Saldo e stralcio cartelle, Casse professionisti pronte al ricorso

Saldo e stralcio cartelle anche per i contributi dovuti alle Casse dei professionisti, ma gli Enti di previdenza di categoria annunciano il ricorso. La prima è la Cassa Forense degli avvocati.

Saldo e stralcio cartelle, Casse professionisti pronte al ricorso

Saldo e stralcio cartelle a rischio per i contributi dovuti dai professionisti iscritti alle Casse private. La prima ad intraprendere il percorso formale per il ricorso è la Cassa Forense degli avvocati, ma già negli scorsi giorni erano arrivate le prime proteste da parte della Cassa dei commercialisti e non solo.

Il saldo e stralcio per i contribuenti in difficoltà economica mette a rischio la sostenibilità finanziaria delle Casse private e produce l’effetto di penalizzare i professionisti iscritti che sceglieranno di aderire alla misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2019, che consente di sanare i debiti contributivi pagando soltanto una parte della somma dovuta.

La novità, parte del complesso progetto di pace fiscale, interesserà anche le Casse di previdenza dei liberi professionisti che hanno affidato all’esterno la riscossione dei contributi non pagati dai propri iscritti. Avvocati, commercialisti, biologi, medici e geometri. Esclusi invece i consulenti del lavoro.

La Cassa Forense, dopo le prese di posizione anche da parte degli altri Enti privati (tra cui la Cassa dottori commercialisti, Cnpadc e dei biologi) ha approvato il 18 gennaio 2019 una mozione che evidenzia i profili di illegittimità costituzionale della norma, ed ha richiesto un riesame del saldo e stralcio per i professionisti da parte di Governo e Parlamento.

Nel caso in cui non ci fosse un passo indietro da parte del Governo, la minaccia dell’Ente previdenziale degli avvocati è quello di far valere le proprie ragioni davanti alla Consulta, coinvolgendo le altre Casse dei liberi professionisti.

Saldo e stralcio cartelle, Casse professionisti pronte al ricorso

Sono due le motivazioni che stanno portando le Casse dei liberi professionisti a schierarsi compatte contro il saldo e stralcio delle cartelle per i contributi dovuti dai propri iscritti.

A riassumerle è l’Ente di previdenza degli avvocati, che nella mozione approvata all’unanimità dal Comitato dei Delegati evidenzia che il pagamento agevolato delle cartelle relative a contributi non versati finirebbe con il ledere la sostenibilità finanziaria dell’Ente, oltre che con l’incidere negativamente sull’importo della pensione dei propri iscritti.

L’orientamento prevalente delle Casse di categoria, tra cui quella dei commercialisti, è che chi aderirà al saldo e stralcio delle cartelle dovrà compensare i minori versamenti con una pensione ridotta. L’obiettivo è quello di compensare entrate ed uscite e mitigare l’impatto che potrebbe avere la misura, prevista dalla Legge di Bilancio 2019, sulla sostenibilità finanziaria degli Enti.

Quello che richiedono le Casse private è che venga revisionata la norma che estende automaticamente il saldo e stralcio anche ai contributi dei professionisti. Così come sottolineato da Walter Anedda, presidente della Cassa dei Commercialisti (CNPADC) sarebbe stato più idoneo stabilire che ciascun Ente potesse deliberare la propria adesione o meno al saldo e stralcio delle cartelle.

Conto salato per gli enti di previdenza privati: l’impatto sulle casse di categoria potrebbe superare di gran lunga gli 8 milioni di euro indicati nella relazione tecnica della Legge di Bilancio 2019 e per i commercialisti potrebbe valere decine di milioni di euro.

Il minor gettito di entrate stimabili per la sola cassa degli avvocati sarebbe invece pari a circa 110 milioni di euro.

Saldo e stralcio cartelle viola autonomia delle Casse dei liberi professionisti

La voce unanime delle Casse di categoria dei liberi professionisti è che il saldo e stralcio per i contributi contrasti con il principio contenuto nella sentenza della Corte Costituzionale n. 7 dell’11 gennaio 2017, che aveva ribadito la necessità di garantire l’autonomia finanziaria degli enti.

Il richiamo alla sentenza che aveva dichiarato illegittimo il prelievo per le casse di categoria introdotto in nome della spending review è contenuto tra le motivazioni della mozione della Cassa Forense.

Il rischio inoltre è che si creino situazioni di disparità per le varie Casse Previdenziali, a seconda dei diversi sistemi di riscossione e di recupero crediti da ciascuna adottati. Come sopra anticipato, ad esempio, i contributi non versati dai consulenti del lavoro non rientrano nel saldo e stralcio, in quanto l’Enpacl non ha affidato all’esterno il compito di riscossione.

Una questione che, in ogni caso, lascia nel limbo dell’incertezza quei professionisti che potrebbero aderire alla sanatoria delle cartelle e che potrebbe portare ancora novità in merito al saldo e stralcio.

Saldo e stralcio delle cartelle, ecco come funziona anche per i contributi previdenziali

Vale la pena quindi ricordare come funziona il saldo e stralcio delle cartelle ammesso anche per i contributi previdenziali non versati all’INPS ed alle Casse di Categoria.

Le cartelle di contribuenti in difficoltà economica, relative a ruoli affidati tra il 2000 e il 2017, potranno essere chiuse pagando il debito con tre diverse aliquote calcolate su tre diversi scaglioni di reddito ISEE.

Il valore del modello ISEE per aderire al saldo e stralcio delle cartelle 2019 non dovrà essere superiore a 20.000 euro e la rottamazione ter a condizioni agevolate prevede il pagamento anche a rate, dal 2019 al 2021, con aliquote pari al 16%, al 20% e al 35%. Per i contribuenti in crisi da sovraindebitamento, l’importo dovuto sarà invece pari al 10% del debito.

Bisognerà fare domanda entro la scadenza del 30 aprile 2019. Ma per i professionisti la possibilità di beneficiare del condono parziale dei debiti contributivi è circondata da un grosso alone di incertezza.

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