Quota 100, Boeri: importi e quanto si perde sulla pensione mensile

Rosy D’Elia - Pensioni

Quota 100: importi e quanto si perde. Penalizzazioni sull'assegno mensile ma aumento della ricchezza pensionistica, sono le generazioni future a pagarne le spese. L'analisi nella relazione che il Presidente INPS Tito Boeri ha tenuto al Senato il 4 febbraio.

Quota 100, Boeri: importi e quanto si perde sulla pensione mensile

Quota 100: importi e quanto si perde. Tito Boeri, presidente INPS, nell’audizione informale presso l’XI Commissione Lavoro pubblico e privato del Senato, lunedì 4 febbraio, ha riferito sulle disposizioni urgenti in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni. Nella relazione penalizzazioni e benefici per i pensionati con quota 100: fino a 432 euro in meno sull’assegno mensile a fronte di un aumento della ricchezza pensionistica. Il debito implicito del sistema potrebbe arrivare fino a 90 miliardi di euro, a farne le spese le generazioni più giovani.

Il decreto-legge numero 4 del 28 gennaio 2019 determina il sistema di accesso alla pensione in anticipo con quota 100 e le regole per beneficiare del reddito di cittadinanza.

Come si legge nella circolare INPS numero 11 del 2019, sono quattro le vie delineate dal Decreto negli articoli dal 14 al 17. Possono accedere al pensionamento anticipato i lavoratori che rientrano nelle seguenti categorie:

  • età anagrafica non inferiore a 62 anni e anzianità contributiva non inferiore a 38 anni, anche cumulando i periodi assicurativi non coincidenti presenti in due o più gestioni tra quelle indicate dalla norma e amministrate dall’Inps, con il raggiungimento dei requisiti nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2021;
  • un’anzianità contributiva non inferiore a 42 anni e 10 mesi per gli uomini e 41 anni e 10 mesi per le donne, con i requisiti raggiunti nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2026;
  • un’anzianità contributiva non inferiore a 35 anni ed un’età anagrafica non inferiore a 58 anni se lavoratrici dipendenti, ed a 59 anni se lavoratrici autonome, con il sistema di calcolo contributivo, entro il 31 dicembre 2018;
  • un’anzianità contributiva non inferiore a 41 anni per i cosiddetti lavoratori precoci maturata nel periodo compreso tra il 2019 ed il 2026.

Sulla definizione di “quota 100”, Tito Boeri ha sottolineato:

“Le nostre sedi stanno in questi giorni toccando con mano quanto sia fuorviante il termine quota 100 trovandosi ad escludere dal nuovo canale di pensione anticipata persone con combinazioni di anzianità contributiva e anagrafica pari o addirittura superiori a 100”.

Quota 100, il presidente INPS Boeri: importi e quanto si perde sulla pensione mensile

Come specifica il presidente INPS, i principali beneficiari di queste misure sono i lavoratori con lunghe carriere contributive che appartengono alle classi 1957, 1958 e 1959 e che hanno importi medi delle pensioni relativamente elevati, dell’ordine di 30.000 euro all’anno, un dato che accomuna dipendenti pubblici e privati indipendentemente dalla regione di residenza.

Battono in ritirata dal lavoro fino a 5 anni prima rispetto a quanto previsto dalla legislazione previgente: per loro l’importo della pensione si riduce, ma si allunga il periodo di percezione.

Si tratta di un vantaggio o di una penalizzazione?

“Dipende chiaramente dal numero di anni di anticipo rispetto all’uscita alternativa (anzianità o vecchiaia) e dal profilo salariale negli ultimi anni di carriera nel caso continuassero a lavorare (e potessero farlo)”.

L’importo della pensione in alcuni casi si riduce anche di più del 20%. Boeri porta in Senato degli esempi pratici e compara le pensioni 38+62 con le pensioni anticipate e di vecchiaia di un contribuente con retribuzione di 40.000 euro all’anno con continuità lavorativa e profilo salariale standard con diverse possibilità di anticipo rispetto alle uscite consentite prima dell’intervento della nuova normativa.

Chi va in pensione in anticipo di 4 anni e mezzo rispetto alla pensione anticipata, perde 432 euro sull’importo lordo di pensione mensile ma aumenta la sua ricchezza pensionistica di 20.300 euro.

Di seguito la tabella estratta dalla relazione di Tito Boeri al Senato:

Il presidente INPS, inoltre, sottolinea:

Si noti che quota 100 impone il divieto di cumulo fra pensione e attività lavorativa fino alla maturazione della pensione di vecchiaia, impedendo al pensionando di rimpinguare successivamente la propria pensione con contribuzioni aggiuntive (se non nel limite di 5000 euro all’anno per lavoro autonomo occasionale).”

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Quota 100: la relazione al Senato di Tito Boeri
Audizione del Presidente INPS Tito Boeri presso la Commissione Lavoro del Senato - 4 febbraio 2019.

Quota 100, Boeri: tra penalizzazioni e benefici, un conto salato per le generazioni future

Sul piatto della bilancia, per i pensionati con quota 100, ci sono penalizzazioni e benefici, ma questi ultimi assumono sicuramente un peso maggiore. O meglio, un costo maggiore.

Chi ne pagherà le spese?

“Una parte minore (circa un decimo) di questo trattamento privilegiato
concesso a circa 650.000 persone nel giro di tre anni viene coperto da una riduzione della spesa pensionistica. I pensionati contribuiscono al finanziamento di quota 100 in misura crescente all’andamento dell’inflazione, data la parziale deindicizzazione delle pensioni superiori a 3 volte il minimo varata con la Legge di Bilancio contestualmente alla destinazione di risorse al fondo quota 100.”

Ma a pagare il conto più salato sono i giovani:

“Il grosso del costo di quota 100 graverà comunque sulle generazioni future. Il debito implicito del sistema pensionistico è destinato ad aumentare per effetto sia del nuovo canale di uscita anticipata che del congelamento degli adeguamenti della speranza di vita per le pensioni anticipate.

Nel caso in cui le misure non fossero rinnovate al termine del periodo di sperimentazione (2021 per quota 100 e 2026 per il congelamento dell’adeguamento), l’aumento del debito implicito sarebbe di circa 38 miliardi. Se queste misure, invece, diventassero strutturali, l’aumento lieviterebbe a più di 90 miliardi”.

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