Irpef: aliquote e scaglioni 2017. La guida completa

Irpef: aliquote e scaglioni 2017. La guida completa

Giuseppe Guarasci - Irpef

Aliquote e scaglioni Irpef 2017, calcolo e istruzioni busta paga e modello F24. Ecco la guida completa ed aggiornata all'imposta sul reddito delle persone fisiche.

Aliquote Irpef 2017: ecco quali sono e quanto si paga.

La riforma dell’Irpef 2017, più volte proclamata dal Governo Renzi non potrà entrare in vigore già da quest’ anno. La mancanza di fondi di bilancio, infatti, ha comportato il posticipo della riforma di aliquote e scaglioni IRPEF 2017. E forse sarebbe bene dire meglio così, visto che si attende un aumento delle aliquote sui redditi delle classi medie; aumento che rischia di penalizzare ulteriormente le famiglie italiane, già ampiamente stressate da condizioni economiche e fiscali particolarmente sfavorevoli.

Di conseguenza, tutto invariato, o quasi, per aliquote Irpef 2017 e relativi scaglioni.

Ecco quindi i dettagli relativi all’imposta sulle persone fisiche o IRPEF: soggetti passivi, scaglioni, presupposti, calcolo ed aliquote, con un focus finale sulle possibili riforme, preannunciate per il 2017 e rinviate all’anno successivo.

Ecco la nostra guida completa ed aggiornata all’imposta sul reddito delle persone fisiche (Irpef).

Irpef: aliquote e scaglioni 2017

Gli scaglioni e le aliquote IRPEF 2017 da applicare al reddito imponibile sono cinque:

  • 1° scaglione, riguarda tutti i contribuenti che hanno un reddito compreso tra 0 e 15 mila euro. Per questi cittadini l’aliquota Irpef è prevista in misura pari al 23% e corrisponde, in caso di reddito pari 15.000 euro, ad una tassazione di 3450 euro. Nulla è dovuto per i redditi inferiori ad 8.174,00 euro (no tax area);
  • 2° scaglione, comprende tutti cittadini con reddito tra 15.001 e 28 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef prevista per i contribuenti è del 27%;
  • 3° scaglione, riguarda i redditi compresi tra 28.001 e 55 mila euro. L’aliquota Irpef è pari al 38%;
  • 4° scaglione, che coinvolge tutti i cittadini con reddito da 55.001 a 75 mila euro. In questo caso l’aliquota Irpef da corrispondere sulla parte eccedente la quota di 55 mila euro è pari al 41%.;
  • 5° scaglione, interessa i soggetti con reddito oltre i 75 mila euro, per i quali l’aliquota Irpef applicata è del 43%.

Va ricordato che a partire dal secondo scaglione Irpef in poi, ossia in caso di reddito superiore a quello con aliquota Irpef base, le aliquote Irpef 2017 successive vengono applicate solo per la parte di reddito eccedente.

Per fare un esempio: un soggetto con reddito pari a 20.000 euro dovrà corrispondere un’imposta pari a 3.450 euro + il 27% della parte eccedente i 15.000 euro (in questo caso 1.350 euro ovvero il 27% di 5.000).

Bonus Irpef 2017 - Renzi 80 euro - per i redditi fino a 26.000 euro

Per i redditi inferiori a 26.000 è previsto un bonus fiscale denominato bonus Renzi o bonus 80 euro. Il bonus è pieno (80 euro) fino a 24.000 euro di reddito; scende progressivamente fino ad azzerarsi alla soglia dei 26.000 euro.

Per approfondire come funziona il bonus Renzi 80 euro e come stare attenti a non rientrare nei casi della restituzione, i lettori interessati possono fare riferimento al nostro approfondimento tematico:
Bonus Renzi 2017 80 euro: come funziona? In quali casi avviene la restituzione? La guida completa

Irpef aliquote e scaglioni 2017: ecco la procedura di calcolo

Per calcolare l’IRPEF 2017 e passare dallo stipendio lordo allo stipendio netto in busta paga occorre procedere secondo i seguenti step:

  • determinare il reddito mensile, facendo concorrere alla sua formazione:
    • lo stipendio del periodo considerato, al netto dei contributi INPS a carico del lavoratore;
    • le indennità di trasferta (le relative diarie sono imponibili per la parte che eccede determinati importi giornalieri, differenziati a seconda che si tratti di trasferte in Italia o all’estero);
    • la parte imponibile delle indennità e degli assegni vari (esclusi quelli per il nucleo familiare);
  • sottrarre dal reddito mensile così ottenuto gli oneri deducibili (ad esempio l’assegno al coniuge separato corrisposto direttamente dal datore di lavoro) ottenendo così l’imponibile fiscale;
  • applicare all’imponibile fiscale così ottenuto le aliquote IRPEF previste dalla normativa vigente a seconda dello scaglione di reddito in cui ci si viene a trovare, ottenendo così l’imposta lorda;
  • sottrarre, infine, le detrazioni fiscali IRPEF previste dal Tuir per tenere conto dell’effettiva capacità contributiva del lavoratore (ad esempio le detrazioni per carichi di famiglia e/o le detrazioni fiscali per spese sanitarie).

Eseguendo questi calcoli si ottiene l’imposta netta che, sottratta allo stipendio lordo, ci consente di ottenere lo stipendio netto.

Le novità previste per l’anno 2017

L’obiettivo del Governo Renzi con la Legge di Bilancio 2017 era soprattutto quello di promuovere una progressiva riduzione delle tasse su cittadini e imprese al fine di determinare un aumento gli investimenti e di conseguenza un incremento del PIL.
La sconfitta elettorale del 4 dicembre scorso ha tuttavia cambiato le carte in tavola.

La nuova riforma dell’IRPEF (forse nel 2018?) dovrebbe prevedere la riduzione degli scaglioni, che da 5 diventeranno 3, oltre alla rimodulazione delle aliquote.

Le nuove aliquote ed i nuovi scaglioni potrebbero essere i seguenti:

  • 1° scaglione, aliquota al 27,5% per i redditi fino a 15 mila euro;
  • 2° scaglione, aliquota al 31,5% per i redditi da 15 mila a 28 mila euro;
  • 3° scaglione, aliquota al 42% o 43% per i redditi superiori a 28 mila euro.

Nel 2017, inoltre, sono entrate in vigore altre importanti misure che vertono sulla riduzione delle tasse, come ad esempio il taglio Ires 2017 per le società di capitali, che passa dall’attuale 27,5% all’aliquota del 24% (taglio già previsto dalla Legge di Stabilità 2016); già questo potrebbe portare un nuovo stimolo alle attività produttive insieme al bonus produttività ed al super ammortamento. Sempre a partire da quest’anno è stata introdotta la nuova IRI - imposta sul reddito imprenditoriale - per le società di persone e ditte individuali.

Cos’è l’IRPEF? Guida a calcolo, aliquote e scaglioni dell’imposta sul reddito delle persone fisiche

L’imposta sul reddito delle persone fisiche, abbreviata con l’acronimo IRPEF, è un’imposta diretta, personale, progressiva e generale.

Il presupposto dell’IRPEF è il possesso di redditi rientranti in una delle seguenti categorie:

  • redditi fondiari;
  • redditi di capitale;
  • redditi di lavoro dipendente;
  • redditi di lavoro autonomo;
  • redditi di impresa;
  • redditi diversi.

È un’imposta progressiva, in quanto colpisce il reddito con aliquote che dipendono dagli scaglioni di reddito, ed è di carattere personale, essendo dovuta, per i soggetti residenti sul territorio dello Stato, per tutti i redditi posseduti, anche se prodotti all’estero.

I soggetti passivi dell’IRPEF (art. 2, D.P.R. 917/1986) sono:

  • le persone residenti sul territorio italiano, per i cespiti posseduti ed i redditi prodotti in patria o all’estero;
  • le persone non residenti sul territorio italiano, per i redditi prodotti nel territorio italiano;
  • i soggetti passivi impropri, ossia le società di persone le società di capitali i cui soci hanno adottato la cosiddetta “tassazione per trasparenza”.

L’IRPEF si applica sul reddito complessivo dei soggetti passivi, questo è formato dai redditi posseduti al netto degli oneri deducibili (art. 10, D.P.R. 917/1986), nonché delle deduzioni spettanti (artt. 11 e 12, D.P.R. 917/1986). L’imposta Irpef dovuta scaturisce quindi dall’applicazione dell’aliquota, diversa a seconda dello scaglione di reddito in cui si rientra, al reddito imponibile del contribuente.

Dai redditi imponibili, sono esclusi i redditi soggetti a tassazione separata, elencati dall’art. 17 (ex art. 16) del D.P.R. 917/1986, a meno che il contribuente non abbia optato per la tassazione ordinaria (art. 3, c. 2, D.P.R. 917/1986).

La normativa fiscale, stabilisce poi un valore di reddito al di sotto del quale la persona fisica è esente da imposizione fiscale, tale limite è definito no tax area.

Per il 2017, la No Tax Area riguarda i seguenti soggetti:

  • pensionati al di sopra dei 75 anni che abbiano un reddito complessivo inferiore agli 8.000 euro;
  • lavoratori dipendenti con reddito complessivo inferiore agli 8.174 euro all’anno.

Iscriviti alla nostra newsletter


Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del D.Lgs. 196/03