Turismo, dati Unioncamere: il 15% di alberghi e strutture è ancora chiuso

Alessio Mauro - Lavoro

Turismo, i dati di Unioncamere e Isnart, presentati con il comunicato stampa del 7 luglio 2020, mostrano un settore in profonda crisi: nonostante la stagione estiva il 15% di alberghi e strutture ricettive non ha riaperto. Il 98,4% delle imprese dovrà ridurre i lavoratori rispetto all'anno scorso.

Turismo, dati Unioncamere: il 15% di alberghi e strutture è ancora chiuso

Turismo, i dati di Unioncamere e Isnart, Istituto nazionale di ricerche turistiche, del comunicato stampa del 7 luglio 2020 mostrano un settore che sta scontando duramente le conseguenze economiche negative del Coronavirus.

L’indagine svolta su un campione rappresentativo di 2.000 imprese ricettive fotografa una situazione di grande difficoltà: il 15% di alberghi e strutture non ha ancora riaperto.

Il 98,4% delle imprese dichiara di dover ridurre gli addetti, fissi e stagionali, rispetto allo scorso anno.

Neppure il bonus vacanze sembra migliorare la situazione.

Turismo, dati Unioncamere e Isnart: il 15% di alberghi e strutture è ancora chiuso

Il turismo è uno dei settori che più risente della crisi economica legata all’emergenza Coronavirus.

Una fotografia tutt’altro che incoraggiante è presentata attraverso il comunicato stampa di Unioncamere del 7 luglio 2020.

Unioncamere - Comunicato stampa del 7 luglio 2020
Turismo: ancora chiuse il 15% delle strutture ricettive. L’industria dell’ospitalità ridurrà l’occupazione rispetto all’anno scorso.

Stando ai dati raccolti con un’indagine su un campione di circa 2.000 imprese ricettizie, nonostante l’inizio della stagione estiva il 15% di alberghi e strutture non ha ancora riaperto.

Il 98,4% del totale delle imprese dichiara che sarà costretto a ridurre i lavoratori fissi e stagionali, rispetto allo scorso anno.

Le imprese che sono state interpellate dalle Camere di Commercio hanno sottolineato che anche il bonus vacanze non sembra sortire effetti significativi sulla situazione di crisi: l’adesione è modesta e il 30,8% afferma di non accettarlo.

Anche dal punto di vista dei potenziali fruitori non viene mostrato entusiasmo per la misura. Il 57,6% delle strutture dichiara di non avere ricevuto prenotazioni con questa modalità.

Turismo, dati Unioncamere e Isnart: perché gli alberghi restano chiusi

Nell’indagine svolta da Unioncamere ed Isnart vengono forniti alcuni elementi di contorno per comprendere meglio le motivazioni della scelta di alberghi e strutture ricettizie di rimanere chiusi.

La motivazione più diffusa, per il 46% del totale, risiede nei costi elevati per l’adeguamento, imposti dalle linee guida del comitato tecnico scientifico.

Segue la scarsità delle prenotazioni, con il 34% delle imprese che ancora non hanno riaperto i battenti.

Le camere prenotate, per il mese di agosto, si attestano al 36,6% di quelle disponibili.

A livello territoriale l’Italia centrale è quella che risente meno della crisi: la percentuale sale al 40%. Nel Nord Ovest la percentuale scende al 29,3%. Nel Sud, invece, le prenotazioni si fermano al 34%.

A livello economico l’80% degli intervistati dichiara che chiuderà l’anno in perdita.

Commentando i dati il presidente Isnart, Roberto Di Vincenzo spiega che:

“In un anno così incerto e sfavorevole, il 23% delle prenotazioni presso le strutture ricettive da turisti locali dice che, per reggere l’impatto di questa crisi, serve lavorare sul turismo di prossimità. Questo può aiutare imprese e destinazioni ad intercettare la domanda dei turisti provenienti da territori limitrofi, un vantaggio da capitalizzare anche per quando si potrà tornare ad accogliere turisti stranieri.”

Roberto di Vincenzo sottolinea l’importanza di valorizzare il territorio, coinvolgendo il terzo settore:

“Conoscere e far conoscere meglio il proprio territorio e ciò che offre in termini di prodotti turistici alternativi alla vacanza tradizionale deve diventare un obiettivo per il “sistema del turismo” che deve riuscire a coinvolgere la scuola e l’associazionismo per far crescere la forza identitaria delle realtà locali.

Pur nella consapevolezza che il turismo è uno dei settori maggiormente colpiti dalla crisi, questa criticità potrebbe trasformarsi in un’occasione per far emergere potenzialità ancora inespresse, concretizzando nuove opportunità di promozione e di lavoro che le imprese possono cogliere per riposizionarsi anche al di fuori della stagione estiva.”

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