Ritenute appalti, ok al modello del Durc fiscale con la certificazione dei requisiti

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Ritenute appalti, arriva il modello per il Durc fiscale con la certificazione dei requisiti di regolarità da consegnare al committente per adempiere ai nuovi obblighi introdotti dalla legge numero 124 del 2019 in maniera più semplice. A pubblicarlo, insieme alle istruzioni, è l'Agenzia delle Entrate con il provvedimento numero 54730 del 6 febbraio 2020.

Ritenute appalti, ok al modello del Durc fiscale con la certificazione dei requisiti

Ritenute appalti, arriva il modello del Durc fiscale da consegnare al committente per adempiere ai nuovi obblighi introdotti dalla legge numero 124 del 2019 in maniera più semplice.

È grazie alla certificazione di regolarità, il cui schema è stato pubblicato dall’Agenzia delle Entrate, che le imprese committenti possono verificare in maniera più veloce che le appaltatrici siano in linea con i requisiti richiesti in caso di opere o servizi superiori a 200.000 euro.

Il modello del Durc fiscale è stato approvato, insieme alle relative istruzioni, con il provvedimento numero 54730 del 6 febbraio 2020. Il documento ha una validità di quattro mesi.

Agenzia delle Entrate - Provvedimento dell’Agenzia delle Entrate numero 54730 del 6 febbraio 2020
Approvazione dello schema di certificato di sussistenza dei requisiti previsti dall’articolo 17-bis, comma 5, del decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Ritenute appalti, modello per il Durc fiscale pubblicato dall’Agenzia delle Entrate

Dal 1° gennaio 2020, con le novità introdotte dal Decreto Fiscale che ha inserito l’articolo 17-bis nel decreto legislativo numero 241 del 1997, sono in vigore le misure di contrasto all’omesso versamento delle ritenute.

Hanno debuttato nuovi adempimenti per committenti, appaltatori e subappaltatori: i soggetti che affidano il compimento di una o più opere o di uno o più servizi di importo complessivo annuo superiore a 200.000 euro a un’impresa, tramite contratti di appalto, subappalto, affidamento a soggetti consorziati o rapporti negoziali sono tenuti a richiedere all’impresa appaltatrice o affidataria e alle imprese subappaltatrici, obbligate a rilasciarle, copia delle deleghe di pagamento relative al versamento delle ritenute, trattenute ai lavoratori direttamente impiegati nell’esecuzione dell’opera o del servizio.

Entro 5 giorni, il committente deve verificare il versamento delle ritenute da parte delle imprese ricevendo dall’impresa appaltatrice o affidataria e dalle imprese subappaltatrici una serie di dati, tra cui l’elenco nominativo dei lavoratori impiegati nel mese precedente e l’ammontare della retribuzione.

Ma a questo iter complesso c’è un’alternativa: consegnare al committente il durc fiscale che attesta la sussistenza dei requisiti previsti dalla nuova normativa. Con il provvedimento numero 54730 del 6 febbraio 2020, l’Agenzia delle Entrate ha approvato e pubblicato lo schema di certificato di sussistenza dei requisiti.

Si tratta di una certificazione esente da imposta di bollo e tributi speciali e il documento firmato dal neo presidente Enrico Maria Ruffini specifica:

“Il certificato di sussistenza dei requisiti previsti dal citato articolo 17-bis, con riferimento all’ultimo giorno del mese precedente a quello della scadenza di cui al comma 2 dell’articolo 17-bis, è messo a disposizione a partire dal terzo giorno lavorativo di ogni mese e ha validità di quattro mesi dalla data del rilascio”.

Agenzia delle Entrate - Provvedimento numero 54730 del 6 febbraio 2020 - Allegato A
Scarica il modello di Durc Fiscale, certificato di sussistenza dei requisiti previsti dall’art. 17-bis, comma 5, decreto legislativo 9 luglio 1997, n. 241.

Ritenute appalti, modello per il Durc fiscale: a quali requisiti di regolarità si riferisce la certificazione?

Il durc fiscale ha uno schema molto snello: riporta i dati identificativi del soggetto di imposta interessato e la certificazione del possesso, o meno, delle caratteristiche richieste dall’articolo 17 bis del decreto legislativo numero 214 del 1997.

Il modello che permette alle imprese di snellire le procedure richieste per le ritenute sugli appalti certifica i seguenti requisiti:

  • essere in attività da almeno tre anni;
  • essere in regola con gli obblighi dichiarativi;
  • versamenti in conto fiscale non inferiori al 10 per cento dei ricavi e compensi;
  • assenza di debiti non soddisfatti.

Nelle tabelle maggiori dettagli sulle caratteristiche richieste.


Il certificato viene messo a disposizione dell’impresa o di un suo delegato presso un qualunque ufficio territoriale della Direzione provinciale competente in base al domicilio fiscale dell’impresa.

E il testo del provvedimento del 6 febbraio specifica:

“L’impresa o un suo delegato può segnalare all’ufficio che ha emesso il certificato eventuali ulteriori dati che ritiene non considerati. L’ufficio verifica tali dati e richiede, laddove necessario, conferma delle informazioni relative ai carichi affidati agli agenti della riscossione che forniscono riscontro secondo tempi e modalità definiti d’intesa. Qualora ricorrano i presupposti, l’ufficio procede all’emissione di un nuovo certificato”.

Agenzia delle Entrate - Provvedimento numero 54730 del 6 febbraio 2020 - Allegato B
Allegato B - Tabelle - Requisiti previsti alle lettera a) e b) comma 5, art. 17-bis, D.Lgs. 241/97 - pdf

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