza e le norme sul licenziamento disciplinare già approvate nel 2016 erano sostanzialmente rimaste inattuate.

Il correttivo mette al riparo la pubblica amministrazione dai ricorsi dei dipendenti statali. Il contrasto alla piaga tutta italiana dei furbetti del cartellino si arricchisce di ulteriori novità, di poco rilievo per quanto riguarda la procedura di licenziamento per i dipendenti statali ma che vale la pena conoscere.

Al decreto legislativo n. 116 del 20 giugno 2016 sul licenziamento disciplinare viene aggiunto l’obbligo per le PA di comunicare all’Ispettorato per la funziona pubblica l’avvio, conclusione e l’esito dei procedimenti disciplinari entro entro 20 giorni dalla loro adozione.

Per il resto cambia poco in materia di licenziamento disciplinare: i furbetti del cartellino saranno allontanati con una procedura sprint: in 30 giorni potranno essere licenziati e la sospensione dal lavoro avverrà nel giro di 48 ore.

Statali, licenziamenti disciplinari: le regole e come funziona la procedura sprint

Provvedimento cattivo ma giusto”, diceva Renzi dopo l’approvazione del decreto Madia contro i furbetti del cartellino; per la nuova procedura sprint sul licenziamento disciplinare arriva il sì definitivo.

Se è vero che non sono state introdotte novità di rilievo, vale la pena fare il riepilogo sulla nuova procedure accelerata per i licenziamenti disciplinari dei dipendenti pubblici:

  • 48 ore per essere sospesi per i dipendenti statali che vengono beccati a timbrare il cartellino e poi andarsene in palestra, a fare shopping o quant’altro; viene anche sospeso lo stipendio ma è garantito un “assegno alimentare” pari alla metà del salario base;
  • 15 giorni per preparare la propria difesa a partire dal momento in cui il dipendente è messo al corrente della procedura disciplinare a suo carico;
  • entro 20 giorni dall’avvio del provvedimento disciplinare il lavoratore viene denunciato alla Procura regionale della Corte dei Conti;
  • trascorsi i 30 giorni il dipendente viene licenziato e gli potrà essere comminata dallo Stato anche una multa per danni di immagine, pari almeno a sei mesi dello stipendio.

Per i dipendenti statali sono mesi di novità: il 22 giugno scorso è entrato in vigore il nuovo Codice Disciplinare e nei prossimi mesi dovrà essere portato a termine il tanto travagliato iter di rinnovo dei contratti. A completare il quadro la certezza che, da oggi, i furbetti del cartellino potranno difficilmente sfuggire alla stretta contro l’assenteismo.