Pensioni: ultime novità dopo lo “stop” della BCE alla riforma quota 41 e 100

Alessio Mauro - Pensioni

Riforma pensioni, ultime novità: quali sono state le reazioni all'Europa che “stoppa” la riforma che si sta preparando in Italia (quota 41 e quota 100) e Spagna? Ecco le ultime notizie.

Pensioni: ultime novità dopo lo “stop” della BCE alla riforma quota 41 e 100

Pensioni: le ultime notizie non sono positive per Italia e Spagna.

Secondo quanto si apprende dal bollettino economico della BCE il fatto che in alcuni Paesi europei, tra cui Spagna e Italia, le riforme approvate durante i duri anni della crisi possano essere cancellate, non sta bene alle istituzioni comunitarie. In particolare, fattori come l’invecchiamento della popolazione, la bassa natalità e i costi previdenziali non consentirebbero la riforma delle pensioni nel senso prospettato dai movimenti populisti. Con particolare riferimento all’Italia, ciò significherebbe abbandonare per il momento l’ipotesi che si possa superare la riforma Fornero e introdurre le novità dei meccanismi di quota 41 e quota 100.

Il bollettino BCE conclude affermando che “i progressi verso un aggiustamento durevole dell’inflazione sono stati considerevoli nell’Eurozona. Tuttavia occorre ancora un ampio grado di accomodamento monetario e il consiglio direttivo è pronto ad adeguare tutti i suoi strumenti, ove opportuno, per assicurare che l’inflazione continui ad avvicinarsi stabilmente al livello perseguito”.

Ecco quali sono quindi le reazioni politiche alle ultime notizie in materia di riforma delle pensioni e alla contrarietà dell’Europa.

Pensioni, ultime novità: dopo il bollettino BCE partono le reazioni politiche. Secondo Damiano (PD) il percorso verso quota 41 è già avviato

Alla diffusione del bollettino della BCE che sembra negare ogni possibilità all’introduzione - quantomeno nel breve termine - di una riforma delle pensioni in Italia, seguono, inevitabilmente, le reazioni politiche.

Secondo Cesare Damiano, ex ministro del lavoro ed esponente di punta del centrosinistra italiano, il percorso verso quota 41 è già avviato ma occorre tenere sempre d’occhio i conti pubblici. Secondo l’esponente del PD “reintrodurre le Quote (non dai 64 anni di età come propone Di Maio, ma dai 63 anni come proponiamo noi) e la pensione di anzianità con 41 anni di contributi, è un obiettivo che abbiamo sempre perseguito, e in parte realizzato, ma per il quale non c’erano tutte le risorse necessarie per raggiungere il traguardo al 100%. Su questa bisogna continuare, ma andando nella direzione giusta. Eliminare l’Ape sociale sarebbe un grave errore”.

Recentemente, invece, era stato il vicepremier Luigi Di Maio a dettare il calendario della prossima riforma delle pensioni. Secondo il leader M5S è necessario partire dal taglio dei vitalizi e delle pensioni d’oro, in modo da garantire il recupero di risorse finanziarie che possono essere investite sull’aumento delle pensioni minime. Obiettivo molto complicato, soprattutto considerando le difficoltà giuridiche legate alla modifica degli assegni in essere (cd impossibilità di modificare i diritti acquisiti).

Riforma pensioni: quota 41 o quota 100. Cos’è e come funziona la proposta del Governo Lega M5S

L’obiettivo di breve medio termine del Governo a guida Lega M5S è quello di superare la Legge Fornero, introducendo i nuovi meccanismi delle quote 41 e 100.

In particolare, quota 41 è un meccanismo che permetterebbe ai lavoratori che avranno versato 41 anni di contributi di andare in pensione senza alcun vincolo di età.

Per completezza di informazione occorre sottolineare come in realtà la riforma pensioni inserita in Legge di Bilancio 2017 ha già introdotto, tra le novità, la quota 41 per i lavoratori precoci, ovvero per chi aveva lavorato per almeno 12 mesi prima del compimento dei 19 anni di età.

Per ogni ulteriore approfondimento sul meccanismo di calcolo e funzionamento delle pensioni quota 41 si consiglia ai lettori di fare riferimento alla nostra guida dedicata.

Il meccanismo delle pensioni Quota 100 rappresenta una delle novità relative alla riforma pensioni del Contratto di Governo, un sistema che prevede l’accesso alla pensione quando la somma tra età anagrafica e anni di contributi è pari, appunto, a 100. In questo caso il nodo da sciogliere riguarda i requisiti minimi per andare in pensione, sia in termini di età che in termini di contributi minimi obbligatori da versare. Tali elementi devono poi essere considerati, ovviamente, rispetto alla questione delle coperture finanziarie.

Riforma pensioni, ultime novità. Dopo il monito dell’Europa arriva anche la raccomandazione del Presidente Inps Tito Boeri

Il tema delle pensioni è oggetto di pesanti polemiche nelle ultime ore, soprattutto alla luce dell’eterna contesa tra Italia ed Europa rispetto al nodo dei conti pubblici.

A rendere il clima ancora più teso hanno contribuito anche le parole del Presidente Inps Tito Boeri che, come riportato dall’Ansa, rappresentano un ulteriore monito per la politica italiana: “gli scenari più preoccupanti per la spesa pensionistica prevedono una forte riduzione dei flussi migratori che è già in atto. Il sistema pensionistico non è in grado di adattarsi alla diminuzione dei contribuenti legata al calo dei nati in Italia. Il problema è serissimo e dell’immediato. Volenti o nolenti l’immigrazione può darci un modo di gestire questa difficile transizione demografica. Avere immigrati regolari ci permette di avere flussi contributivi significativi”.

Apriti cielo... Già la giornata non era semplice, ma mettere insieme la questione immigrazione con lo stop di Bruxelles a riforme delle pensioni troppo generose, ha reso incandescente il clima politico delle ultime ore. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi successivi della questione.