Referendum sul Jobs Act: oggi il voto della Corte Costituzionale

Diego Denora - Leggi e prassi

Oggi il voto della Corte Costituzionale per referendum abrogativo su Jobs Act proposto da CGIL: cosa propone il sindacato per migliorare le condizioni dei lavoratori? Ecco le novità.

Referendum sul Jobs Act: oggi il voto della Corte Costituzionale

Referendum sul Jobs Act: è previsto oggi il voto della Corte Costituzionale sull’ammissibilità dei quesiti depositati dalla CGIL.

Il Jobs Act subisce da giorni un attacco violento da parte della sigla sindacale più agguerrita del paese quanto a difesa dello statuto dei lavoratori. La stessa CGIL considera alimento per il lavoro nero l’uso dei voucher, nonché illegittimo il cambiamento sull’articolo 18 dello Statuto dei Lavoratori.

Il referendum proposto dall’associazione sindacale suddetta, la CGIL, propone specifiche modifiche propugnate a gran voce negli ultimi mesi: in particolare sarebbero tre i punti della nuova riforma del lavoro, che necessiterebbero di tornare al passato.

La Corte Costituzionale è chiamata a giudicare la legittimità della proposta, visto che l’Avvocatura di Stato, non molti giorni fa, ha dichiarato manipolativo e propositivo il voto su questi articoli, oggetto di più di venti anni di battaglie e tira e molla tra parlamento, imprenditori e sindacati. Cambiare di nuovo significherebbe scrivere una nuova norma, vediamo quali sono i propositi.

Referendum sul Jobs Act: cosa si propone

Il referendum, che guarda alla Legge 300/1970 o più comunemente Statuto dei Lavoratori, spinge il ritorno alla tutela dei lavoratori riguardo a casi di licenziamento per discriminazione, mancata comunicazione della causa ed espulsione senza motivo.

Il Jobs Act ha sostanzialmente cancellato la possibilità di essere reintegrati nel posto di lavoro, nonché di percepire una indennità in caso di mancato reintegro. Gli effetti su assunzioni e licenziamenti sono stati evidenti ed epocali, tuttavia, la CGIL sembrerebbe spingere per andare ancora più indietro: reintegrazione obbligatoria per quelle aziende con più di 5 dipendenti.

Cosa si propone, in sintesi, non favorirebbe le assunzioni, poiché incoraggerebbe il nanismo delle aziende: spaventate dalla possibilità di licenziare lavoratori inadeguati, causa il reintegro obbligatorio, non supererebbero la suddetta soglia di dipendenti.

Referendum Jobs Act e Corte Costituzionale: altro quesito sui voucher

La Corte costituzionale ha al vaglio anche altri quesiti di pari importanza, di cui il più importante è sul tema molto discusso dei voucher, strumento molto utilizzato negli ultimi mesi per regolarizzare il lavoro accessorio da parte di molte categorie lavorative.

La demonizzazione dei buoni lavoro Inps attuata dalla sigla sindacale non è ben vista dal Governo che, se pur intenzionato a mettere mano su imprecisioni e punti deboli, non intende cedere il passo anzi sarebbe interessato ad un confronto tra parti sociali e INPS, per garantire l’interesse dei lavoratori.

Altro quesito importante è nei riguardi di alcune disposizioni sulle responsabilità negli appalti in caso di violazioni dei diritti dei lavoratori: malgrado passi inosservato, anche in questo caso la battaglia portata avanti dal sindacato è molto accesa.

Il referendum sul Jobs Act proposto dalla CGIL è attualmente al vaglio di legittimità, attendiamo ulteriori sviluppi.