Sport bonus 2019: esteso anche a persone fisiche ed enti non commerciali

Rosy D’Elia - Imposte

Sport bonus 2019: esteso anche a persone fisiche ed enti non commerciali. Nella Legge di Bilancio novità per le agevolazioni sulle erogazioni liberali destinate agli impianti sportivi pubblici.

Sport bonus 2019: esteso anche a persone fisiche ed enti non commerciali

Sport bonus 2019: anche le persone fisiche e gli enti non commerciali hanno diritto a un credito d’imposta del 65% per le erogazioni liberali destinate agli impianti sportivi pubblici. Lo stabilisce la Legge di Bilancio 2019 che ha confermato e rivisitato l’agevolazione.

Le donazioni in denaro effettuate nel corso dell’anno solare 2019 per interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici e per la realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche danno diritto a un credito d’imposta in misura pari al 65% delle erogazioni effettuate, anche nel caso in cui le stesse siano destinate ai soggetti concessionari o affidatari degli impianti medesimi.

Sport bonus 2019: l’agevolazione rivisitata nella Legge di Bilancio

Anche lo sport paga, come l’arte. E nel 2019, come previsto nei commi 621-628 della Legge di Bilancio, si amplia la platea di chi può accedere ai benefici connessi alle erogazioni liberali, non più solo i soggetti titolari di reddito d’impresa ne hanno diritto, ma anche due nuove categorie di contribuenti:

  • persone fisiche;
  • enti non commerciali.

Una novità riguarda anche l’ambito di applicazione: se nel 2018 solo le donazioni finalizzate a sostenere interventi di manutenzione e restauro di impianti sportivi pubblici davano diritto a un credito d’imposta, nel 2019 anche il supporto alla realizzazione di nuove strutture sportive pubbliche lo concede.

Cambiano anche la misura e i limiti dello sport bonus. Un credito d’imposta pari al 65% delle erogazioni effettuate, non cumulabile, è riconosciuto:

  • alle persone fisiche e agli enti non commerciali nel limite del 20% del reddito imponibile;
  • ai titolari di reddito d’impresa nel limite del 10 per mille dei ricavi annui. Per il 2018, invece, restava nei limiti del 3 per mille dei ricavi annui, in misura pari al 50% delle erogazioni liberali in denaro fino a 40mila euro effettuate nel corso dell’anno.

E inoltre il limite complessivo di spesa previsto per lo sport bonus passa da 10 milioni di euro del 2018 a 13,2 milioni di euro del 2019.

Sport bonus 2019: come beneficiare dell’agevolazione

Le disposizioni necessarie per l’attuazione dello sport bonus 2019 saranno chiarite con un un decreto del presidente del Consiglio dei ministri, ma intanto è già possibile ripercorrere alcune procedure a cui dovranno attenersi i contribuenti che rientrano nella categoria dei titolari di reddito d’impresa e i beneficiari delle erogazioni liberali.

I titolari di reddito d’’impresa possono utilizzare in compensazione il credito d’imposta a cui hanno diritto tramite il modello F24, rispettando la ripartizione in tre quote annuali di pari importo.

Lo sport bonus non è rilevante ai fini delle imposte sui redditi e dell’Irap e in questo caso non vigono:

  • il limite annuale di 250mila euro relativo all’utilizzo dei crediti d’imposta da indicare nel quadro RU della dichiarazione dei redditi (articolo 1, comma 53, legge 244/2007);
  • il limite massimo dei crediti d’imposta compensabili con F24 fissato in 700mila euro per ciascun anno solare (articolo 34, legge 388/2000).

Ai beneficiari delle erogazioni liberali spettano gli obblighi comunicativi. Sono, infatti, tenuti a procedere con le seguenti operazioni:

  • comunicare immediatamente all’Ufficio per lo sport della presidenza del Consiglio dei ministri l’ammontare delle somme ricevute e la loro destinazione;
  • rendere adeguatamente pubbliche, attraverso l’utilizzo di mezzi informatici, tali informazioni;
  • comunicare, entro il 30 giugno di ogni anno successivo a quello dell’erogazione e fino a che i lavori di manutenzione, restauro o realizzazione di nuove strutture non siano ultimati, all’Ufficio per lo sport lo stato di avanzamento dei lavori, anche mediante una rendicontazione delle modalità di utilizzo delle somme.

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