Rottamazione ter riaperta agli esclusi: le nuove scadenze del DL Semplificazioni

Rottamazione ter anche per i contribuenti precedentemente esclusi per non aver pagato le rate scadute entro il 7 dicembre 2018. La novità nel Decreto Semplificazioni approvato in Senato, con le nuove scadenze per il versamento delle rate o dell'importo in un'unica soluzione.

Rottamazione ter riaperta agli esclusi: le nuove scadenze del DL Semplificazioni

Rottamazione ter anche in caso di mancato pagamento delle rate scadute entro lo scorso 7 dicembre: la riapertura è una delle novità contenuta nella legge di conversione del Decreto Semplificazioni, approvato dal Senato il 29 gennaio.

Per i riammessi, tuttavia, vi sarà meno tempo per pagare il debito: le rate passano da 18 ad un massimo di 10 e il pagamento dovrà essere completato entro il 30 novembre 2021.

Non è chiaro al momento se sarà necessario pagare le rate della precedente rottamazione. Il testo dell’emendamento al Decreto Semplificazioni 2019, salvato dallo stralcio di oltre 80 delle proposte di modifica alla legge di conversione, non riporta una scadenza per la regolarizzazione dei pagamenti.

Una evidente penalizzazione per chi, invece, si era affrettato a pagare entro lo scorso dicembre 2018 le rate scadute a luglio, settembre ed ottobre per salire in corsa sul treno della rottamazione ter delle cartelle.

Rottamazione ter riaperta agli esclusi: le nuove scadenze del DL Semplificazioni

Potranno accedere alla nuova definizione agevolata delle cartelle anche i soggetti attualmente esclusi dall’articolo 3, comma 23, del decreto legge n. 119 del 2018, ovvero coloro che non hanno regolarizzato i pagamenti delle rate della precedente rottamazione entro il 7 dicembre 2018.

È questo quanto prevede uno degli emendamenti rientrati nel testo della legge di conversione del Decreto Semplificazioni 2019, che nella serata del 29 gennaio 2019 ha ottenuto il primo via libera dal Senato.

Il testo dovrà superare ancora il vaglio della Camera e, pertanto, è bene attender prima di parlare di ufficialità. Al momento la novità riaprirebbe la possibilità di beneficiare della rottamazione ter anche ai contribuenti precedentemente esclusi.

La novità non riguarda soltanto la riapertura della rottamazione ai morosi della precedente definizione agevolata, ma ridisegna il calendario delle rate e delle scadenze.

Il versamento delle somme dovute per la definizione agevolata potrà essere effettuato in un’unica soluzione entro il 31 luglio 2019, ovvero in un massimo di 10 rate consecutive di pari importo (e non 18 come per la restante platea di contribuenti ammessi alla rottamazione).

Ecco le nuove scadenze previste:

  • prima rata con scadenza 31 luglio 2019;
  • seconda rata con scadenza 30 novembre 2019;
  • rate successive con scadenza il 28 febbraio, 31 maggio, 31 luglio e 30 novembre degli anni 2020 e 2021.

Si avrà sicuramente meno tempo per pagare, ma anche una nuova opportunità.

L’effetto, che si ipotizza sarà positivo per le casse dello Stato, è invece penalizzante chi, anche se in difficoltà economica, aveva pagato le rate scadute della precedente definizione agevolata entro il 7 dicembre 2018 per poter usufruire dei benefici della nuova rottamazione.

L’emendamento infatti non fissa una nuova scadenza per la regolarizzazione dei pagamenti, ma quel che si evince dalla lettura delle novità contenute nel DL semplificazioni 2019 è che il debito sarà interamente dilazionabile.

Domanda rottamazione ter entro il 30 aprile 2019

Al momento, al netto delle novità e della riapertura di cui si è parlato sopra, la scadenza per fare domanda di rottamazione ter resta fissata al 30 aprile 2019. In merito si attendono ulteriori chiarimenti per quel che riguarda la procedura che dovranno seguire i riammessi.

Sulla base delle attuali indicazioni, per fare domanda di rottamazione ter bisognerà compilare e inviare il modulo DA-2018 o DA-2018-D (per le risorse proprie dell’UE)

Il debito dovrà essere pagato in misura intera, e ad essere scontati saranno soltanto sanzioni ed interessi. Discorso diverso per i contribuenti in difficoltà economica, che potranno beneficiare del saldo e stralcio da calcolare in base al valore del proprio modello ISEE.

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