Decreto Rilancio: contributi a fondo perduto per la misura “Resto al Sud”

Giuseppe Moschella - Dichiarazioni e adempimenti

Il Decreto Rilancio potenzia l'agevolazione Resto al Sud con l'introduzione di contributi a fondo perduto. Alle attività di lavoro autonomo e libero-professionali 15.000 euro e 10.000 euro, fino a un massimo di 40.000 in totale, ai soci delle imprese beneficiarie.

Decreto Rilancio: contributi a fondo perduto per la misura “Resto al Sud”

Con il Decreto Rilancio, D.L. 34 del 19 maggio 2020 il cui iter di conversione in legge è in corso, vengono potenziate alcune misure destinate al mezzogiorno. Tra queste anche l’agevolazione “Resto al Sud” che si arricchisce di contributi a fondo perduto sia per le imprese che per i professionisti e i lavoratori autonomi.

La misura è stata attivata dall’art. 1 del D.L. 91/2017, poi modificato dalla Legge di Bilancio 2020 (art. 1, comma 320, L. n. 160/2019), per promuovere e agevolare la costituzione di nuove imprese per giovani imprenditori nelle regioni del Mezzogiorno:

  • Abruzzo;
  • Basilicata;
  • Calabria;
  • Campania;
  • Molise;
  • Puglia;
  • Sardegna;
  • Sicilia.

La misura è stata successivamente estesa anche ai comuni colpiti dal sisma del 24 agosto 2016, del 26 e 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017 (nuovo comma 1-bis inserito nell’articolo 1 del D.L. n. 91/2017 dal D.L. n. 123/2019).

Resto al sud, contributi a fondo perduto con il Decreto Rilancio

Per beneficiare di tale agevolazioni, i soggetti promotori dell’iniziativa imprenditoriale devono avere una età compresa tra i 18 e i 45 anni, e:

  • non devono essere titolari di attività di impresa in esercizio, o beneficiari nell’ultimo triennio, di ulteriori misure a livello nazionale a favore dell’autoimprenditorialità;
  • devono essere residenti, al momento della presentazione della domanda, nelle regioni citate, ovvero trasferirvi la residenza entro sessanta giorni dalla comunicazione dell’esito positivo dell’istruttoria, o entro centoventi giorni se residenti all’estero.

L’istanza di accesso, si presenta attraverso una piattaforma dedicata sul sito istituzionale dell’Agenzia nazionale per l’attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa S.p.A. - Invitalia, che è anche il soggetto gestore.

L’agevolazione è rivolta ad imprese individuali, o società, incluse le società cooperative. Per le attività libero-professionali, è richiesto esclusivamente che i soggetti istanti non risultino, nei dodici mesi precedenti la presentazione della domanda di agevolazione, titolari di partita Iva per l’esercizio di un’attività analoga a quella proposta.

I beneficiari devono mantenere la residenza nelle regioni interessate dalla misura per tutta la durata del finanziamento. Le imprese, le società e le attività libero-professionali devono avere, per tutta la durata del finanziamento, sede legale e operativa in una delle medesime regioni.

“Resto al sud” finanzia:

  • attività imprenditoriali relative a produzione di beni nei settori dell’artigianato, dell’industria, della pesca e dell’acquacoltura;
  • attività relative alla fornitura di servizi, compresi i servizi turistici;
  • attività libero professionali.

Sono escluse dal finanziamento le attività del commercio ad eccezione della vendita dei beni prodotti nell’attività di impresa.

I finanziamenti non possono essere utilizzati per spese relative alla progettazione, alle consulenze e all’erogazione degli emolumenti ai dipendenti delle imprese individuali e delle società, nonché agli organi di gestione e di controllo delle società stesse.

Possono essere finanziate le seguenti spese:

  • ristrutturazione o manutenzione straordinaria di beni immobili (massimo 30% del programma di spesa)
  • macchinari, impianti e attrezzature nuovi;
  • programmi informatici e servizi per le tecnologie, l’informazione e la telecomunicazione;
  • spese di gestione (materie prime, materiali di consumo, utenze, canoni di locazione, canoni di leasing, garanzie assicurative), massimo 20% del programma di spesa.
  • Il finanziamento massimo per ciascun richiedente è fino a 50 mila euro. Nel caso di istanza presentata da più soggetti costituiti, o che intendano costituirsi in forma societaria, incluse le società cooperative, l’importo massimo erogabile è pari a 50 mila euro per socio, fino ad un massimo complessivo di 200 mila euro.

Il finanziamento consiste:

  • per il 35% in erogazioni a fondo perduto;
  • per il 65% in un prestito a tasso zero da rimborsare, complessivamente, in otto anni, di cui i primi due di preammortamento.

Cosa prevede il decreto Rilancio

L’articolo 245 del D.L. 34/2020 “potenzia” l’agevolazione sopra descritta prevedendo la concessione di un contributo a fondo perduto in favore dei soggetti beneficiari, a copertura del fabbisogno di circolante nella misura di:

  • 15.000 euro per le attività di lavoro autonomo e libero-professionali esercitate in forma individuale;
  • 10.000 euro per ciascun socio (fino ad un massimo di 40.000 euro) dell’impresa beneficiaria.

La concessione del contributo a fondo perduto, ha lo scopo di salvaguardare la continuità aziendale, e i livelli occupazionali delle attività finanziate dalla citata misura, e di far fronte alla crisi di liquidità correlata agli effetti socio-economici dell’emergenza Covid-19, evitando di vanificare l’investimento pubblico già effettuato.

Per essere ammessi al contributo a fondo perduto, i liberi professionisti, le ditte individuali e le società, incluse le cooperative, beneficiari delle agevolazioni “Resto al Sud” devono:

  • aver completato il programma di spesa finanziato dalla stessa misura agevolativa;
  • essere in possesso dei requisiti attestanti il corretto utilizzo delle agevolazioni, e non trovarsi in una delle condizioni che determinano la revoca totale o parziale delle agevolazioni;
  • avere adempiuto al momento della domanda, agli oneri di restituzione delle rate del finanziamento bancario.

Il contributo a fondo perduto viene erogato in un’unica soluzione dal medesimo soggetto gestore (Invitalia).

La richiesta dell’agevolazione

I soggetti che hanno ricevuto il saldo delle agevolazioni, potranno utilizzare per la richiesta dell’aiuto la modulistica predisposta da Invitalia.

Si dovrà in particolare trasmettere una dichiarazione sostitutiva, in cui dichiarare, tra le altre cose, che non sussistono provvedimenti giudiziari interdittivi, cause di divieto, di sospensione o di decadenza.

Il richiedente dovrà altresì dichiarare che gode del pieno e libero esercizio dei propri diritti, non si trova in stato di liquidazione volontaria, e non è sottoposto a procedure concorsuali, e che permangono le condizioni ed i requisiti previsti per l’accesso a “Resto al Sud”.

Si dovrà anche dichiarare di non aver beneficiato, a fronte delle spese previste nel programma ammesso alle agevolazioni, di ulteriori agevolazioni di qualsiasi importo o natura, ivi comprese quelle a titolo di “de minimis”, previste da altre norme statali, regionali o comunitarie, o comunque concesse da enti o istituzioni pubbliche.

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