Quanto guadagna un consulente del lavoro?

Redazione - Consulenti del lavoro

Quanto guadagna un consulente del lavoro? Dopo un calo dei redditi registrato nel 2014 oggi tornano a salire i compensi di chi esercita la professione. Ecco alcuni dati.

Quanto guadagna un consulente del lavoro?

Quanto guadagna un consulente del lavoro? Una domanda tipica di chi si trova a dover scegliere se oggi dopo la laurea conviene o meno iniziare la pratica per diventare consulente del lavoro.

Per di diventare consulente del lavoro è necessario non soltanto conseguire una laurea in scienze politiche, economia o giurisprudenza, ma anche effettuare un periodo di praticantato e l’Esame di Stato per l’iscrizione all’Albo dei consulenti del lavoro.

Perciò prima di intraprendere il percorso per la professione è bene informarsi se vale la pena iniziare un percorso che comporta un impegno non indifferente e sicuramente molti sacrifici.

Il guadagno di un consulente del lavoro può, soprattutto con il passare degli anni, essere notevolmente ripagato: fondamentale è l’impegno e la passione ma a fare la differenza sarà anche la scelta di lavorare come consulente dipendente in un’azienda oppure aprire uno studio professionale di consulenza del lavoro.

La differenza tra quanto si guadagna nei due casi è notevole, ma specifichiamo meglio di seguito quali sono vantaggi e svantaggi.

Quanto guadagna un consulente del lavoro?

Se i guadagni dei professionisti negli ultimi anni stanno registrando un calo notevole, i dati mostrano come per chi lavora come consulente del lavoro la situazione non sia proprio così.

Il compenso di un consulente del lavoro che ha uno studio professionale proprio permette di arrivare a guadagni considerevoli; in questo caso a fare da discrimine è sicuramente il numero di clienti.

Per un consulente del lavoro competente, conosciuto e affidabile il guadagno mensile può arrivare a superare i 3.000 euro. Ovviamente non si tratta di un compenso garantito: l’attività della libera professione comporta dei rischi e dei costi, soprattutto per chi ha cominciato da poco l’attività di consulente del lavoro e che dovrà necessariamente confrontarsi con professionisti noti, con più esperienza e da anni nel settore.

Per questo molti di coloro che sono interessati a lavorare come consulente del lavoro preferiscono essere assunti come dipendenti: in questo caso il guadagno sarà pressoché fisso ma garantito.

Prima di analizzare i due diversi casi, vediamo di seguito alcuni dati sul guadagno di un consulente del lavoro e su quali sono state le variazioni negli ultimi anni, dalla crisi della professione ad un nuovo incremento dei compensi percepiti dai professionisti del settore.

Consulenti del lavoro: dalla crisi al nuovo aumento dei guadagni

I dati sui redditi dei consulenti del lavoro mostrano come, nel corso degli anni, la professione sia stata caratterizzata da una netta controtendenza rispetto a quanto dimostrano i guadagni di altri professionisti, come avvocati o commercialisti.

A partire dagli anni 2000 e fino al 2012 il reddito medio dei consulenti del lavoro ha avuto un aumento costante, passando da circa 30.000 euro a 37.000 euro. Nel corso degli anni si è dunque registrata una crescita costante, nonostante una concorrenza spesso spietata dovuta all’aumento notevole degli iscritti registrati dall’ENPACL.

L’aumento dei guadagni dei consulenti del lavoro è stato un unicum fino al 2014, quando il resto delle professioni sentiva da un lato il peso della crisi economica e dall’altro una concorrenza che si è caratterizzata per tariffe professionali al ribasso.

Fino al 2014, appunto, perché è questo l’anno in cui anche per i consulenti del lavoro si è registrata una crisi importante, con guadagni inferiori del 21,80% se confrontati con i dati del 2005 e pari, in media, a 47.310 euro.

Negli ultimi anni, tuttavia, gli ultimi dati sui redditi dei professionisti hanno mostrato come il guadagno medio di un consulente del lavoro sia tornato a salire: i consulenti del lavoro, insieme a commercialisti e ragionieri, guadagnano il quarto posto nella classifica dei professionisti con reddito pari a 48.900 euro nel 2015, registrando un aumento pari a 1.590 euro rispetto al 2014.

Ovviamente il guadagno di un consulente del lavoro è influenzato da diversi fattori: età, anni di esercizio della professione, attività svolta come dipendente o come libero professionista con studio personale. Cerchiamo di capire le differenze.

Quanto guadagna un consulente del lavoro con studio personale

Un consulente del lavoro che dopo l’abilitazione e l’iscrizione all’Albo sceglie di avviare un proprio studio di consulenza personale si troverà, inizialmente, a fare i conti con un guadagno inferiore alle aspettative.

Questo perché nonostante chi lavora come consulente del lavoro guadagna in media cifre molto alte, con redditi annui che arrivano anche ad 80.000 euro, l’avvio di uno studio professionale non è certo facile: per prima cosa ci sono i costi di gestione della propria attività, affitto, imposte e contributi da pagare.

Secondo fattore che fa la differenza è l’“anzianità di servizio”: un giovane consulente del lavoro dovrà farsi conoscere ed emergere in un mercato del lavoro dove la concorrenza è senza dubbio tanta e dove a fare la differenza sono competenza, esperienza ma anche una buona strategia di marketing.

Sta di fatto che investire nella professione ma soprattutto sulla propria formazione e competenze è senza dubbio redditizio: il guadagno di un consulente del lavoro affermato e con uno studio professionale di medie dimensioni si assesta, secondo gli ultimi dati, attorno alla media di 50.000 euro all’anno.

Quanto guadagna un consulente del lavoro dipendente

L’alternativa al lavoro come libero professionista è il lavoro dipendente come consulente del lavoro presso studi oppure presso aziende che si occupano di servizi.

In questo caso la retribuzione di un consulente del lavoro varia sulla base del contesto di lavoro in cui si è inseriti: ci sono aziende che consentono di guadagnare anche 2.300 euro netti al mese e altre nelle quali la paga diminuisce nettamente, arrivando anche a 1.000 euro.

Anche in questo caso la differenza tra un consulente del lavoro che guadagna molto e chi è invece pagato meno è data dall’esperienza: la retribuzione è, in molti casi, determinata anche sulla base del proprio curriculum.