Rivalutazione beni di impresa: i codici tributo per il versamento delle imposte sostitutive

Rosy D’Elia - Imposte

Rivalutazione beni di impresa: istituiti i codici tributo da indicare nel modello F24 per il versamento delle imposte sostitutive sul saldo attivo e sul maggior valore attribuito ai beni rivalutati in linea con le novità introdotte dal Decreto Agosto. Specifiche indicazioni anche per i settori alberghiero e termale in base alle disposizioni del Decreto Liquidità. Le istruzioni nella risoluzione numero 29/E del 30 aprile 2021.

Rivalutazione beni di impresa: i codici tributo per il versamento delle imposte sostitutive

Rivalutazione beni di impresa: con la risoluzione numero 29/E del 30 aprile 2021 l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo da utilizzare per il versamento delle imposte sostitutive e ha fornito le indicazioni da seguire per la compilazione del modello F24.

In particolare, il pacchetto di istruzioni si riferisce a due diverse disposizioni:

  • l’articolo 110 del Decreto Agosto a cui fanno riferimento i seguenti codici tributo:
    • 1857 per l’imposta sostitutiva sul saldo attivo di rivalutazione;
    • 1858 per l’imposta sostitutiva sul maggior valore attribuito ai beni rivalutati;
  • l’articolo 6-bis del Decreto Liquidità, specifico per i settori alberghiero e termale, a cui fa riferimento la sequenza di cifre 1859 per l’imposta sostitutiva sul saldo attivo di rivalutazione.

La possibilità di rivalutare i beni d’impresa ha assunto una convenienza rilevante nell’ambito della normativa emergenziale sul bilancio di esercizio 2020.

Rivalutazione beni di impresa: i codici tributo per il versamento delle imposte sostitutive

In base a quanto previsto dal DL numero 104 del 2020, a particolari condizioni, è possibile procedere con la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni, secondo quanto indicato nella sezione II
del capo I della legge 21 novembre 2000, n. 342
, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, lo stesso testo permette poi di affrancare il saldo attivo della rivalutazione.

Sul piano operativo, si procede come segue:

  • il maggior valore attribuito ai beni in sede di rivalutazione viene riconosciuto, ai fini delle imposte sui redditi e dell’IRAP, a partire dall’esercizio successivo a quello con riferimento al quale la rivalutazione è stata eseguita, tramite il versamento di un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’imposta regionale sulle attività produttive e di eventuali addizionali pari al 3 per cento per i beni ammortizzabili e non;
  • sempre pagando un’imposta sostitutiva delle imposte sui redditi e dell’IRAP, questa volta pari al 10 per cento, è possibile affrancare in tutto o in parte il saldo attivo della rivalutazione.

Il pagamento degli importi dovuti, anche ricorrendo alla compensazione, può essere effettuato in un massimo di tre rate di pari importo:

  • la prima entro il termine di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta con riferimento al quale la rivalutazione è eseguita;
  • le altre entro il termine previsto per il versamento a saldo delle imposte sui redditi relative ai periodi d’imposta successivi.

Per permettere il versamento delle somme, con la risoluzione numero 29/E del 30 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate ha istituito i codici tributo da utilizzare.

Codice tributoDenominazione
1857 IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL SALDO ATTIVO DI RIVALUTAZIONE - art. 110, comma 3, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104
1858 IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL MAGGIOR VALORE ATTRIBUITO AI BENI RIVALUTATI - art. 110, comma 4, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104

Come di consueto, vengono indicate nel documento anche le istruzioni da seguire per la compilazione del modello F24:

  • i codici tributo devono essere indicati nella sezione “Erario”;
  • in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”,
  • specificando nel campo “Anno di riferimento” l’anno d’imposta per cui si effettua il versamento per esteso, es. 2020.

Rivalutazione beni di impresa settore alberghiero e termale: i codici tributo per le imposte sostitutive

Il Decreto Liquidità, all’articolo 6-bis, ha invece previsto una misura specifica per i settori alberghiero e termale, permettendo ai soggetti che operano in questi campi, a particolari condizioni, di rivalutare i beni di impresa e le partecipazioni di cui alla sezione II del capo I della legge n. 342 del 2000, ad esclusione degli immobili alla cui produzione o al cui scambio è diretta l’attività di impresa, che risultano dal bilancio dell’esercizio in corso al 31 dicembre 2019.

Anche in questo caso l’imposta sostitutiva sul saldo attivo della rivalutazione è pari al 10 per cento.

Il pagamento può essere effettuato con un massimo di tre o di sei rate di pari importo ed è possibile procedere anche tramite compensazione.

Con la stessa risoluzione numero 29/E del 30 aprile 2021, l’Agenzia delle Entrate ha istituito il codice tributo da utilizzare per il versamento.

Codice tributoDenominazione
1859 IMPOSTA SOSTITUTIVA SUL SALDO ATTIVO DI RIVALUTAZIONE - settori alberghiero e termale - art. 6-bis del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23

Allo stesso modo, il modello F24 deve essere compilato come segue:

  • il codice tributo deve essere indicato nella sezione “Erario”;
  • in corrispondenza delle somme indicate nella colonna “importi a debito versati”,
  • avendo cura di inserire nel campo “Anno di riferimento” l’anno d’imposta per cui si effettua il versamento per esteso, es. 2020.

Tutti i dettagli nel testo integrale della risoluzione numero 29/E del 30 aprile 2021.

Agenzia delle Entrate - Risoluzione numero 29 del 30 aprile 2021
Istituzione dei codici tributo per il versamento, tramite modello F24, delle imposte sostitutive dovute per la rivalutazione dei beni d’impresa e delle partecipazioni e per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione, ai sensi dell’articolo 110 del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, nonché per l’affrancamento del saldo attivo della rivalutazione, ai sensi dell’articolo 6- bis del decreto-legge 8 aprile 2020, n. 23.

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