Rottamazione liti: se cassazione con rinvio la lite pendente è di primo grado

Carla Mele - Fisco

Rottamazione delle liti pendenti: in caso di cassazione con rinvio, secondo l'Agenzia delle Entrate, la controversia di considera pendente in primo grado di giudizio ai fini della definizione agevolata

Rottamazione liti: se cassazione con rinvio la lite pendente è di primo grado

L’Agenzia delle Entrate ha pubblicato la risposta all’ interpello numero 84 del 26 marzo 2019 in merito alla definizione delle liti pendenti: a fini dell’agevolazione, nel caso in cui sia intervenuta una sentenza di cassazione con rinvio, la controversia si considera pendente in primo grado di giudizio.

Rottamazione delle liti e cassazione con rinvio: il caso

Un contribuente rivolge un’istanza di interpello all’Agenzia delle Entrate in merito ad una controversia che intende redimere aderendo alla definizione agevolata delle liti.

Nel dettaglio il contribuente vuole sapere quale sia la somma da lui dovuta in considerazione del fatto che, nel suo caso, entrambi i gradi di giudizio siano stati a lui favorevoli ma la Suprema Corte abbia annullato la sentenza di secondo grado per motivi processuali e i termini per la riassunzione non siano ancora superati.

L’Amministrazione finanziaria nell’ interpello numero 84 del 26 marzo 2019 risponde alla richiesta evidenziando il principio giurisprudenziale secondo cui:

“il giudizio di rinvio costituisce una fase nuova ed autonoma, ulteriore e successivo momento del giudizio diretto e funzionale ad una sentenza che non si sostituisce ad alcuna precedente pronuncia, riformandola, ma statuisce direttamente sulle domande proposte dalle parti”

Per questo motivo, in presenza di mancata riassunzione a seguito del rinvio operato dalla Cassazione, si consolida l’originario atto impositivo ai fini della definizione agevolata: la controversia tributaria è ritenuta un giudizio pendente di primo grado e pertanto è dovuto un importo commisurato al 90% del relativo valore.

Del resto, sul medesimo punto, la Relazione illustrativa al D.L. 119/2018 precisa che nel caso in cui sia intervenuta una sentenza di Cassazione con rinvio, la controversia si considera pendente in primo grado di giudizio.

Rottamazione delle liti pendenti: cosa c’è da ricordare?

Il Decreto fiscale 2019, nell’ambito della Pace fiscale, prevede la possibilità per i contribuenti di definire le liti pendenti in cui è parte l’Agenzia delle Entrate versando un importo commisurato al valore della controversia, in base allo stato della stessa e al grado di giudizio.

Nello specifico la norma stabilisce le seguenti percentuali:

  • 100% del valore della controversia in caso di soccombenza del contribuente o di ricorso notificato al 24 ottobre 2018, ma non ancora depositato o trasmesso alla CTP;
  • 90% del valore della controversia in caso di ricorso pendente in primo grado e depositato o trasmesso alla CTP alla data del 24 ottobre 2018;
  • 40% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia in primo grado;
  • 15% del valore della controversia in caso di soccombenza dell’Agenzia in secondo grado;
  • 5% del valore per le controversie tributarie pendenti in Corte di cassazione alla data di di entrata in vigore della legge di conversione del D.L. 119/2018 per le quali l’Agenzia delle Entrate risulti soccombente in tutti i precedenti gradi di giudizio.

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