Scadenza IVA, ritenute e contributi INPS: il 16 marzo 2021 ripartono i versamenti sospesi

Scadenza il 16 marzo 2021 per la ripresa dei versamenti sospesi. Per IVA, ritenute e contributi INPS sospesi a novembre e dicembre è dietro l'angolo il primo appuntamento con l'Erario. Si potrà scegliere di pagare a rate o in un'unica soluzione.

Scadenza IVA, ritenute e contributi INPS: il 16 marzo 2021 ripartono i versamenti sospesi

Scadenza il 16 marzo 2021 per IVA, ritenute e contributi INPS sospesi: l’appuntamento per la ripresa dei versamenti congelati a novembre e dicembre è ormai dietro l’angolo.

I titolari di partita IVA beneficiari dell’ultima proroga dei versamenti relativi all’IVA periodica, alle ritenute ed addizionali Irpef così come ai contributi previdenziali potranno versare l’importo dovuto in un’unica soluzione o in un massimo di quattro rate.

Tra le numerose proroghe fiscali in arrivo con il decreto Sostegno, al momento non sono state annunciate novità in merito ad un nuovo rinvio dei versamenti sospesi.

Facciamo quindi il punto sulle somme dovute entro la scadenza del 16 marzo 2021.

Scadenza IVA, ritenute e contributi INPS: il 16 marzo 2021 ripartono i versamenti sospesi

Il 16 marzo 2021 è una delle scadenze fiscali più rilevanti del mese. Sul fronte dei versamenti, all’ordinario si aggiunge lo “straordinario”, relativo per l’appunto alle imposte sospese negli ultimi due mesi dello scorso anno.

Il decreto Ristori bis e successivamente il decreto Ristori quater hanno disegnato l’ultima proroga dei versamenti IVA, ritenute, addizionali e contributi previdenziali.

A partire da martedì 16 marzo bisognerà provvedere al versamento delle somme sospese. I versamenti di IVA e ritenute dovranno essere eseguiti secondo le regole ordinarie.

Per quel che riguarda invece i contributi INPS, le istruzioni sono state fornite con il messaggio n. 896 del 2 marzo 2021.

In ogni caso, ai titolari di partita IVA chiamati alla cassa entro la scadenza del 16 marzo 2021 è consentita la possibilità di rateizzare la somma dovuta.

I versamenti potranno essere effettuati, senza sanzioni ed interessi:

  • in un’unica soluzione;
  • in un massimo di 4 rate mensili di pari importo, di cui la prima da pagare entro la scadenza del 16 marzo, e le successive entro il giorno 16 di ciascun mese.

Si fa presente che, accanto alla ripresa dei versamenti sospesi, il 16 marzo 2021 è fissato l’appuntamento con gli adempimenti periodici e, soprattutto, con la scadenza del saldo IVA e della tassa annuale di vidimazione dei libri sociali.

Ricordiamo inoltre che il 13 marzo il MEF ha comunicato che nel decreto Sostegno sarà ufficializzata la proroga per la scadenza della certificazione unica 2021 e per la trasmissione delle spese per il 730 precompilato.

Scadenze IVA, ritenute e contributi: chi paga entro il 16 marzo 2021

Si ricorda che la proroga dei versamenti di novembre prevista dall’articolo 7 del decreto Ristori n. 149/2020, in relazione all’IVA periodica, alle ritenute Irpef ed addizionali, era riconosciuta ai soggetti:

  • esercenti attività sospese dal DPCM del 3 novembre 2020;
  • esercenti attività di ristorazione, situati in zona arancione o zona rossa;
  • esercenti attività alberghiera, agenzie di viaggio e tour operator situati in zone rosse.

Per quel che riguarda i versamenti di dicembre 2020 relativi ad IVA (compreso l’acconto), ritenute, addizionali e contributi previdenziali, il decreto Ristori n. 157/2020 all’articolo 2 ha riconosciuto la proroga in favore di:

  • partite IVA con ricavi o compensi fino a 50 milioni di euro nel 2019, in caso di riduzione di fatturato o corrispettivi pari almeno al 33% a novembre 2020 rispetto a novembre 2019;
  • partite IVA a prescindere dai requisiti di riduzione di fatturato e limite di ricavi:
    • esercenti attività sospese dal DPCM del 3 novembre 2020;
    • esercenti attività alberghiera, agenzie di viaggio e tour operator nelle zone rosse;
    • in zona rossa, esercenti attività individuate dall’allegato 2 del decreto Ristori bis;
    • ristoranti in zone rosse o arancioni.

La sospensione dei versamenti di novembre e dicembre, disposta secondo un criterio “a strati” ed in relazione alle ripercussioni economiche causate per ciascun settore, è ormai arrivata al termine.

Come evidenziato in apertura, la scadenza del 16 marzo 2021 impone ai titolari di partita IVA di ripartire con i versamenti periodici dovuti in favore dell’Erario.

Un appuntamento non certo gradito, considerando le pesanti ripercussioni economiche derivanti dalle nuove restrizioni previste dal 15 marzo, con l’Italia che torna quasi totalmente in rosso e arancione.

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