Riforma del processo tributario, i dubbi di ANC: la gestione del MEF e la mediazione

Tommaso Gavi - Fisco

Riforma del processo tributario, l'ANC presenta dubbi sulla relazione finale della commissione interministeriale. Al centro la gestione dell'organizzazione affidata al MEF e l'istituto della mediazione, come messo in evidenza nel comunicato stampa del 6 luglio 2021.

Riforma del processo tributario, i dubbi di ANC: la gestione del MEF e la mediazione

Riforma del processo tributario, l’Associazione Nazionale Commercialisti presenta alcuni dei punti della relazione finale della commissione interministeriale per la riforma della giustizia tributaria che suscitano perplessità.

I dubbi sono esplicitati nel comunicato stampa del 6 luglio 2021 e riguardano principalmente due aspetti: la gestione dell’organizzazione affidata al MEF e l’istituto della mediazione.

Il presidente di ANC, Marco Cuchel, propone l’introduzione della figura del mediatore tributario.

Riforma del processo tributario, i dubbi di ANC: la gestione del MEF e la mediazione

Sulla riforma del processo tributario si esprime anche l’Associazione Nazionale Commercialisti.

Nel comunicato stampa del 6 luglio 2021, l’ANC mette in luce alcuni dei punti della relazione finale della commissione interministeriale per la riforma della giustizia tributaria che lasciano dubbi.

ANC - Comunicato stampa del 6 luglio 2021
Comunicato stampa - Riforma del processo tributario: sulla gestione MEF e sulla mediazione si rischia di mancare un’occasione

Tra gli aspetti della questione, sono due quelli su cui si concentrano le osservazioni dell’associazione di categoria:

  • la gestione dell’organizzazione affidata al MEF;
  • l’istituto della mediazione.

Sul primo punto a non convincere è il fatto che l’organizzazione sia lasciata agli uffici del MEF e che non sia stato introdotto uno specifico organo terzo rispetto alle parti.

Tale organo è infatti previsto per la mediazione civile e l’assenza dello stesso potrebbe presentarsi in contrasto con norme costituzionali che garantiscono la terzietà e l’indipendenza dell’organo giudicante.

A riguardo si chiede il passaggio alla Presidenza del Consiglio dei Ministri.

In merito all’istituto della mediazione, l’ANC come altri soggetti presenti in audizione hanno sottolineato la necessità di un organo:

“la cui distanza rispetto alle parti sia simmetrica, per garantire il corretto svolgimento di questa fase del contenzioso”.

Tale istanza non è stata considerata con la motivazione dell’aggravio di costi per contribuente e amministrazione.

Inoltre è stata presentata la difficoltà nel creare nuove strutture.

Riforma del processo tributario, i dubbi di ANC: le dichiarazioni del presidente Cuchel

In risposta alle motivazioni relative al mancato accoglimento della proposta di ANC, si è espresso lo stesso presidente Marco Cuchel.

Cuchel sottolinea quanto segue:

“A questo rilievo si può controbattere proponendo l’impiego di strutture già esistenti, previste per la mediazione civile con l’introduzione in seno alle stesse della specifica figura di mediatore tributario. Inoltre, l’utilizzo di strutture e personale dell’Agenzia rappresenta comunque un costo, in quanto si distolgono energie alla primaria funzione dell’Ente”.

Il presidente propone l’introduzione della figura del mediatore tributario ed evidenzia la necessità di mettere a disposizione risorse, a prescindere dalla linea di azione scelta.

Il presidente Cuchel esplicita la sua amarezza per il mancato accoglimento della proposta:

“Sebbene consideriamo con grande favore la prevista introduzione della prova testimoniale e la previsione di creare una magistratura tributaria con accesso a concorso pubblico, specifica carriera e retribuzione adeguata, esigenze anche queste sempre espresse da ANC, siamo tuttavia molto amareggiati del fatto che sul punto della mediazione non sia stato dato ascolto ai soggetti auditi.”

A parere del rappresentate di ANC, si fatica ad avere una visione di lungo periodo sulla questione:

“Ancora una volta assistiamo al prevalere di logiche “di prossimità” e alla rinuncia di una visione d’insieme e a lungo termine, che invece dovrebbe essere un requisito fondante per l’attuazione del PNRR. Nutriamo ancora la speranza che sui due punti in questione ci sia un diverso indirizzo da parte dei decisori politici, affinché la riforma conferisca alla giustizia tributaria del nostro Paese maggiore efficienza ed equità.”

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