Fattura semplificata IVA: istruzioni per la compilazione

Fattura semplificata IVA: istruzioni per la compilazione

Giuseppe Guarasci - IVA

Istruzioni compilazione fattura semplificata ai fini IVA ed elenco casi in cui può essere utilizzata.

A partire dal primo gennaio 2013 le imprese ed i professionisti (soggetti passivi IVA) possono emettere la fattura semplificata in sostituzione di quelle ordinarie per operazioni di importo non superiore a € 100 inteso come comprensivo di imponibile più IVA.

La fattura semplificata è stata introdotta dalla legislazione fiscale italiana al fine di recepire la nuova normativa sull’IVA comunitaria.
Sussiste la possibilità che in futuro l’importo limite possa essere innalzato fino a € 400 o addirittura eliminato per specifici settori d`attività, questo però solo mediante un apposito decreto del Ministero dell`Economia e delle Finanze.

La fattura semplificata rappresenta una soluzione caratterizzata dalla presenza di uno scarso numero di informazioni e da importi decisamente ridotti, è di particolare utilità per i soggetti che lavorano in alcuni settori specifici, come ad esempio può essere la ristorazione: in queste attività può risultare davvero utile il suo utilizzo, sia per ottimizzare i tempi sia per una maggiore semplificazione della normale procedura di emissione.

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Fattura semplificata: cos’è e quando si usa? Ecco tutti i riferimenti normativi

Cos’è la fattura semplificata? Dal 1° Gennaio 2013, con il recepimento della c.d Direttiva UE “fatturazione”, la legge n.228 del 2012 ha inserito nel DPR n. 663/1972 l’articolo 21-bis, il quale disciplina l’emissione di una fattura semplificata che può essere emessa in sostituzione della fattura ordinaria da tutti i soggetti passivi IVA per operazioni di importo complessivo non superiore a 100 euro e per le note di variazione previste dell’articolo 26 del DPR n. 663/1972.
L’importo complessivo inteso come una somma dell’imponibile più l’imposta, in riferimento all’articolo 220-bis della direttiva 2006/112/UE modificata dalla direttiva 2010/45UE del 13 luglio 2010.
In buona sostanza, la fattura semplificata è un documento contenente un numero di informazioni ridotte rispetto a quelle ordinariamente previste dalla fattura ordinaria, così come previsto dall’articolo 21 del DPR n. 633/1972.

Fattura semplificata: come si compila? Ecco i dati obbligatori da riportare

Come si compila la fattura semplificata?
La fattura semplificata deve contenere i seguenti dati obbligatori:

  • data di emissione e numero progressivo che consentano di identificare la fattura semplificata senza possibilità di equivoco;
  • ragione o denominazione sociale, ditta, nome e cognome, residenza e/o domicilio del soggetto cedente-prestatore;
  • numero di partita IVA del soggetto cedente-prestatore;
  • ragione sociale, ditta, nome e cognome, residenza e/o domicilio del soggetto cessionario-committente;
  • indicazione dei servizi offerti-beni ceduti;
  • ammontare del totale documento e dell’imposta;
  • in caso di nota di addebito o di accredito, riferimento ad eventuale fattura rettificata con indicazioni e sulle specifiche degli elementi soggetti a modifica.

La fattura semplificata: le semplificazioni introdotte ed i casi di esclusione

Passiamo ad analizzare le semplificazioni introdotte con la fattura semplificata ed i casi di esclusione.

Fattura semplificata: tutti i vantaggi
La fattura semplificata presenta delle importanti semplificazioni ed agevolazioni sintetizzabili nella possibilità di:

  • specificare soltanto partita IVA o codice fiscale del cliente nazionale, tralasciando i dati anagrafici-residenziali;
  • specificare il numero di identificazione IVA per il cliente comunitario (prefisso e num. di partita IVA estera), tralasciando i dati anagrafici-residenziali;
  • specificare il totale dell’ammontare complessivo (per es.: 80 euro come totale fattura con 22% di IVA o 80 euro come totale fattura con 14,42 euro di IVA);
  • specificare il dettaglio di servizi resi-beni ceduti, invece della natura-quantità-qualità degli stessi.

Quando non è possibile usare la fattura semplificata?
Esistono, infine, alcuni casi specifici nei quali non è possibile usare la fattura semplificata.

Tra questi ricordiamo le seguenti fattispecie nelle quali non è possibile fruire della fattura semplificata:

  • cessioni intracomunitarie (vedi art. 41 DL num. 331/1993);
  • vendite a distanza;
  • prestazioni di servizi o cessioni di beni eseguite verso soggetto passivo stabilito in altro Stato comunitario dove l’imposta è dovuta.

Al contrario, è possibile utilizzare la fattura semplificata in caso di prestazioni effettuate verso soggetto passivo di imposta stabilito in Paese extra Unione Europea.

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