Riforma dell’Irpef, le proposte dell’INT alle commissioni Finanze

Tommaso Gavi - Fisco

Riforma dell'Irpef, con il comunicato stampa dell'8 marzo 2021 l'INT rende note le proposte illustrate nel corso dell'audizione con le commissioni Finanze di Camera e Senato. Tra i temi affrontati: la rimodulazione delle aliquote, le compensazioni dei crediti e lo statuto dei diritti del contribuente.

Riforma dell'Irpef, le proposte dell'INT alle commissioni Finanze

Riforma dell’Irpef, nel comunicato stampa dell’8 marzo 2021 l’INT riporta le proposte rese note alle commissioni Finanze di Camera e Senato, durante l’audizione.

Tra i suggerimenti relativi agli interventi sull’imposta e su altre norme tributarie, che il presidente nazionale Riccardo Alemanno e il presidente del comitato INT per la riforma fiscale Giorgio Benvenuto hanno messo in evidenza, ci sono i seguenti interventi:

  • rimodulare le aliquote e gli scaglioni dell’Irpef;
  • sburocratizzare le compensazioni dei crediti erariali;
  • limitare le deroghe allo Statuto del contribuente.

L’ultimo aspetto è relativo al divieto non derogabile sulla retroattività delle norme.

Riforma dell’Irpef, le proposte dell’INT alle commissioni Finanze

Nel corso dell’audizione sulla riforma dell’Irpef e su altri temi legati al sistema tributario delle Commissioni Finanze di Camera e Senato, l’Istituto Nazionale Tributaristi ha presentato alcune proposte.

Le stesse sono state rese note attraverso il comunicato stampa dell’8 marzo 2021.

La rappresentanza dell’INT, composta dal presidente nazionale Riccardo Alemanno e dal presidente del comitato INT per la riforma fiscale Giorgio Benvenuto, hanno posto l’accento sulle seguenti necessità:

Nello specifico, l’ultima delle proposte presentate riguarda il divieto non derogabile sulla retroattività delle norme tributarie.

Il presidente Alemanno ha ribadito la necessità di una riforma complessiva in grado di superare i singoli interventi settoriali.

Giorgio Benvenuto ha invece evidenziato la necessità di un riordino della normativa.

Riforma dell’Irpef, le dichiarazioni di Alemanno e di Benvenuto

Le proposte dell’INT, presentate nel corso dell’audizione presso le commissioni Finanze di Camera e Senato, si muovono su tre principali filoni di intervento.

Nella memoria presentata è riportata una serie di interventi immediati sull’Irpef: dalla revisione delle aliquote e degli scaglioni di reddito alla possibilità di compensare i crediti con i debiti erariali all’interno del nucleo familiare.

Sono inoltre stati presentati i lavori, ancora non conclusi, svolti dai due organismi preposti dell’INT, ovvero la Commissione e il Comitato a supporto della Riforma fiscale.

Riguardo ai temi affrontati nell’audizione, il presidente Alemanno ha dichiarato quanto segue:

“La Riforma dell’IRPEF come caposaldo di una più ampia Riforma del sistema fiscale nel nostro Paese: solo così la modifica dell’attuale imposta sul reddito delle persone fisiche avrebbe un senso compiuto. Inoltre, si eviterebbero interventi settoriali che rischierebbero di creare tensioni di carattere sociale tra i vari produttori di reddito e, con la rimodulazione dell’IRPEF abbinata ad una no tax area parametrata ai componenti minori del nucleo familiare, si attuerebbe una tutela delle famiglie nonché di tutti i contribuenti, siano essi produttori di reddito da lavoro dipendente o autonomo.”

In conclusione il presidente Alemanno ha posto l’accento sulla necessità di mobilitare le necessarie risorse economiche:

“Per una Riforma dell’IRPEF che abbia effetti positivi sul Paese occorre determinazione e volontà di investire, poiché ad invarianza di gettito non si potrebbero ottenere risultati concreti per i cittadini-contribuenti.”

La stessa necessità di un intervento complessivo sul sistema tributario è stata evidenziata da Giorgio Benvenuto:

“Il sistema tributario deve essere profondamente riformato, semplificando e meglio coordinando le norme, pertanto nell’ambito di una più ampia Riforma fiscale evidenziamo che, oltre ad una necessaria tregua e certezza normativa, è altrettanto necessaria la modifica dello Statuto dei Diritti del Contribuente volta alla limitazione dell’utilizzo della deroga, in linea di massima solo in caso di gravi e non rinviabili necessità nell’interesse generale dei cittadini contribuenti e del Paese e comunque con il preciso divieto di emanare norme, soprattutto in ambito fiscale, che abbiano effetto retroattivo, salvo che il legislatore indichi la retroattività della norma laddove sia da salvaguardare un interesse dei cittadini - contribuenti.”

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