Rider: entro marzo la legge che regola i contratti di lavoro

Rosy D’Elia - Lavoro

Rider: entro marzo una legge che regola i contratti di lavoro. Tutele su malattie, infortuni e paga minima: la promessa nel Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali in un comunicato stampa.

Rider: entro marzo la legge che regola i contratti di lavoro

Rider: entro marzo una legge che regola i contratti di lavoro. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali promette tutele su malattie, infortuni e paga minima nel comunicato stampa del 14 gennaio 2019.

Pizza, cucina cinese, sushi. Nei cubi colorati trasportano chili e chili di cibo pedalando per le strade delle città: sono i ciclofattorini dell’economia digitale. Soddisfano qualsiasi voglia culinaria a qualsiasi ora del giorno e della notte, ma per loro il lavoro non ha ancora norme e tutele ben definite.

Dopo mesi di dialogo con il ministro Luigi Di Maio, e a pochissimi giorni dalla sentenza della Corte d’Appello di Torino dell’11 gennaio, arriva la notizia di una legge per i rider entro qualche mese.

Rider: entro marzo una legge che regola i contratti di lavoro

1,1 miliardo di euro, in crescita del 34%, è il valore del settore food e grocery online, secondo i dati elaborati da Osservatori Digital nel 2018.

Un settore in espansione, ma non ancora del tutto regolato. Il Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali nel comunicato stampa, pubblicato il 14 gennaio, sottolinea che l’Italia, con l’approvazione di una nuova legge pensata per i rider, sarà pioniera in Europa.

Nel testo si legge:

È pronta la norma che regolerà il contratto di lavoro dei moderni ciclofattorini.

Entro marzo, ai lavoratori che effettuano consegne per conto delle app di food delivery, saranno assicurati tutele su malattie, infortuni e paga minima.

L’Italia si prepara ad essere la prima nazione europea a normare questa professione. Qualche giorno ancora per chiudere i dettagli, spiegano i tecnici del Ministero del Lavoro.

La notizia arriva dopo mesi di dialoghi e tira e molla sul tema. Già questa estate con il Decreto Dignità si erano accese le speranze per i rider, ma poi la possibilità di mettere nero su bianco diritti e doveri di questa nuova categoria di lavoratori su due ruote era sfumata.

E adesso il ministro del Lavoro, Luigi di Maio, riprende le promesse fatte mesi fa.
In una nota pubblicata il 15 giugno 2018 sul sito del Ministero si legge:

“All’interno del Decreto Dignità, ha sottolineato il Ministro, ci saranno tutele per i giovani del lavoro 4.0, che non hanno un contratto, né uno status giuridico, che non hanno una tutela assicurativa e hanno seri problemi di precarietà e sicurezza, come i riders, i ciclofattorini delle consegne a domicilio, che sono il simbolo di una generazione abbandonata con cui oggi, in video conferenza, abbiamo continuato il percorso di confronto per creare tutele e garanzie contrattuali”.

Rider: la sentenza della Corte d’Appello di Torino anticipa la norma

Nel frattempo, prima dell’approvazione di una legge dedicata, arrivano altri segnali.

A maggio 2018 il Comune di Bologna ha firmato la Carta dei diritti fondamentali dei lavoratori digitali nel contesto urbano insieme a Riders Union Bologna, ai segretari di Cgil, Cisl e Uil e ai vertici di Sgnam e Mymenu, società che operano nel settore del food online.

Il documento pone al centro i diritti all’informazione sui luoghi e sulle modalità di lavoro, a un compenso equo e solidale, alla salute e alla sicurezza.

Ma un segnale ancora più significativo arriva dalla Corte d’Appello di Torino: nella corsa verso una legge ad hoc ha grande valore la sentenza numero 26/2019 dell’11 gennaio.

5 ex rider di Foodora, azienda online per la consegna dei pasti a domicilio, avevano chiesto il riconoscimento della subordinazione del rapporto di lavoro. A giugno, in primo grado, le richieste dei ciclofattorini erano state respinte, dopo 7 mesi la Corte d’Appello ha accolto, in parte, il ricorso.

Una parte importante quella che viene riconosciuta ai lavoratori: la sentenza infatti sancisce il diritto ad essere equiparati ai lavoratori subordinati del settore della logistica.

Ne deriva che ai rider spetta lo stesso trattamento, in termini di retribuzione e tutele, previsto dal Contratto Collettivo Nazionale dei lavoratori della Logistica, comprese tredicesima, ferie e malattie pagate.

Una vittoria non da poco, che gioca d’anticipo sulla linea che dovrebbe adottare il governo nella nuova norma, come sottolineano anche i sindacati.

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