Pagamento fondo perduto perequativo, in ritardo con la proroga della dichiarazione dei redditi?

Rosy D’Elia - Dichiarazioni e adempimenti

Pagamento del fondo perduto perequativo, c'è il rischio di ritardi con la proroga della dichiarazione dei redditi al 30 settembre 2021? Sembrerebbe di sì, stando alle dichiarazioni del MEF rilasciate a inizio giugno.

Pagamento fondo perduto perequativo, in ritardo con la proroga della dichiarazione dei redditi?

Pagamento del fondo perduto perequativo a rischio ritardo? Con la proroga della dichiarazione dei redditi al 30 settembre 2021, l’attesa per gli ultimi bonifici potrebbe allungarsi.

In extremis, con il comunicato stampa del 6 settembre 2021, il Ministero dell’Economia e delle Finanze ha annunciato lo slittamento dell’ultima data utile per adempiere agli obblighi dichiarativi legati all’ultima tranche di aiuti del Decreto Sostegni bis.

Stando alle dichiarazioni dello stesso dicastero rilasciate a inizio giugno, però, il tempo guadagnato potrebbe avere un prezzo alto: un ritardo nel pagamento del fondo perduto perequativo che, secondo la tabella di marcia iniziale, sarebbe dovuto arrivare entro l’anno.

Pagamento fondo perduto perequativo, rischio ritardo con la proroga della dichiarazione dei redditi?

Fin dall’approvazione del Decreto Sostegni bis, a fine maggio, commercialisti e tributaristi avevano chiesto a gran voce una proroga della scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi propedeutica alla richiesta del saldo finale dei contributi a fondo perduto.

L’articolo 1, comma 24, Decreto-legge n. 73 del 25 maggio 2021, aveva fissato come termine ultimo il 10 settembre. Secondo gli addetti ai lavori, l’intervallo temporale risultava troppo breve considerando la pausa estiva e la complessità degli obblighi dichiarativi di quest’anno, poi semplificati in alcuni punti.

Fin dall’inizio della discussione sul tema, l’ipotesi di una proroga aveva sempre incontrato un “no” secco , e anche l’iter di conversione in legge, che si è concluso il 24 luglio, non aveva portato alcuna novità.

La motivazione? La necessità di rispettare i tempi del pagamento del fondo perduto perequativo entro fine anno.

A pochi giorni dalla scadenza, però arriva l’inversione di marcia da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze.

Differito dal 10 al 30 settembre il termine di trasmissione della dichiarazione modello Redditi 2021 per i contribuenti che intendono richiedere il contributo a fondo perduto “perequativo”.

Con un decreto del Presidente del Consiglio dei ministri viene modificata la scadenza prevista dall’articolo 1, comma 24, Decreto-legge n. 73 del 25 maggio 2021, in considerazione delle esigenze rappresentate dagli ordini professionali e dalle associazioni di categoria.

Si legge nel comunicato stampa del 6 settembre 2021.

Pagamento fondo perduto, probabile un’attesa più lunga con la proroga della dichiarazione dei redditi

Ora che la proroga è stata concessa, però, sorgono i dubbi sui tempi di attesa del pagamento del fondo perduto perequativo.

Durante l’interrogazione a risposta immediata sul tema che si è tenuta alla Camera lo scorso 9 giugno, l’ex sottosegretario Claudio Durigon si era fatto portavoce di una chiusura netta del MEF sulla possibilità di allungare i tempi per la presentazione della dichiarazione dei redditi.

“È opportuno evidenziare che il processo di determinazione ed erogazione del contributo a fondo perduto introdotto dall’articolo 1, comma 16, del decreto-legge n. 73 del 2021 è strettamente collegato alla preventiva disponibilità – da parte dell’Agenzia delle entrate – dei dati della dichiarazione dei redditi riferiti sia all’anno 2019 che all’anno 2020”.

Si sottolineava, con queste parole, l’importanza di non cambiare la tabella di marcia per assicurare l’erogazione del fondo perduto perequativo “nel minor tempo possibile, tenuto conto della situazione di difficoltà economica in cui si trovano gli operatori destinatari dello stesso”.

Sul prezzo da pagare per una eventuale proroga, le parole del Ministero dell’Economia e delle Finanze non lasciavano spazio a dubbi:

“Un eventuale differimento del termine previsto per la presentazione della dichiarazione dei redditi, propedeutica per la presentazione dell’istanza di accesso al contributo in esame, determinerebbe un allungamento dei tempi necessari per l’erogazione dello stesso”.

Secondo la tabella di marcia iniziale del Decreto Sostegni bis, il fondo perduto perequativo dovrebbe rappresentare un saldo di fine anno.

Ora però la proroga, seppure breve, potrebbe cambiare i tempi di attesa, a meno che Agenzia delle Entrate e MEF non decidano di spingere sull’acceleratore per mantenere, in ogni caso, le promesse iniziali.

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