Pagamenti elettronici, l’obbligo vale anche per la Giustizia

Tommaso Gavi - Fisco

Pagamenti elettronici, l'obbligo di fatturazione elettronica vale anche per le fatture emesse nei confronti della Giustizia da parte dei consulenti tecnici di ufficio per la certificazione dei compensi determinati con i decreti di liquidazione. Lo chiarisce il principio di diritto numero 13 del 12 agosto 2020 dell'Agenzia delle Entrate.

Pagamenti elettronici, l'obbligo vale anche per la Giustizia

Pagamenti elettronici, con il principio di diritto numero 13 del 12 agosto 2020 l’Agenzia delle Entrate chiarisce che l’obbligo di fatturazione elettronica vale anche per le fatture emesse nei confronti della Giustizia.

Nello specifico l’Amministrazione finanziaria si riferisce a quelle dei consulenti tecnici di ufficio per la certificazione dei compensi determinati con i decreti di liquidazione.

Sono ricompresi anche per quei pagamenti che sono stati esclusi dall’obbligo di split payment, spiegato nella circolare n. 9/E del 7 maggio 2018.

Pagamenti elettronici, l’obbligo vale anche per la Giustizia

L’obbligo di fatturazione elettronica vale anche per i pagamenti relativi alle fatture emesse nei confronti dell’amministrazione di Giustizia, da parte dei consulenti tecnici di ufficio, per la certificazione dei compensi determinati con i decreti di liquidazione.

Lo spiega il principio di diritto numero 13 del 12 agosto 2020 dell’Agenzia delle Entrate.

Agenzia delle Entrate - Principio di diritto numero 13 del 12 agosto 2020
Modalità di pagamento dei compensi professionali disposti dalla Pubblica Amministrazione.

Nello specifico il documento di prassi richiama quanto stabilito dai commi 209 e seguenti dell’articolo 2 della legge di Bilancio 2008, ovvero la legge numero 244 del 24 dicembre 2007, in base alla quale:

“...l’emissione, la trasmissione, la conservazione e l’archiviazione delle fatture emesse nei rapporti con le amministrazioni pubbliche di cui all’articolo 1, comma 2, della legge 31 dicembre 2009, n. 196, nonché con le amministrazioni autonome, anche sotto forma di nota, conto, parcella e simili, deve essere effettuata esclusivamente in forma elettronica...”

Viene inoltre ribadito il principio in base al quale, dal 31 marzo 2015, le amministrazioni pubbliche non possono accettare fatture che non siano inviate in forma elettronica attraverso il Sistema di interscambio.

Inoltre, trascorsi tre mesi da tali date, le stesse non possono effettuare pagamenti, neppure parziali, fino all’invio delle fatture in formato elettronico.

Lo prevede il decreto interministeriale numero 55 del 2013.

Pagamenti elettronici, l’obbligo vale anche se c’è l’esclusione dallo Split Payment

Tra i documenti richiamati dall’Agenzia delle Entrate c’è la circolare numero 9 del 2018.

Il documento di prassi del 12 agosto 2020 specifica che:

“Tale obbligo ricorre nonostante con la circolare n. 9/E del 7 maggio 2018 i citati compensi siano stati esclusi dall’obbligo dello split payment, di cui all’articolo 17-ter del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 1972, n. 633”

Il presupposto su cui si basa il chiarimento consiste nel fatto che l’amministrazione della Giustizia non effettua alcun pagamento del corrispettivo del Ctu e, conseguentemente, l’applicazione della scissione dei pagamenti:

“comporterebbe l’onere, per la parte obbligata al pagamento del compenso del CTU, di versare a quest’ultimo soltanto l’imponibile mentre l’Iva relativa alla prestazione del CTU dovrebbe essere riversata all’Amministrazione della Giustizia affinché quest’ultima, a sua volta, versi tale importo all’Erario, nell’ambito della scissione dei pagamenti.”

L’ultimo chiarimento fornito dal principio di diritto riguarda l’obbligo di fatturazione elettronica tramite Sdi.

A partire dal 1° gennaio 2019 tale obbligo è stato esteso a tutte le operazioni effettuate dai soggetti passivi IVA, residenti o stabiliti nel territorio dello Stato, e non solo a quelle che vedono come controparte la pubblica amministrazione.

Lo prevede l’articolo 1, comma 3 del Dlgs n. 127/2015, modificato dalla legge di Bilancio 2018.

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